Rapina e droga, oggi gli interrogatori in carcere, i cugini negano e Pietro Vergaro non parla

BRINDISI- Si sono svolti questa mattina gli interrogatori di garanzia di dodici delle ventuno persone arrestate ieri nell’ambito di una operazione condotta dai carabinieri della Compagna di Francavilla Fontana. Dodici interrogatori per altrettante persone finite in carcere ossia:  Adriano Albano, 22 anni, di Nardò, in provincia di Lecce; Alexandro Ion, 29 anni, nato a Ploiesti, in Romania, ma residente a Ceglie Messapica; Fernando Lenoci, 25 anni, nato a Ceglie Messapica ma residente a San Michele Salentino; Annalisa Oliviero, 22 anni, nata a Massa di Somma, in provincia di Napoli ma residente a San Pancrazio Salentino; Gianluca Rubino, 26 anni, nato a Mesagne ma residente a Oria (era ai domiciliari in un’altra inchiesta); Cosimo Saccomanno, 48 anni, di Oria (era ai domiciliari in un’altra inchiesta); Eljesa Tafili, 25 anni, nato in Albania, ma residente a Cellino San Marco; Egidio Leandro Varliero; Giampiero Vergaro, 25 anni, nato a Mesagne ma residente  Torre Santa Susanna; Leonardo Vergaro, 26 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Pietro Vergaro, 27 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Cosimo Vita, 39 anni, nato a Francavilla Fontana ma residente a Torre Santa Susanna.  Mentre domani avranno luogo gli interrogatori delle nove persone ai domiciliari. L’accusa a vario titolo è quella di rapina, riciclaggio, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita  di arma da fuoco. Le investigazioni dei carabinieri sono partite il primo agosto del 2016 quando un furgone portavalori, Fiat Fiorino, intestato alla ditta Fox service s.r.l., fu assaltato da un bandito incappucciato ed armato, riconosciuto come Pietro Vergaro, a Torre Santa Susanna. Il dipendente della ditta aveva appena svuotato le slot machines che si trovavano in un bar del paese, il Roxy Bar di proprietà di Anna Maria Roppo. Il bottino fruttò quasi 13mila euro. La fortuna ha voluto che 8 borse con il denaro portate via dal rapinatore che era accompagnato da dei complici avevano all’interno un gps. Seguendo le tracce i carabinieri di Francavilla Fontana sono riusciti ad individuare l’abitazione di uno dei presunti responsabili del colpo. Qui i carabinieri non solo trovarono 6 borse vuote, ma anche  droga in casa. Un altro gps nascosto nelle altre due borse ha guidato i militari a casa di quelli che poi sono stati considerati dall’accusa i basisti del colpo, ossia la  titolare del bar   e  il fidanzato Gabriele Caputo, che l’ignaro dipendente della Fox service aveva appena visitato prima di essere rapinato. Intercettazioni e pedinamenti avrebbero confermato la tesi dell’accusa secondo cui i titolari del bar avrebbero dato indicazioni utili per bloccare la vittima. Il caso della rapina ha offerto la possibilità agli investigatori di smantellare una vasta organizzazione, composta da più elementi dedita alle rapine, allo spaccio di sostanze stupefacenti e al riciclaggio.

Convalidate le misure cautelari per Pietro Vergaro, Leonardo Vergaro e Gianpiero Vergaro. I tre tutti di Torre Santa Susanna sono difesi dall’avvocato Raffaele Missere. Pietro accusato, in particolare, di essere l’autore materiale della rapina al portavalori del primo agosto 2016, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Hanno deciso invece di collaborare rispondendo alle domande del giudice Leonardo Vergaro e Gianpiero Vergaro, entrambi si sono dichiarati estranei ai fatti declinando ogni responsabilità. Leonardo Vergaro, fratello di  Pietro e cugino di Gianpiero, accusato di aver avuto un ruolo nella rapina al portavalori, ossia di aver fatto da intermediario tra Anna Maria Roppo e Gabriele Caputo, non solo ha respinto ogni addebito ma ha anche chiarito che la sua conoscenza con i due è giustificata da un legame di sangue, di parentela con la Roppo. Anche Gianpietro ha negato ogni coinvolgimento nello spaccio di sostanze stupefacenti ad eccezione dell’episodio in cui i carabinieri perquisendo casa di sua nonna trovarono alcuni grammi di cocaina nascosti sotto il cuscino del divano.

L’avvocato Missere ha annunciato il ricorso al riesame.

BrindisiOggi

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