Guardia medica: poca sicurezza per i medici, a breve il trasferimento al Perrino

Poseidone articolo

 BRINDISI – ( da il7 Magazine) È l’una e trenta, nella notte tra sabato e domenica. Una donna si presenta nell’ambulatorio della Guardia medica all’ex Di Summa, è accompagnata dalla figlia, racconta alla dottoressa di turno di sentirsi poco bene e di avere il battito cardiaco accelerato. Durante la conversazione si confida con il medico e dice di aver litigato con il marito che a volte è violento. Improvvisamente nella stanza fa irruzione l’uomo, che ubriaco ha aggredito la moglie e minacciato di morte il medico. “Ti taglio la gola”, le avrebbe detto, convinto che la dottoressa si fosse intromessa nel rapporto coniugale. L’uomo, un albanese di 53 anni che nella vita fa l’autotrasportatore, è stato denunciato. La moglie è tornata a casa, e il medico è sempre lì a prestare servizio a chiunque avesse bisogno. Questo è solo uno dei tanti episodi di minacce, di aggressioni verbali che vedono protagonisti i medici della Guardia medica. Accade in tutta Italia, ma accade anche a Brindisi, dove l’ambulatorio si trova a piano terra di uno degli edifici all’interno dell’ex ospedale Di Summa. Medici in trincea che si dividono tra il prestare servizio in ambulatorio o andare in giro per la città di notte a casa di pazienti sconosciuti. Dietro quella telefonata di richiesta di un consulto medico non si sa mai chi realmente c’è. Il presidio di Brindisi ha 12 medici che si alternano nei turni, sei di questi sono titolari, il resto sono ad incarico. Per chi vuol svolgere la professione sanitaria il passaggio alla Guardia medica è quasi obbligatorio. “Ci siamo passati tutti – spiega Antonio Campo,  medico dirigente e uno dei responsabili della Guardia medica di Brindisi – ed è sempre stato così. I medici sono esposti al diretto contatto con il pubblico senza alcun filtro. Almeno al Di Summa c’è un servizio di guardiania che monitora gli ingressi nell’edificio, ma una volta superata la sbarra chiaramente non c’è più nessun controllo. È necessario un deterrente che possa rendere più sicuro questo luogo. La maggior parte dei medici sono donne e non diciamo una falsità quando evidenziamo che per loro i problemi aumentano”. Nell’ambulatorio di Brindisi ci sono almeno tre medici a turno, due di questi potrebbero però uscire per le visite a domicilio. Ogni telefonata va valutata, ma bisogna rispondere ad ogni richiesta di visite per non incorrere in omissione di soccorso. “Molto spesso i casi di violenza e le aggressioni verbali – racconta il medico – avvengono proprio durante le visite a domicilio. Quando ricevi una chiamata non puoi certamente verificare chi realmente c’è dietro”. La guardia medica è aperta ogni notte dalle 20 alle 8 del mattino dopo, tutto il giorno nei festivi, e dalle 10 alle 20 nei pre festivi. Per garantire una maggiore sicurezza la direzione sanitaria della Asl ha in programma lo spostamento dell’ambulatorio dall’ex Di Summa all’ospedale Perrino. Un modo per concentrare i servizi in un’unica struttura che potrebbe portare vantaggi anche in termini di assistenza e in qualche maniera  alleggerire il Pronto soccorso. Mentre si pensa ad accorpare la guardia medica di San Vito dei Normanni al servizio di 118.  A novembre scorso la Asl ha disposto la chiusura per ragioni di sicurezza di nove ambulatori nella provincia di Brindisi, così come previsto dalla direttiva regionale per le zone a rischio. Tra le 20 e le 22.30 infatti in questi nove paesi non è più possibile rivolgersi al servizio di continuità assistenziale, restano invece le visite a domicilio, che sono a discrezione del medico in base ad una prima valutazione telefonica. “Il provvedimento –  si leggeva nella nota diffusa dalla Asl –  è stato adottato per garantire la sicurezza e l’incolumità del personale medico e dell’utenza stessa, a seguito di recente attività ricognitiva”. Questo provvedimento è stato applicato per le attività ambulatoriale di Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Michele Salentino. San Vito dei Normanni, San Pancrazio Salentino, Torre Santa Susanna, Torchiarolo e Villa Castelli. Nel frattempo la Asl fa i conti con la carenza di medici, una situazione critica in tutta la Puglia, ma anche nel resto del Paese, a causa del numero chiuso delle facoltà di Medicina e dei corsi di specializzazione. “Qualcuno ha fatto male i conti con il numero programmato – afferma  Campa – perché in  proiezione nei prossimi anno non c’è corrispondenza tra i medici che vanno in pensione e quelli che dovranno sostituirli. Come per dire che il contabile del numero chiuso non ha fatto bene i conti”. Questo non vale solo per guardia medica e pronto soccorso, ma anche per tantissimi altri reparti degli ospedali. La riforma pensionistica Quota 100 potrebbe dare il colpo di grazia al mondo sanitario, anche se in questa sono stati inseriti dei disincentivi per “convincere” i medici a restare qualche anno in  più sino a quando non si raggiungono i requisiti richiesti dalla legge Fornero.

Lucia Portolano

per il7 Magazine

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*