E’ l’attrice latianese Vanessa Scalera la protagonista di “Lea”, il film in onda su Rai1

Poseidone articolo

ROMA – C’è una brindisina nel cast di uno dei film tv più attesi della stagione Rai. Protagonista di “Lea”, di Marco Tullio Giordana incentrato sulla storia di Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta, è Vanessa Scalera, 38enne attrice nata a Mesagne e cresciuta a Latiano (nelle foto in maglia azzurra). Il film verrà trasmesso su Rai1 il 18 novembre.

Come ha dichiarato alla vigilia della presentazione del film tv ai microfoni Rai durante l’anteprima al Roma Fiction Vanessa Scalera e Linda CaridiFest 2015, Vanessa Scalera ha dovuto sottoporsi a 5, 6 provini prima di essere scelta un anno fa. “Non vi dico i pianti, i salti che mi sono fatta – ha raccontato la Scalera, che si è dovuta confrontare con la storia difficile di Lea – Ho letto tanto su questa donna che è entrata dentro di me, in qualche modo, dandomi tutta la sua forza e il suo coraggio. Per interpretare una come Lei non bisogna avere paura, bisogna abbandonarsi a Lea”. Dopo le esperienze con Placido, Moretti e Bellocchio, per questa fiction la Scalera ha lavorato con Marco Tullio Giordana. “È un regista che lascia davvero liberi gli attori, si fida e li ama – ha dichiarato alla Rai – Questo credo sia stato un bel regalo per Lea, c’era amore sul set, sebbene fosse una storia dura. Come primo impatto lascerà una grande amarezza e dolore, ma la speranza è quella che Denise, sua figlia, porta avanti con il coraggio della madre”.

La storia di Lea Garofalo è tanto assurda quanto vera. Nel 2002, decide di testimoniare sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco a Petilia Policastro (Crotone). Il fratello di Lea, Floriamo, arrestato in un blitz nel 1996, viene ucciso nel 2005. Agli inquirenti, Lea dichiara che a decidere delle sorti del fratello è stato suo cognato, Giuseppe Cosco. La donna viveva sotto protezione a Campobasso con la figlia, ma nel 2006 le viene revocata. Dopo un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, viene riammessa nel programma nel 2007, ma due anni dopo (aprile 2009) rinuncia alla tutela e riallaccia i rapporti con la sua città d’origine, pur restando a lea garofaloCampobasso. Nella casa che trova col suo ex compagno, Carlo Cosco, Lea ha una lavatrice rotta: con la scusa di ripararla, in casa entra Massimo Sabatino, 37enne ingaggiato per uccidere Lea. Un agguato che fallisce grazie alla chiamata con cui sua figlia Denise allerta i carabinieri. Il 20 novembre 2009 Cosco attira Lea a Milano e, la sera del 24 novembre, la donna viene uccisa all’interno di un appartamento, dove l’attende Vito Cosco, detto “Sergio”. Il suo cadavere viene portato via da Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino e bruciato a San Fruttuoso, a Monza, per tre giorni. Di lei rimasero solo 2mila frammenti ossei e la collana, fatte recuperare grazie alle dichiarazioni di Venturino.

Il prossimo 20 novembre ricorrerà il sesto anniversario della morte di Lea, un personaggio legato a doppio nodo a Libera, che in questi giorni si ritrova per il ventennale della sua fondazione. Nei fine settimana, in tutte le piazze italiane, Libera sarà presente con la vendita della pasta di Gragnano, prodotta col grano coltivato sulle terre confiscate. Un invito a gustare il frutto dell’impegno e a sostenere le campagne dell’associazione di Don Ciotti.

Foto Vanessa Scalera di Rai.tv

A.P.

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