Malato terminale, il Comune gli assegna la casa ma è occupata: “Fatemi morire con dignità”

Poseidone articolo

BRINDISI- Malato terminale, il Comune gli assegna la casa popolare ma è già occupata abusivamente, l’appello disperato di Antonio : “Fatemi morire con dignità”. Si chiama Antonio Monaco ed ha 51 anni, è gravemente malato e spesso si sottopone a cicli di chemioterapia. Antonio con la sua famiglia , la moglie Francesca e due figlie di 24 e 8 anni , vive in una delle aule della scuola in via Sele al quartiere Perrino di Brindisi.

Solo cinque mesi fa il Comune di Brindisi gli ha assegnato un alloggio popolare peccato che si già occupato. L’appartamento destinato ad Antonio e la sua famiglia è occupato abusivamente, indiscrezioni dicono da un uomo ristretto ai domiciliari e con la presenza di un minore. Questa situazione rende ancora più difficile lo sgombero. Antonio quindi si rivolge al Comune di Brindisi affinchè intervenga, l’uomo è disperato e chiede di poter trascorrere quello che resta della sua vita in una casa dignitosa: “Lo faccio per me ma soprattutto per la mia famiglia. Voglio sapere che quando arriverà il mio momento mia moglie e i miei figli hanno un tetto sulla testa”. Antonio vive in via Sele da tre anni, qui vivono anche altre famiglie con bimbi piccoli. E’ umido , non c’è acqua calda, non c’è riscaldamento e si vive tutti in una stanza.

La storia di Antonio è stata presa a cuore dai  consiglieri comunali della Lega Ercole Saponaro, Massimo Ciullo e la deputata Annarita Tateo.

“È assolutamente inaccettabile che un cittadino brindisino gravemente malato, oltre al danno della malattia, debba pure subire la beffa di trovarsi fuori dalla propria casa comunale negli istanti che gli restano da vivere. Il tutto mentre la sinistra cittadina si mobilita per un non chiaro “problema ronde”-dicono-  Chiederemo direttamente all’ufficio competente in che modo nella città di Brindisi vengono assegnati gli alloggi popolari, poiché è un sacrosanto diritto di quest’uomo passare questi prossimi giorni dove è giusto: la propria casa. L’uomo, che ha moglie e due figli di 24 e 8 anni, si trova ora ospite della scuola abbandonata al Rione Perrino dopo aver trascorso i mesi precedenti in una struttura di cura al nord”.

“Trattare un concittadino brindisino gravemente malato in questa maniera è qualcosa di indecente- concludono- fossi nei panni dell’amministrazione eviterei di perdere tempo e troverei una soluzione al più presto”.

BrindisiOggi

4 Commenti

  1. Buon pomeriggio anche io vivo nella scuola di via sele da 3 Anni ho anche una bimba di se mesi di nome andrea voglio una casa anche io …

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*