Il comando dei vigili del fuoco di Brindisi scelto come base per la Scuola sugli interventi in mare

Poseidone articolo
BRINDISI – (da il7 Magazine) Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Brindisi scelto come base della “Scuola addestrativa nautica” per gli allievi. La formazione dei vigili del fuoco che un tempo era prerogativa esclusiva delle Scuole Antincendi delle Capannelle a Roma, è stata assegnata anche alla sede di Brindisi con l’apertura di un corso specifico sugli interventi in mare.
E’ in un’ala del Comando Provinciale di Brindisi che 29 allievi, futuri vigili del fuoco,  stanno completando la loro formazione, in quella che nasce come “Scuola Nautica”, prima di tornare a Roma per chiudere il corso e prestare giuramento. Orgoglioso di questi ragazzi e che Brindisi sia stata scelta dal Corpo nazionale, il Comandante Antonio Panaro, che si occupa personalmente dell’istruzione dei suoi allievi: “E’ la prima scuola in assoluto qui nel meridione e soprattutto a Brindisi. Una scuola  che da lustro a questo Comando provinciale dei vigili del fuoco- dice- Questa struttura, ad onor del vero,  nasce per essere una scuola nautica , perché è uno dei pochissimi poli meridionali che ha l’opportunità di organizzare un corso con un simulatore addestrativo, cioè che simula un incendio a bordo nave e si trova a Brindisi proprio per le peculiarità che ha Brindisi come soccorso. Quindi abbiamo dato un impulso ulteriore alla scuola che nel compendio del Comando Provinciale ha uno stabile del tutto dedicato e indipendente. Quindi abbiamo dato la possibilità al Corpo nazionale di poter espletare un corso di ingresso degli allievi vigili del fuoco prima di essere integrati nell’organico ufficiale”.  Quando il Comandante Panaro parla delle peculiarità del territorio ma anche delle professionalità che si fregia di avere il pensiero non può non andare allo straordinario intervento dei nostri vigili del fuoco sulla Norman Atlantic, il traghetto a bordo del quale il 28 dicembre del 2014 scoppio un pauroso incendio. Se non ci fossero stati loro la nave sarebbe affondata  con oltre 300 persone a bordo. Una lotta contro il mare in tempesta, e quella nave in avaria che colava a picco dopo l’incendio divampato in uno dei garage. Per almeno cinque giorni in mare sono rimasti  sul rimorchiatore Barretta, lavorando senza sosta. Il ricordo della loro impresa è ancora vivo, forse la più eclatante che si va ad aggiungere alle tante di cui i vigili del fuoco di Brindisi, quotidianamente si occupano. Giusta e meritata quindi la scelta del Corpo nazionale nell’aprire un corso di soccorso in mare qui a Brindisi.
“Per tradizione dei vigili del fuoco la scuola è una, ed è una scuola antincendio che negli anni 30 fu organizzata a Roma , le classiche scuole di Capannelle- spiega il Comandante Panaro- Solo che la concomitanza di ingressi di corsi successivi, la concomitanza dei passaggi di qualifica interni che noi facciamo non hanno consentito alle scuole di poter organizzare tutti questi corsi in contemporanea e quindi hanno fatto una ricognizione sulle strutture periferiche coinvolgendo sempre la direzione regionale  la Puglia che  ha quindi ha deciso di istituire due aule, una su Bari e una su Brindisi”. Per la prima volta, quindi, a Brindisi nasce  un corso nazionale d’ingresso per vigili del fuoco. Gli allievi sono 29, tutti pugliesi, per lo più provenienti da Brindisi, Taranto e Lecce. Tra di loro c’è anche una donna leccese sposata. Merito alla donna che ha già intrapreso un percorso famigliare e che riesce a dedicare tanto tempo anche a questa grande famiglia che è il corpo nazionale dei vigili del fuoco- dice Panaro- Il corso dura sei mesi, i ragazzi hanno cominciato a maggio , dopo di ché torneranno a Roma per completare le ultime cose e poi saranno pronti per il giuramento. Io sono molto orgoglioso di questo”. Questi ragazzi, così, completeranno la loro formazione alla casa madre a Roma e poi al termine del loro percorso saranno definitivamente assunti ed entreranno nei ruoli del corpo nazionale dei vigili del fuoco.
“Speriamo di rivederli presto, avendoli formati ed essendo ragazzi della nostra terra e quindi profondi conoscitori delle problematiche dei nostri luoghi, noi auspichiamo che tornino presto- dice ancora il Comandante- Durante questo corso svolgono attività di addestramento di carattere generale , vi sono delle parti teoriche e delle parti pratiche. Quelle teoriche sono fatte da me e dai miei funzionari. Sono aspetti di carattere amministrativo, tecnico e scientifico che riguardano un po’  le attività di prevenzione incendi, attività normative, legislative e poi ci sono le parti pratiche di addestramento con attrezzature con sicurezza. Come dico sempre , in primis bisogna insegnare a questi ragazzi che il soccorritore deve essere sottoposta all’autocontrollo per la propria sicurezza e incolumità. Perché in primis il soccorritore deve essere in grado di soccorrere ma se viene ferito nell’ambito dell’attività non soccorre più nessuno. Basta guardare l’ultimo episodio dei quattro morti in una vasca di liquami qualche giorno fa. Quella è stata l’escalation negativa di quando vai a soccorrere una persona e non si è in grado di poterlo fare perché non hai i dispositivi di protezione , non conosci le manovre , non hai le procedure di sicurezza. Il soccorritore deve essere il primo a salvaguardare la propria sicurezza”.
Il Comando Provinciale oggi conta 300 unità tra operati e amministrativi, potrebbero sembrare tanti ma in realtà le emergenze che devono affrontare quotidianamente lo sono molto di più.
“In questo momento la situazione è molto migliorata, perché grazie anche agli ultimi ingressi di carattere nazionale si è potuto fare mobilità, quindi un po’ gli organici , soprattutto a Brindisi si stanno adeguando alla normalità. Certo i vigili non bastano mai, perché i turni che facciamo sono massacranti e soprattutto le incombenze che ogni giorno ci stanno attribuendo sono sempre più gravose- dice Panaro- Anche con le esigenze legittime che ci vengono poste siamo in difficoltà, lo facciamo ma ovviamente gravare una persona di ore e ore di lavoro sulle spalle diventa pericoloso”. A questo si aggiunge anche il “Presidio sommozzatori” che per diverso tempo ha rischiato di scomparire.
“Per il presidio dei sommozzatori, fortunatamente, con il giusto valore che è stata data alla problematica di Brindisi si è potuto conservare una parte del dispositivo regionale rimanendo a Brindisi con questo che viene chiamato presidio dei sommozzatori che è collegato ad un sistema regionale- dice il Comandante- Noi siamo 300 unità , comprendendo anche il personale amministrativo che da supporto per la gestione, divisi in quattro turni, tenendo conto che gestiamo anche un aeroporto civile , con un traffico che sta aumentando notevolmente, gestire un porto come quello di Brindisi magari con la problematica di un petrolchimico che incombe con le sue normali attività ma anche con i suoi rischi connessi , è comando che lavoro molto. Poi ci sono periodi in cui si è anche  più impegnati. L’estate è uno di quelli,  sicuramente anche perché è fatto statistico, la popolazione si triplica in questo periodo e quindi anche l’accadimento di fatti che posso essere anche banali si possono triplicare”.
Lucia Pezzuto

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