Bambini dormono soli per strada, la gente chiama le forze dell’ordine ma nessuno interviene

BRINDISI – Sono quasi le 3 della notte di ferragosto. In spiaggia e nei lidi che puntellano la costa si è nel pieno dei festeggiamenti e la musica si spande nell’aria che sa di estate, di mare, di vacanza. La città, al contrario, è silenziosa e quasi deserta. Brindisi non fa eccezione a questa regola e via Togliatti, zona sembra essere la strada di un paese abbandonato, tanto è vuota. I pochi rumori che si sentono vengono amplificati a dismisura e, grazie a questa eco, una coppia residente in un condominio lungo la strada si è accorta che il panorama non era proprio così desertico come poteva sembrare a una prima occhiata: quattro piccole figure si muovevano proprio sotto i loro occhi, cercando una posizione comoda per riposare e ritrovare le forze sul freddo e duro marciapiede, unico appoggio concessogli.

A un’occhiata un po’ più approfondita, i due si accorgono che quelli che si stringevano stretti uno all’altro erano solo dei bambini. Capita la situazione, la coppia  immediatamente, si prodiga in un giro di chiamate che coinvolge la polizia, i carabinieri e i sanitari del 118. Gli unici a giungere sul posto, stando ai racconti dei pochi presenti, sono gli operatori del soccorso che, con pazienza e spirito paterno, cercano di verificare, prima di ogni cosa, le condizioni di salute dei piccoli. Una volta accertato che i quattro, il più grande dei quali ha detto di avere 11 anni e il più piccolo appena 5, stanno bene, i soccorritori cercano di capire cosa ci fanno in via Togliatti quattro ragazzini da soli, di notte.

Alla fine della difficile chiacchierata, complicata dal fatto che i piccoli non parlavano né italiano né inglese, si è capito che, con ogni probabilità, il gruppo era arrivato in Italia il giorno prima a bordo della nave fregata Scirocco della Marina Militare, tra i 750 migranti siriani soccorsi a largo delle coste egiziane, ed era scappato da qualche struttura d’accoglienza, anche perché tutti indossavano, sopra i loro vestiti sporchi e logori, alcuni indumenti nuovi e puliti. La loro prossima meta, sempre stando a quanto i bambini sono riusciti a comunicare al personale del 118, era la stazione di Brindisi, dalla quale avrebbero preso il treno per Milano o Torino, dove probabilmente, qualcuno già li aspettava.

Il più grande del gruppo ha esibito un biglietto scritto a mano sul quale compariva un indirizzo o un numero di telefono e, quando i presenti li hanno chiesto se avessero con loro i soldi per acquistare un biglietto del treno, contemporaneamente, i piccoli hanno indicato il posto in cui avrebbero, nascoste, banconote e monete, al fine di non venire rapinati. In tutto questo, la coppia dalla quale è partita la segnalazione della presenza dei minori, continuava a chiamare polizia e carabinieri che, pur garantendo l’invio di personale sul posto, fino alla fine, non si sono fatti vedere. Con ogni probabilità, il mancato arrivo delle forze dell’ordine è dovuto al fatto che il personale a disposizione, sempre più risicato, era impegnato a garantire la sicurezza di quanti si sono riversati nei luoghi dove si festeggiava, contemporaneamente, il ferragosto.

autoambulanzaIl 118, intanto, cercava di capire cosa si potesse fare almeno per dare un tetto fino all’alba ai quattro ragazzini. Purtroppo, dopo più di due ore in cui medici e paramedici si sono presi cura, insieme alla coppia che li ha allertati, del gruppo di minori, non si è trovata una soluzione per poter togliere i piccoli dalla strada: in ospedale, stando, fortunatamente, bene, non ci potevano andare; le forze dell’ordine, secondo quanto riferito da chi ha sentito al telefono i referenti delle centrali operative, hanno comunicato che non potevano fare nulla per loro; la coppia che per prima ha avvertito che bisognava fare qualcosa per i piccoli ha potuto offrire solo la sua supervisione, anche per il timore di possibili conseguenze legali che sarebbero potute venire in coincidenza di iniziative prese sull’onda dell’emozione.

Fatto sta che i volontari del 118 non hanno potuto fare altro se non donare ai bambini alcune lenzuola per coprirsi, metterli nel giardino interno di un condominio lì vicino e spiegarli come si arriva in stazione, sperando che il gruppetto possa trovare la propria strada, non solo per raggiungere i treni. Al mattino, una volta sorto il sole, i quattro non c’erano più. Forse saranno arrivati alle loro destinazioni, oppure no, sicuramente, non scorderanno i volti amici che, nella notte di ferragosto del 2014, hanno teso loro una mano quando non avevano altro.

Maurizio Distante

13 Commenti

  1. il 14 sera intorno alle 22 abbiamo incrociato e per poco non investito una decina di ragazzi sulla complanare a ridosso dell’uscita del quartiere Santa Chiara (alle spalle del nuovo seminario). Abbiamo chiamato il 113 per segnalare la situazione, soprattutto, di pericolo per i ragazzi che potevano essere investiti in quanto sembravano diretti sulla statale. Non sappiamo l’esito della segnalazione alle forze dell’ordine, ma di certo quei ragazzi facevano parte di questo gruppo. E se fosse un’indicazione “ministeriale” farli fuggire? A pensar male…

  2. COMPLIMENTI!….Brindisi si distingue, come sempre!..
    Chi – tra coloro che aveva il POTERE di fare qualcosa legalmente – ha dormito con la coscienza tranquilla quella notte, dopo essere stato messo a corrente della situazione?..
    Grazie solo alla coppia che ha inutilmente allertato chi doveva intervenire!

  3. A questo punto siamo arrivati? La C.O. non poteva autorizzare temporaneamente “la custodia” dei minori in casa della coppia fino al giorno dopo?

    Nessun Centro di accoglienza ha segnalato la scomparsa dei minori?

    Chi – tra coloro che aveva il POTERE di fare qualcosa legalmente – ha dormito con la coscienza tranquilla quella notte, dopo essere stato messo a corrente della situazione?

  4. Una triste storia, con una conclusione drammatica e grottesca, se fosse quella vera:
    ” … Fatto sta che i volontari del 118 non hanno potuto fare altro se non donare ai bambini alcune lenzuola per coprirsi, metterli nel giardino interno di un condominio lì vicino e spiegarli come si arriva in stazione, sperando che il gruppetto possa trovare la propria strada, non solo per raggiungere i treni. Al mattino, una volta sorto il sole, i quattro non c’erano più. Forse saranno arrivati alle loro destinazioni, oppure no, sicuramente, non scorderanno i volti amici che, nella notte di ferragosto del 2014, hanno teso loro una mano quando non avevano altro “.
    Se dopo essere fuggiti dal loro Paese in guerra ed aver affrontato da soli i rischi della traversata del mare, quei quattro bambini si fossero realmente ricongiunti con i loro parenti da qualche parte, avrebbero dimostrato di essere più adulti, coraggiosi e solidali, della burocrazia e dell’inefficienza del nostro Paese. Più che un breve articolo di cronaca meriterebbero una lunga storia, raccontata da un grande romanziere …

  5. Dovevano essere portati in ospedali per accertamenti clinici.
    E se avessero una malattia infettiva?
    Se possono andarsene in giro abbandonati a sé stessi, perchè non possono farlo anche tutti gli altri sbarcati dalla Scirocco?

  6. Poveri piccoli ma non capisco sempre ‘sta storia di vergognarsi di essere italiani! Quale vergogna c’è visto che siamo gli unici che li aaccogliamo. Nella civilissima (parliamone)

    australia, i barconi vengono presi a cannonate! Noi li accogliamo bene come solo gente di cuore come
    noi italiani sa fare.

    • Ahhh certo noi italiani siamo di cuore che accogliamo tutti …. Certo !!!!! Ma le condizioni igeniche nei vari centri di accoglienza le hai viste??? Quanti sono gia scappati e quanti ne scapperanno ancora??? Sai dove vanno a finire quelli ???? Hai gia visto lampedusa in che condizioni sta?????hai visto quanti si lamentano delle condizioni igeniche??? E quando arriveranno i primi casi che porteranno l ebola in italia?? Ma fammi il piacere sempre sto perbenismo che noi italiani siamo gli unici che aiutiamo, siiiii come no aiutiamo tutto il mondo ma gli italiani che hanno bisogno e ce ne sono tanti non vengono mai aiutati. Ma noi italiani siamo bravi e buoni e noi aiutiamo tutto il mondo !!!!

      • ciao io sto in una casa famiglia e sto per fare 18 anni tra un mese. sono entrata li per un problema famigliare e adesso che vorrei iniziare a crearmi la mia vita gli italiani che dice lei a me ancora non hanno nemmeno PROVATO ad aiutarmi. solo perche un minore gli conviene per i soldi e perche la minore non ha la possibilita di parlare. sono tutti molto bravi a dire noi aiutiamo ma in realta non fanno nulla e guardano i propri interessi, prendendo 2700 al mese per un minore non ti lasciano nemmeno sceglire di andare via e pure pretendono che tu segui le regole loro, fatte da loro sono molto bravi a criticare e giudicare ma non si mettono mai al posto nostro ciao

    • Peggio ancora ! Sbattuti in una casa famiglia e non sarebbero più usciti da lì dentro sino ai 18 anni manco a colpi di cannone ! Un bambino , un minore, frutta alla casa famiglia affidataria circa 3500 € al mese (per il suo mantenimento) e col cavolo che il direttore della casa famiglia se lo fa scappare . In un anno soltanto sono oltre 42.000 € di contributi (da comune , provincia o regione).

  7. sconvolgente. Mi vergogno di essere italiano. E tutte le associazioni che si interessano dei diritti dei minori dove sono?

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*