Armi, in tre mesi: 7 arresti, 36 denunce

BRINDISI – Proseguono le verifiche a tappeto nel territorio provinciale sulla corretta detenzione di armi da fuoco e relativo munizionamento. Dall’inizio dell’anno, l’attività accertativa ha prodotto i seguenti risultati: 478 soggetti detentori di armi controllati; 36 deferiti a piede libero per inosservanza delle norme sulla diligente custodia, trasferimento dell’arma ad altro luogo, smarrimento, denuncia ex–novo per decesso del congiunto detentore, detenzione abusiva di armi e munizioni; 7 arresti, per detenzione abusiva di arma clandestina e per illecita detenzione di armi comuni da sparo;  80 armi sequestrate;  344 munizioni sequestrate;  21 proposte di revoca di porto d’armi.

Nel mese di marzo 2018, il bilancio della specifica attività condotta dai Reparti dell’Arma nell’intera provincia, ha prodotto i seguenti risultati: 202 soggetti detentori di armi controllati; 14 deferiti a piede libero per inosservanza delle norme sulla diligente custodia, trasferimento dell’arma in altro luogo, smarrimento, denuncia ex–novo per decesso del congiunto detentore, detenzione abusiva di armi e munizioni;  3 arresti, per illecita detenzione di armi comuni da sparo e armi clandestine; – 30 armi sequestrate;  88 munizioni sequestrate; 6 proposte di revoca di porto d’armi.

Recenti fatti di cronaca sia nazionale che locale, hanno richiamato l’attenzione sulla problematica dell’illecito utilizzo delle armi da fuoco, ancorché legalmente denunciate. Pertanto, il comando Provinciale carabinieri di Brindisi, avvalendosi delle stazioni dipendenti capillarmente presenti, ha avviato un controllo di tutti i soggetti in possesso di armi, per la verifica della corretta custodia in ossequio alla normativa vigente.

Le verifiche vengono esperite in ottemperanza all’art. 38 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza che recita “chiunque detiene armi o parti di esse e/o munizioni deve farne denuncia all’Ufficio locale di Pubblica Sicurezza o, quando questo manchi, al locale Comando dell’Arma dei Carabinieri”. La norma prevede altresì che “l’Autorità di Pubblica Sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico”. “La denuncia di detenzione deve essere ripresentata ogni qualvolta il possessore trasferisca l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia. Il detentore delle armi deve assicurare che il luogo di custodia offra adeguate garanzie di sicurezza.”

L’obbligo della corretta custodia si considera adempiuto, allorché, concretamente si adottino tutta una serie di cautele, quindi occorre assumere tutti quegli accorgimenti che porrebbe in essere una persona di normale prudenza.

Il successivo art. 39 del T.U.P.L.S. stabilisce che il Prefetto della provincia, ha la facoltà di vietare la detenzione di armi e munizioni alle persone ritenute capaci di abusarne. Pertanto l’attività informativa e successivamente ispettiva da parte dell’Arma dei Carabinieri mira anche all’acquisizione di tutta una serie di elementi utili al fine di porre l’Autorità preposta nelle migliori condizioni decisorie.

BrindisiOggi

 

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