Chiusura e declassamento dei reparti, monta la protesta e Zizza chiama a raccolta i sindaci

Poseidone articolo

BRINDISI- L’adozione del nuovo piano di riordino ospedaliero ha portato alla chiusura e al declassamento di numerosi reparti negli ospedali della provincia brindisina. Domenica scorsa alcune mamme hanno occupato simbolicamente il reparto di pediatria dell’ospedale di Ostuni per impedirne la chiusura. Il prossimo 4 marzo è prevista una nuova mobilitazione. Alla luce di quanto sta accadendo anche i parlamentari brindisini scendono al fianco dei cittadini. “La Regione Puglia- commenta il Senatore di Direzione Italia Vittorio Zizza- ha deciso, senza alcun criterio e senza preoccuparsi delle conseguenze- di chiudere l’Ospedale di Fasano, declassare quello di Ostuni e chiudere due reparti del presidio ostunense: Cardiologia e Pediatria. Tutto il territorio brindisino è stato penalizzato e mortificato da queste scelte messe in atto dalla Regione Puglia. Mi preme ricordare che a Brindisi si registra il rapporto più basso fra numeri di cittadini e posti letto. E’ una ferita mortale quella inflitta dall’amministrazione regionale e dal centro sinistra a tutta la comunità della provincia di Brindisi aver previsto la chiusura del reparto di pediatria e cardiologia. Molti di noi e dei nostri figli sono nati proprio nel reparto di pediatria di Ostuni”.

Davanti a queste scelte che hanno penalizzato  molte strutture pubbliche nel territorio brindisino, come ad Ostuni e a Fasano, i cittadini e i rappresentanti del Comitato del No, promotori della mobilitazione che si oppone alla chiusura del nosocomio della Città Bianca, hanno manifestato domenica davanti al presidio ospedaliero e stanno organizzando un’altra manifestazione per il prossimo sabato 04 marzo.

“La soluzione di aprire un presidio di pronto soccorso aperto h24 di pediatria altro non è che una prassi molto comune che accade solitamente anche in altre città, come è già accaduto a Manduria; per la cardiologia, invece, la situazione rimane allarmante perchè ancora all’orizzonte non si intravedono soluzioni- ribadisce il  senatore Zizza-  Vorrei ricordare l’enorme preoccupazione di tutti quei cittadini che non potranno più usufruire del servizio di cardiologia nella città di Ostuni che, prima della chiusura, rappresentava un’eccellenza per la provincia di brindisi e un esempio di buona sanità pugliese”.

“I problemi aumenteranno con l’inizio della stagione estiva, periodo nel quale il bacino di utenti crescerà. Invitiamo – aggiunge ancora  il senatore di Direzione Italia- tutti i sindaci dei comuni della Provincia di Brindisi, così come ha già fatto il primo cittadino di Carovigno, a fare propria questa battaglia e a sostenere i sindaci di Ostuni e di Fasano che dovranno attivarsi e fare tutto ciò che rientra nelle loro competenze al fine di garantire un servizio efficiente alla popolazione tutelando il servizio sanitario”.

“Noi, come Direzione Italia-conclude Zizza- continueremo la nostra battaglia accanto a quelle mamme, quelle famiglie e lotteremo insieme a loro affinché il diritto di curarsi non diventi un privilegio per pochi e affinché sia tutelata la loro salute e quella dei loro figli. Continueremo a dar voce alla protesta messa in atto dal Comitato del No perché non saremo disponibili ad accettare soluzioni sommarie o a credere alle promesse vaghe come l’apertura di un nuovo Ospedale a Monopoli-Fasano o di altri nosocomi. La Regione Puglia ha investito molto risorse pubbliche per dei progetti che ancora non hanno visto la luce e che rischiano di acuire disagi e non coprire le esigenze di intere comunità”.

Foto Ostunilive.it

BrindisiOggi

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