Cinque mesi in carcere da innocente, la storia di Felice Maldarella

OSTUNI- ( Dal settimanale IL7) Per fortuna trasportava arance. Una storia che ha del grottesco se non fosse che il protagonista ha vissuto un incubo. E soprattutto un’ingiustizia. Cinque mesi di carcere da innocente. Accusato di traffico di clandestini. Dopo un lungo calvario è stato assolto con formula piena. Sballottolato tra le carceri della Grecia in condizioni disumane.

Lui è Felice Maldarella, camionista ostunese di 48 anni, il 13 luglio dopo 5 mesi finalmente è tornato a casa. Era stato arrestato il 7 marzo scorso al porto di Igoumenitza in Grecia perché nel suo tir sierano nascosti cinque clandestini. Ma lui con questa storiaccia non c’entrava nulla. Anzi, era stato lui stesso a denunciare che il suo camion era stato manomesso, e  per questo aveva chiesto un controllo alla polizia. Ma in pochi minuti si è ritrovato le manette ai polsi. E spedito in una cella all’aperto ad Igoumenitza dove  è rimasto 8 giorni prima di essere trasferito al carcere di Patrasso.

Una storia assurda, ma stando a quanto racconta il camionista non è la sola nel paese ellenico. Non sarebbe l’unico straniero ad avere subito un’ingiustizia simile. “Dovevo imbarcarmi per tornare a Brindisi, quando ho visto che il portellone del mio tir era stato manomesso- racconta Felice- chiedo ad un amico greco, che conosceva bene l’italiano, di accompagnarmi alla polizia di frontiera per denunciare il fatto. Chiedo proprio io un controllo con lo scanner per vedere cosa c’era all’interno. Da quelle parti i clandestini saltano da un mezzo all’altro come canguri. Bisogna stare attenti”.

Il camionista aspetta diverse ore sino a quando non arriva il suo turno per i controlli di polizia. Mentre il mezzo passa nello scanner vengono trovati nascosti all’interno cinque clandestini. Loro stessi interrogati dicono di non conoscere il conducente e di non aver mai avuto con lui nessun contatto. Né di averlo mai pagato. “Ma nonostante fossi stato io a denunciare la cosa- aggiunge il camionista- mi sono visto improvvisamente ammanettare e portare via”.

Nell’assoluta incredulità l’uomo si è ritrovato in un luogo dove c’erano delle cellette all’aperto, non era un vero e proprio carcere, ma un posto di transito. “Sono stato qui 8 giorni- spiega con rabbia Felice- erano cellette 3 metri per 5. In questo posto angusto e sporco mi hanno messo con altre 10 persone. Eravamo lì dentro uno accanto a l’altro per terra. Non c’era neanche un lavandino per lavarci e ci passavano tra i piedi i topi. C’era una fossa turca al centro, dove tutti potevano fare i bisogni.”

Un incubo. Un’esperienza che Felice Maldarella non augura a nessuno. Ma ora chiede il conto. Vuole il risarcimento danni. Ha perso 11 chili, non mangiava più.  Per cinque mesi non ha preso lo stipendio e non ha potuto mandare i soldi a sua figlia che studia a Milano. Il camion è stato sequestrato. A questo si sono aggiunte le spese per pagare gli avvocati. E poi quelle terribili notti in cella da innocente.

“Non ho mai visto nessun rappresentante dell’ambasciata italiana in 5 mesi- aggiunge- ho dovuto impiegare due avvocati greci. Gli italiani non li fanno proprio entrare. Ho conosciuto stranieri rimasti in carcere per 1 anno e mezzo per una sigaretta di hashish, poi un greco dopo pochissimo lo hanno mandato a casa nonostante fosse stato beccato con 10 chili di droga”.

E’ furioso il camionista ostunese. In Grecia non vuol metterci piede neanche per andare in vacanza. Ci andava con il suo tir, per conto di un’ azienda di San Vito dei Normanni, almeno tutte le settimane. Fa questa lavoro dal 2003, da quando si è separato dalla moglie.

Dopo gli 8 giorni in cella a Igoumenitza tra sporcizia e topi è stato trasferito al carcere di Patrasso dove è stato più tempo, qui le cose andavano meglio. Ma poi è arrivato il trasferimento al carcere di Corfù. Giorni chiuso in una stanzetta 2 metri per 2 metri. Con lui c’era un’altra persona. Dalla doccia usciva acqua salata. Questa era posizionata sopra la fossa del bagno turco, sempre nella stessa cella. “In carcere in Grecia bisogna comprare tutto- dice il camionista- anche la carta igienica. Se non hai i soldi muori”.

A Corfù si è celebrato il processo. “L’udienza è durata tre quarti d’ora- racconta ancora l’uomo- c’è stata la testimonianza del mio amico greco, poi del poliziotto. Ed infine la mia deposizione. In pochissimo sono stato assolto. Si rende conto: 5 mesi di carcere per tre quarti di udienza con assoluzione. La verità e la mia innocenza era davanti agli occhi di tutti”.

Felice Maldarella non intendere fermarsi, con il suo avvocato Angela Cavallo, presenterà richiesta di risarcimento danni. “Voglio andare sino in fondo- dice l’uomo- perché sono stati lesi i miei diritti. Voglio fare questa battaglia affinchè non accada ad altri. Perchè la mia non è l’unica storia”.

Lucia Portolano per IL7 Magazine

 

 

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2 Commenti

  1. Non hai visto nessun rappresentante dell’amasciata italiana ? Strano,sicuramente non li hai visti perchè i nostri sono abili a navigare nell’ombra a differenza di quelli americani.

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