“Le farmacie comunali non andavano salvate”, la Corte dei conti chiede oltre mezzo milione di euro agli ex consiglieri comunali

BRINDISI – Presunto danno erariale nei confronti della casse del Comune di Brindisi.  La Corte dei conti batte cassa e riconosce un presunto danno erariale di 533mila euro, somme che dovrebbero essere versate dagli ex amministratori comunali. Si tratta del riconoscimento dei debiti fuori bilancio e il ripiano delle perdite e la ricapitalizzazione della società  partecipata dei Servizi farmaceutici. In poche parole per la Corte dei Conte le Farmacie comunali in stato di perdita per tre anni consecutivi e in liquidazione non dovevano essere salvate. Per salvare quella società furono approvati debiti fuori bilancio di oltre mezzo milione. Successivamente i bilanci sono diventati positivi. La contestazione è su due delibere approvate tra il 2013-20014 dal consiglio comunale per ripianare debiti degli anni 2011-2012.  Il tutto con il parere favorevole del collegio dei revisori dei conti e dei dirigenti. Erano gli anni in cui il liquidatore era Gianluca Quarta poi diventato amministratore unico,  con l’amministrazione comunale guidata da Mimmo Consales.

La Corte dei conti ritiene responsabili i soggetti che hanno approvato le delibere per le variazioni di bilancio: cioè i consiglieri comunali che hanno espresso voto favorevole in sede di approvazione, i dirigenti comunali che hanno espresso parere tecnico e contabile favorevole, e i componenti del collegio dei revisori dei conti. Secondo l’organo dello Stato i consiglieri che hanno votato a favore hanno mostrato “Assoluta noncuranza nell’approfondire la vicenda, provvedendo ad assumere supinamente i due deliberati senza curarsi di verificare quali fossero i contenuti di merito degli stessi  e nonostante i provvedimenti in questione comportassero gravosi oneri finanziari a carico del Comune per una società che era in liquidazione”.

Per la Corte dei conti sono responsabili sia i consiglieri allora di maggioranza che di opposizione. Nello specifico le somme imputate sono : oltre 19mila euro per Consales (allora sindaco), stessa cifra per  i consiglieri Luciano Loiacono, Salvatore Valentino, Enrico Latini, Francesco Renna, Salvatore Giannace, Massimiliano Cursi, Ferruccio Di Noi, Riccardo Rossi, il dirigente Angelo Roma, i revisori dei conti Vittorio Dell’Atti  e Massimo Mangiameli, oltre 17mila euro per i consiglieri comunali Antonio Monetti, Antonio Muccio, Cosimo Elmo, Lucio Licchello, Cosimo D’Angelo, Giampiero Epifani, Giuseppe De Maria, Maurizio Colella, Antonio Manfreda, Antonio Pisanelli, Francesco Cannalire, Massimiliano Oggiano, Mauro D’attis, il dirigente Antonio Gagliani, e revisore dei conti Rita Saracino, oltre due mila euro per i consiglieri Antonio Elefante, Giuseppe D’Andria, Antonio Ferrari, Massimo Pagliara, Raffaele Iaia, Francesco Renna, Luigi Sergi, Giampiero Pennetta, Mirella Destino (dirigente).

Tutti hanno 45 giorni di tempo per presentare le loro deduzioni e potersi difendere.  In questi giorni gli ex amministratori stanno ricevendo la notifica dell’atto della Corte dei conti. Ma all’attenzione dello stesso organismo, che si occupa di controllare i conti degli enti pubblici, ci sarebbe anche la Multiservizi e quel debito fuori bilancio di oltre un milione di euro approvato dall’amministrazione Consales per salvare la società in house. Il tutto sarebbe partito dopo un esposto.

Lu.Po.

3 Commenti

  1. Non entro nel merito del fatto tecnico. Ma la farmacia comunale di via G.Balsamo è ormai un punto di riferimento per la cittadinanza. Competenza, cortesia ed efficienza sono da tempo il brand della struttura. Qualità che, evidentemente, non si acquisiscono a caso. Spero che il tutto, alla fine, non diventi una scusa per ridimensionare o addirittura chiudere la struttura.

  2. Se qualcuno risponde dei danni arrecati alla collettività dovuta alla noncuranza, ignoranza e menefreghismo, vorrà dire che davvero qualcosa sta’ cambiando.

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