Case popolari senza contratto, il buco nelle casse del Comune si allarga, meno mezzo milione

Poseidone articolo
BRINDISI- (Da Il7 magazine) Case popolari ancora non contrattualizzate, il buco nelle casse del Comune si allarga e raggiunge quasi mezzo milione di euro ma sottoscrivere i contratti costa troppo. Nessun contratto per gli assegnatari degli alloggi popolari in via Sant’Angelo che da dieci anni non pagano il canone trincerandosi dietro la scusa di non aver mai formalizzato con l’amministrazione comunale la locazione dell’abitazione avuta. Sono circa 74 appartamenti assegnati nel 2009 ad altrettanti nuclei famigliari, tra questi vi erano anche 42 famiglie che sino ad allora avevano abitato in un altro complesso popolare, a dir poco fatiscente, che tutt’oggi si trova al rione Cappuccini. A distanza di nove anni queste 74 famiglie, oggi collocate tra il rione Sant’Angelo e il rione Paradiso,  non hanno mai pagato un centesimo per la locazione perché non hanno mai firmato il contratto con il Comune. Ma secondo l’amministrazione questo non sarebbe sufficiente a giustificare il mancato pagamento del canone. “Noi, comunque, abbiamo un regolamento per l’utenza- spiega la dirigente dell’Ufficio Patrimonio e Casa , Gelsomina Machitella- anche se non ci sono i contratti nel momento in cui c’è l’atto di assegnazione la gente sa che deve pagare, ci sono tutti i titoli per pagare”. Chiedere gli arretrati tuttavia non è semplice, facendo due conti un singolo inquilino con un canone minimo di 25 euro al mese, dopo nove anni, ha accumunato un debito nei confronti del Comune di circa 2700 euro. Per molte famiglie a reddito zero la cifra è improponibile ed azzerare il debito non è possibile. Del resto se il Comune di Brindisi è in pre dissesto è anche per le mancate entrate che in questi anni hanno impoverito le casse. Ma anche pensare di sottoscrivere i contratti non è un’ipotesi plausibile perché la procedura ha un costo  pari a quello che il Comune dovrebbe recuperare dagli inquilini fantasma. E come un cane che si morde la coda, la situazione resta al palo e nulla si muove.
Ma se recuperare i crediti dai non contrattualizzati è un’impresa ardua lo è altrettanto recuperare i crediti dai morosi o liberare gli alloggi dagli abusivi. Da dicembre scorso l’assessore al ramo Cristiano D’Errico ha costituito una task force con il compito di verificare gli occupanti degli alloggi assegnati, sollecitare i morosi e liberare le abitazioni occupate abusivamente. Gli ultimi dati sull’abusivismo raccontano di un fenomeno piuttosto diffuso.  I quartieri dove risiede  la maggior parte degli abusivi è quello di Sant’Angelo e di Sant’Elia, probabilmente in base anche alla disponibilità degli alloggi. Ma andando con ordine, citando i numeri di maggiore rilevanza troviamo al primo posto, maglia nera, per via Aleandro, quartiere Sant’Angelo, dove nelle case comunali risiedono ben 23 nuclei famigliari abusivi, senza alcun titolo; segue via Rossini, quartiere Tuturano, con 17 alloggi occupati abusivamente; via Benvenuto Cellini, quartiere Sant’Elia, con 14 alloggi occupati abusivamente; via Giovanni Boldini, sempre Sant’Elia, con 13 alloggi occupati abusivamente; via Lanzillotti, rione Sant’Angelo, con 11 alloggi occupati. Vi sono inquilini abusivi anche in via Leonardo da Vinci (4), piazza Raffaello (2), Largo Poliziano (2), Largo Machiavelli (2), via Santa Maria del Casale (4), via Nardelli (4), via Indipendenza(1). Questi sono solo alcuni dei numeri che compongono la fotografia dell’abusivismo all’interno delle residenze popolari. Nell’ultimo anno i carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, su disposizione della Procura, hanno eseguito una serie di controlli a tappeto. Gli alloggi popolari controllati dai militari  sono stati 119, su 1069 appartamenti di proprietà del Comune. L’esito di questo operazione ha portato alla denuncia di 19 persone per occupazione abusiva, due di queste sono state anche indagate per furto di gas.  Gli abusivi identificati, tuttavia, non sono stati allontanati dagli alloggi. La procedura di sgombero è stata bloccata perché i soggetti hanno chiesto una mediazione, ora in attesa che il Comune trovi una soluzione tutto è stato sospeso. Non è andata altrettanto bene ad altri 30 nuclei famigliari che il Comune è riuscito a far sgomberare liberando così appartamenti che ora saranno riassegnati. A questo proposito sono  480 le famiglie brindisine in attesa di avere un alloggio popolare , la graduatoria degli aventi diritto è in via di definizione a cura dell’ufficio comunale di Brindisi Patrimonio e Casa. La pubblicazione è prevista entro dicembre prossimo ma la situazione resta comunque molto complessa e contorta. In questi giorni il Comune sta eseguendo le verifiche reddituali, un’impresa titanica visto che molti cittadini pur avendo fatto domanda di alloggio on avevano prodotto l’intera documentazione, altri si sono persino sottratti agli accertamenti.“Ci sono anche molti casi controversi, gli sgomberi che sono stati fatti sono una trentina- dicono dall’Ufficio Patrimonio e Casa- La situazione sarà al vaglio del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Qualche situazione che poteva essere sanata è stata sanata”.  Resta comunque il problema delle morosità. Il Comune nei mesi scorsi ha spedito oltre quattrocento lettere di sollecito , quasi tutte  le persone  raggiunte dalle notifiche hanno chiesto un piano di rateizzazione, stanno pagando anche in 60 rate, gli importi più piccoli sono stati saldati subito. Il piano di rateizzazione non da comunque ossigeno alle casse comunali che oggi sono vuote. Da qui anche l’idea di mettere in vendita gli alloggi di proprietà del comune, un modo più rapido per racimolare introiti di cui in questo momento il Comune non ne vede neppure l’ombra. Quasi 700 unità abitative inserite nel piano triennale delle alienazioni 2019 / 2021,  che secondo le previsioni di bilancio, potrebbero far  incassare 4.044.597,06 euro nel 2019, 7.690.397,93 euro nel 2020, e 5.391.506,34 euro nel 2021. Gran parte delle unità abitative sono situate in via dei Pescatori al rione Casale di Brindisi, molti altri in via Campania, via Marche nella zona Commenda, oltre una decina si trovano in via Cappuccini. Un centinaio di appartamenti in via Gerolamo Aleandro e via Angelo Lanzellotti al rione Sant’Angelo. Sono in vendita anche le abitazioni comunali in via Gioacchino Rossini, nella frazione di Tuturano. Appartamenti di tre, quattro e cinque vani ma anche garage.  Per queste abitazioni il Comune non ha ricevuto offerte, del resto gli occupanti pur avendo il diritto di prelazione non hanno le possibilità economiche per affrontare l’acquisto.
Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

2 Commenti

  1. Faccio un ragionamento semplice ricollegabili alla affermazione attribuita al dirigente dell’ufficio patrimonio nella quale evidenzia che il costo del contratto sarebbe pari al canone che il comune dovrebbe/potrebbe recuperare dagli inquilini fantasma.
    Probabilmente è vero, ma contrattualizzando gli affitti quantomeno si metterebbe la parola fine ai mancati incassi futuri.
    Credo che sia un ragionamento di buon senso al quale nessuno potrebbe porre obiezioni.

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