Movimenti e comitati razzisti che cercano visibilità in campagna elettorale, non sono degni di essere ascoltati

INTERVENTO/ L’atteggiamento intollerante verso il prossimo meno fortunato di noi sta acquisendo una deriva molto pericolosa.

In Italia,  la campagna elettorale ormai prossima, vede nascere quotidianamente movimenti e comitati che cercano spazi di visibilità.

L’altro giorno a Francavilla il presidente dell’Associazione Antiracket locale, che dovrebbe impegnarsi nell’aiuto verso coloro che vengono stritolati nella loro attività dalle mafie e che quindi dovrebbe ben conoscere i principi di democrazia e fratellanza, ha espresso dei concetti di intolleranza e razzismo senza precedenti.

Innanzitutto ha dichiarato che i migranti posti dinanzi agli esercizi commerciali della sua cittadina ( Francavilla Fontana) sono violenti e danno fastidio ai cittadini.

Nulla di più inesatto.

Capiamo tutti la voglia di visibilità ed i limiti  di alcuni nel cercare di reperire consensi nel corso dell’ennesima campagna elettorale per la scelta del Sindaco, ma che un presidente di un’autorevole associazione come quella antiracket  locale si permetta di esprimere giudizi antidemocratici  è gravissimo.

Sicuramente queste righe saranno poste anche alla conoscenza della presidenza nazionale del Comitato, il quale da sempre esprime ben altri principi rispetto a quelli del razzismo e dell’intolleranza.

I cittadini che esprimono intolleranza verso i propri simili che sono diversi da noi per cultura, colore della pelle, religione, paese, credenze, ideali, mentalità, usi e costumi ed altro, fanno questo perchè pensano che ciò in cui credono, siano un valore assoluto, cioè tutto ciò che fa parte del proprio mondo e vissuto interiore è̀ la verita,̀ la cosa giusta, il punto di riferimento assoluto, e tutto ciò che si discosta da questo è̀ sbagliato, bisogna cambiarlo.

Le persone intolleranti, o che hanno difficoltà ad accettare un aspetto diverso della vita, sono persone egocentriche, narcisiste, nei casi più gravi di intolleranza sono persone egoiste, hanno una paura inconscia profonda dell’altro diverso da se, hanno un senso di onnipotenza (che li porta a pensare di essere superiori all’altro), pensano di avere la verità assoluta, hanno un pensiero di tipo assoluto verso le cose (e non relativo, basato sul rispetto delle idee altrui) hanno una mentalità chiusa, e tutti questi aspetti, se non vengono bloccati nei giusti tempi possono dar luogo a un fanatismo esagerato, che può travalicare nell’intolleranza, nella non accettazione dell’altro, nel razzismo, negli scontri etnici, che in realtà hanno una radice psicologica che riguarda il vissuto delle persone che lo vivono.

Questa tipologia di uomini non può essere rappresentativa di alcuno che si dica cittadino di un’Italia democratica.

Occorre accettare gli altri modi di pensare, di credere, di vivere, occorre essere tolleranti verso gli altri,non avere paura di sentire una diversità “dentro sé stessi”, una diversità che si scontra con un mondo in cui si è̀ vissuti ed educati sino ad allora.

Il fenomeno dell’intolleranza e del razzismo ha delle connotazioni prettamente psicologiche ed emotive, e si basa anche e soprattutto su una visione unilaterale, piccola, chiusa, oscura, irrazionale egoistica ed egocentrica della vita, dell’essere umano, del vivere insieme, e della difficoltà di sentirsi parte dell’universo e non i padroni dell’universo.

I ragazzi che sono migrati verso il nostro paese hanno bisogno del nostro aiuto e della nostra comprensione.

Questa propaganda antidemocratica non porta a nulla di buono, semina solo odio ed intolleranza per il prossimo, la nostra cultura non ci ha trasmesso questi ideali. Pertanto prima che la situazione fugga di mano, cerchiamo di ignorare i messaggi che ci vengono instillati da una comunicazione distorta e fuorviante.

Queste persone non sono degne di ascolto, così come non sono degne di rappresentare alcuno.

 

                                                                                  Antonio Macchia, segretario generale Cgil Brindisi

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*