Il Comitato “Salviamo Torre Guaceto” scrive a Vendola

BRINDISI- La riserva di Torre Guaceto in pericolo, continua a ripeterlo il Comitato Salviamo Torre Guaceto impegnato in una raccolta firma a favore dell’oasi naturale. La maggiore preoccupazione dice il Comitato viene dalla presenza del depuratore che  scarica le proprie  acque nel canale Reale che attraversa la riserva. Il 20 dicembre il depuratore entrerà a regime. Il Comitato ha deciso così di rivolgersi direttamente al presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Questa di seguito la lettera inviata a nome del Comitato e dei firmatari della petizione “Salviamo Torre Guaceto”.

“Gentile Presidente Vendola,

rubiamo cinque minuti del suo tempo per chiederle di leggere cinque fatti in fila che stanno per provocare l’ennesimo disastro ambientale della Puglia e, questa volta, non solo industriale e urbano, ma anche turistico, d’immagine e culturale. Questa volta, inoltre, qualcosa si può fare PRIMA: prima delle “occupazioni”, prima del “troppo tardi, paghiamo gli errori di altri”, prima dei “compromessi inevitabili tra sviluppo e ambiente”, prima di affossare un altro pezzo di Puglia, prima dei tumori, prima delle malattie. In quale Regione d’altronde si dovrebbe fare appello ai diritti, alla civiltà, alla bellezza, se non in Puglia. A chi dovremmo rivolgerci per fare appello a tutto questo, se non a Lei. Grazie. Ecco i fatti in cinque minuti.

 L’Unione Europea attiva una procedura di infrazione contro l’Italia poiché in molti territori (compreso quello in causa!) si scaricano i reflui in falda. La Regione Puglia corre giustamente al riparo e il 20 ottobre 2009 approva il Piano di Tutela delle Acque: si stabilisce che l’agglomerato Urbano di Carovigno (che comprende Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni) sarà servito dal depuratore di Carovigno collegato infine ad una condotta sottomarina già esistente.

Fin qui tutto liscio. Poi…

 

21/12/11 – la Provincia di Brindisi, su richiesta dell’AQP, indice Conferenza di Servizi per il rilascio dell’autorizzazione allo scarico nel Canale Reale delle acque reflue depurate provenienti dal Depuratore di Carovigno.

Da qui in poi:

  • cambia la destinazione finale dello scarico in questione: non più condotta sottomarina ma Canale Reale, che sfocia nella Zona di Riserva Integrale A dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto;
  • non si parla più dell’Agglomerato urbano di Carovigno (Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni) ma solo di Carovigno.

 ARPA Puglia, Capitaneria di Porto di Brindisi, Comune di Brindisi e Consorzio di Gestione di Torre Guaceto danno parere negativo secondo il decreto istitutivo della Riserva che dice: “sono vietate le attività appresso indicate…, tra cui l’alterazione, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e biologiche delle acque, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi e in genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino”.

L’Ufficio Parchi della Regione Puglia chiede di riconvocare la Conferenza di Servizi.

 27/03/2012 – Nuova Conferenza di Servizi: i pareri negativi restano, si aggiunge quello dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia che chiede la Valutazione di Incidenza.

La Provincia di Brindisi chiede all’AQP di svolgere la Relazione di Incidenza, ma l’ente risponde di non poter elaborare tale studio a causa dei costi e della tempistica!!

 3/07/2012 – La Regione Puglia con L.R. n. 18 art. 22 si attribuisce la competenza al rilascio dell’autorizzazione allo scarico degli impianti di depurazione, togliendo la competenza alle provincie e con Determina Dirigenziale del Servizio Tutela delle Acque autorizza lo scarico temporaneo dei reflui depurati, provenienti dal Depuratore di Carovigno nel Canale Reale.

Il 20 dicembre 2012 il servizio sarà attivato.

 Il COMITATO SALVIAMO TORRE GUACETO afferma che l’atto è ILLEGGITTIMO, INUTILE E DISASTROSO perchè:

  • non tiene conto dei pareri negativi delle Conferenze di Servizio nonostante la legge preveda che “in caso di dissenso motivato di una amministrazione preposta alla tutela ambientale la questione debba essere rimessa al Consiglio dei Ministri”;
  • viola il DPR 357/97 che prevede l’obbligo di Valutazione di incidenzaambientale nei siti di importanza comunitaria e nelle zone speciali di conservazione (Torre Guaceto è tutto questo, oltre che zona dichiarata di importanza internazionale nel 1981 sulla base della convenzione di Ramsar  ed attualmente individuata come Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea);
  • lo scarico non risolverebbe la problematica dell’infrazione europea in quanto San Michele Salentino e San Vito dei Normanni continueranno per ora a scaricare in falda;
  • la foce del Canale Reale è localizzata in una laguna bassa e di acqua ferma e lo scarico dei reflui porterà ad un danno irreversibile ai fondali della Riserva;
  • tra i finanziamenti ricevuti dalla Regione Puglia dallo Stato per l’adeguamento degli impianti di affinamento, nessuno è stato destinato al trattamento e affinamento a monte di queste acque;
  • il programma dei lavori prevede nel tempo l’allaccio a questo scarico di altri 6 paesi;
  • per il primo periodo non è garantito che le acque scaricate saranno depurate del tutto;
  • tra Torre Guaceto e Brindisi (vale a dire le zone interessate al movimento marino degli scarichi che finiranno in mare) esistono gli ultimi Lidi balneari rimasti al territorio brindisino (oltre è solo industria, abusivismo e cemento!).
  • esiste un’alternativa (se non pulita, almeno meno disastrosa): la condotta sottomarina (se opportunamente adeguata e allungata), già individuata nel 2009 dalla stessa Regione e il cui adeguamento è stato già finanziato.

 Se tutto questo non è ragionevole allora vuol dire che qualcuno ha pianificato che il territorio di Brindisi, come quello di altre zone del sud del Mondo, deve essere solo terra di industrie, tumori, saccheggio e cecità. E di tutto questo siamo stanchi fino alle ossa.

Grazie dell’attenzione.”

BrindisiOggi

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*