Negozi tra crisi economica e spaccate, la scommessa di Stefania Savarese: “Ho fiducia in questa città”

BRINDISI- (Da Il7Magazine) Negozi che aprono, negozi che chiudono tra la crisi e la “mano longa” della criminalità. Per investire nella città di Brindisi e scommettere su questo territorio ci vuole coraggio soprattutto quando dopo tanta fatica e sacrificio c’è chi punta il mirino e colpisce dritto al cuore. E’ quello che è accaduto nelle ultime settimane, una serie di spaccate ai danni degli esercizi commerciali del centro storico di Brindisi. Furti in sequenza che probabilmente celano dietro la stessa mano.
L’ultima in ordine di tempo è toccata ad uno dei negozi storici della città: Ottica Savarese. Ben ottantacinque anni di attività a conduzione famigliare che attraverso la sua professionalità e i suoi prodotti ha fatto del suo nome un marchio di qualità e soprattutto “unicità”. La spaccata è stata messa a segno lo scorso 19 ottobre. Ad annunciare l’accaduto sono stati gli stessi titolari, Totò e Stefania Savarese, affidando alle pagine social tutto il loro rammarico: “Ogni mattina apriamo la porta del nostro negozio consapevoli che come tutti dobbiamo lottare per garantire a noi e ai nostri cari una vita dignitosa- si legge sul profilo Facebook dell’ottica- Ogni mattina apriamo questa porta con amore e coraggio,coscienti di dover vincere quotidianamente una scommessa: portare l’eccellenze internazionali del nostro settore nella nostra città di Brindisi e sul nostro territorio. Alle 4:20 di questa mattina questa porta è stata aperta da qualcun altro. Qualcuno che probabilmente ignora ciò che ha rubato. A chi mai potrà vendere un Tarian numerato, a chi un Kuboraum con bronzo forgiato, a chi un Nina Mur in betulla e resina bianco rosa e nero con anelli a sbalzo riconoscibile a centinaia di metri? Opere d’arte che nelle mani sbagliate verranno mortificate e che forse finiranno nel dimenticatoio di un cassonetto. La nostra non è rabbia è solo dispiacere per chi sceglie di non mettersi in gioco rinunciando alla più bella e grande delle sfide: vivere con coraggio in dignità ed onestà. Ci abbiamo sempre creduto e continueremo a farlo. Apertura h. 9:00”.
E’ così è stato, a qualche ora dalla spaccata, l’ottica era già aperta, pronta a rendere servizio ai suoi acquirenti. Nonostante il clima non fosse dei migliori, i fratelli Savarese sono andati avanti con coraggio, forti di una scelta dettata dalla passione e dell’amore verso il loro lavoro e verso la stessa città.
“Non si tratta semplicemente di un investimento economico, è una scommessa coraggiosissima, perché è portare cultura e fare cultura,  soprattutto trasmetterla. Questa è la mia mission, questo è il motivo per cui io esisto qui dentro, perchè per questi oggetti, opere d’arte, a me il cuore batte- dice Stefania Savarese-  Io li vedo mi emoziono  e quindi quando riesco a dire ad una persona : non essere uguale a tutti, tocca il materiale , guarda come è stato forgiato ma soprattutto nel momento in cui li inforchi tu stai compiendo un lavoro sulla comunicazione  non verbale enorme. Tu con i miei occhiali puoi dire chi sei senza aprire la bocca e quindi ci sono tantissimi aspetti e quindi diciamo che la mia missione prima è portare a casa mia questa bellezza oggettiva, li puoi indossare o non indossare, sentirli tuoi , gusto, non gusto però c’è una oggettività nel valore delle cose . Quante volte mi hanno detto : tu dovresti stare qui, lì, a Miami. No, io sono Stefania, sono di Brindisi e vivo a Brindisi e qui voglio portare e trasmettere il mio amore. Quindi se tu vieni, spacchi e deturpi senza coscienza non fai male solo ai fratelli Savares , tu fai male veramente a una collettività”.
La brutta esperienza non ha spento l’entusiasmo, ma se fosse possibile ha rafforzato in questi giovani imprenditori la voglia di fare. “Non mi toglie l’entusiasmo, io ne esco più forte e più ricca. Io sono fortunata perché dalla mattina del sabato ho avuto una risposta umana enorme, commovente, sincera da parte non solo dei miei clienti affezionati ma anche da gente che non conosco che è venuta per stringersi in cordoglio con me, per dirmi forza andate avanti, apprezzando il messaggio positivo che abbiamo immediatamente voluto lanciare , come è giusto che sia- spiega commossa Stefania-  E quindi sono sinceramente ricca, arricchita e colma di bene. Perché il bene vince ed è superiore e la cosa che i brindisini devono sapere è che c’è più bene che male e io questo ce l’ho sulla pelle. I più belli sono di più e questa è una ricchezza enorme e quasi, quasi a questa gente che mi ha fatto del male gli dico : grazie. Per quello che mi hanno fatto conoscere poi”.
Ma se da un lato la fiducia nel futuro rafforza il coraggio nel continuare a scommettere su questo territorio dall’altro si è anche consapevoli che forse qualcosa in più in termini di sicurezza si potrebbe fare.  “Si, ci vuole un po’ più di attenzione, è chiaro che vogliamo la città più sicura e vogliamo farci una passeggiata a mezzanotte  senza avere una allerta simile, per l’incolumità di tutti, delle madri e dei figli. Però io dico che se si sviluppasse una coscienza collettiva maggiore visto che il potenziale c’è ed è esplosivo di bene io non nego che si possano cambiare le cose. Ci vuole tanta fiducia ma c’è- aggiunge Stefania- Perché piangersi addosso, lamentarsi della negatività storica di questo luogo non serve, io sono stufa. Basta piangersi addosso, basta. Ora non dico che bisogna fare per forza le manifestazioni, il corteo. Il corteo è una voce, ci sta, però sarebbe carino “agirlo” questo bene. In qualche modo se già ci si sentisse uniti in questa voce probabilmente qualcosa si potrebbe fare”.
La spaccata all’Ottica Savarese segue solo di qualche giorno quella al negozio di abbigliamento “Portico 12” in piazza Sedile, a pochi passi da Palazzo di Città.  Il 26 settembre scorso ignoti hanno spaccato la vetrina e portato via diversi capi di abbigliamento firmati. Qualche giorno dopo la polizia è riuscita, per puro caso, a recuperarne una parte. Durante  un servizio di controllo ha fermato un uomo di 35anni, denunciato poi per ricettazione, con alcuni capi riconosciuti dallo stesso titolare. Sempre in quei giorni l’edicola/cartoleria in viale Commenda veniva presa di mira dai malviventi nelle prime ore del pomeriggio. Una spaccata alla luce del giorno per portare via solo alcune confezioni di profumo. La sequenza dei furti ha messo in allerta le forze dell’ordine che,  tuttavia, Stefania Savarese non si sente di condannare: “Io alle forze dell’ordine non posso dire nulla , perché io non conosco le loro dinamiche lavorative. Si ci vogliono più controlli, ma io credo che queste persone , carabinieri, polizia, numericamente non sono tantissimi. Queste persone, da quello che io ho potuto capire, devono disbrigare una mole di lavoro straordinariamente eccezionale. Probabilmente gli istituti di vigilanza, forse, in accordo con le forze dell’ordine, e magari  potrebbero coordinarsi di più. Mi piacerebbe che ci fossero più controlli , sappiamo che statisticamente queste spaccate si concentrano intorno alle 4.00 , 4.30 del mattino . Un occhio di attenzione, si. Ma alla fine chi sono io da dire al carabiniere cosa deve fare. Cerchiamo di essere onesti, sono oberati di lavoro. Noi stiamo andando avanti. Questa attività è in piedi da ottantacinque anni, io sono qui da sempre”. Davanti alle difficoltà e al mal comune i commercianti sono solidali, gli uni con gli altri e questo Stefania Savarese lo ha potuto sperimentare di persona. Per questo resta fiduciosa. “Ho avuto la solidarietà dei miei colleghi, in particolare il titolare di Portico 12, Alberto Bertolo, che ha subito la spaccata qualche giorno prima del mio negozio, che è stato davvero delicato e carino, accorrendo e abbracciandomi, dicendomi quanto fosse ancora scosso e coinvolto- dice- Quindi ci sono stati dei silenzi che sono stati molto più assordanti di qualunque altra affermazione. Io questo calore l’ho ricevuto tutto”.
Lucia Pezzuto per Il7Magazine

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