Piano di riordino ospedaliero, la CGIL: “Ospedali chiusi e posti letto mai attivati”

Poseidone articolo

INTERVENTO/ Cosa ha prodotto il Piano di Riordino della rete Ospedaliera (PRO) della Puglia (Regolamento Regionale n.7 del 10 marzo 2017), adottato dalla Regione e confermato dal Management della ASL BR con la Delibera ASL BR di Dipartimentalizzazione dei servizi (n. 884/17), nel territorio della nostra Provincia?

Molte parole, molti annunci ma nella nostra ASL, dove già si annotava una forte carenza di posti letto nella programmazione, si registra una carenza ancora più grave se vediamo quelli ufficialmente attivi, mentre contemporaneamente si assiste allo sfacelo dei servizi territoriali, non attivati e potenziati come previsto, anzi ulteriormente chiusi e depotenziati, come è accaduto per il Laboratorio di Patologia Clinica distrettuale del “Di Summa” di Brindisi. E’ difficile comprendere le motivazioni che non hanno reso possibile la contestualità della chiusura di ospedali (Fasano, Mesagne, S. Pietro V.co ed ancora prima Cisternino e Ceglie M.ca) e reparti e l’attivazione di quant’altro previsto dallo stesso PRO, evitando malesseri ad utenti e ad operatori. VI è una grave omissione organizzativa del management della ASL BR, una pervicace determinazione a chiudere, che è la filosofia di fondo che si è determinata in questi anni.

Nei PTA di Fasano, Mesagne, S. Pietro V.co, dei vari servizi annunciati non si vede nulla o quasi. I servizi distrettuali sono pressocchè gli stessi di prima e di ciò fanno testimonianza le lunghe liste di attesa che fanno dirottare le persone verso il privato o i viaggi della speranza nelle regioni virtuose (dove la salute sembra essere un bene salvaguardato e dove l’aspettativa di vita è maggiore), oppure verso la scelta di non curarsi  affatto se non si hanno risorse economiche adeguate. Purtroppo si va sotto il numero minimo di posti letto per 1000 abitanti, con servizi territoriali depauperati di risorse e la reale possibilità di vedere incrementata la pratica dei ricoveri fuori ASL, decontestualizzati dal territorio, dalla famiglia e dalla continuità terapeutica Territorio –Ospedale. Già nel PRO la ASL BR si attesta agli ultimi posti nel calcolo del rapporto in termini percentuali dei posti letto, 1099 totali pubblici e privati accreditati pari al 2,76 x 1000 abitanti (contro la media regionale di 3,7), di cui 0,39 per post-acuzie e 2,37 per acuti, standard che scende ancora di più nella realtà tenendo conto dei posti letto realmente attivati, cosa che al “Perrino” comporta extralocazioni o trasferimenti in altri ospedali. Inoltre l’iperafflusso di persone al Pronto Soccorso del «Perrino» si traduce nella esperienza comune della lunga e penosa attesa!

Qualche esempio:

  • al Perrino (dove non sono stati attivati reparti specialistici che l’Ospedale di Eccellenza dovrebbe avere)
  • Chirurgia Generale 32 pp.ll.  previsti/24 attivati;
  • Ematologia 20 previsti / 18 attivati;
  • Gastroenterologia 10 previsti / 0 attivati;
  • Medicina Generale 60 previsti / 33 attivati;
  • Ostetricia e ginecologia 50 previsti /42 attivati;
  • Unità coronarica 12 pp.ll. previsti /8 attivati;
  • a Francavilla Fontana (Ospedale di Primo livello, attivi i reparti di Cardiologia, Chirurgia gen., Medicina gen., Neonatologia, Ortopedia e traumatologia, Ostetricia e ginecologia, Pediatria, Unità coronarica, oltre Pronto Soccorso) si segnala la non attivazione di
  • 16 pp.ll. di Psichiatria;
  • 12 pp.ll. di Oncologia;
  • 8 pp.ll. di Terapia Intensiva;
  • ad Ostuni (Ospedale di Base, attivi i reparti di Chirurgia Generale, Medicina Generale, Ortopedia e Traumatologia, Pneumologia, oltre Pronto Soccorso) non attivati i 20 pp.ll. di Lungodegenza.

Complessivamente:

  • al Perrino dovrebbero esserci 600 pp.ll. ma ne risulterebbero attivati 505;
  • all’ospedale di Francavilla Fontana 188 i pp.ll. previsti ma 76 attivati;
  • ad Ostuni 106 i pp.ll. previsti e 86 attivati.

Una sottolineatura va anche fatta per la mancata attivazione della seconda Unità Operativa Complessa Psichiatrica ospedaliera a Francavilla Fontana, che temiamo non avvenga mai più, nonostante sia prevista dal PRO, forse perché riguarda una fascia debole della popolazione, che non ha voce per farsi sentire e che avrebbe diritto ad 1 posto letto per 10.000 abitanti e non meno di 0,7 (vedi PRO Regione Puglia), mentre sono attivi i soli 15 pp.ll. al Perrino (ma la situazione diventa poi drammatica se pensiamo che nel territorio Brindisi /Taranto vi sono solo due SPDC!).

Tali ritardi ed inadempienze sono assolutamente frutto di scelte discrezionali anche in contrasto con il DM 70/2015, con sbilanciamento dei posti letto, delle unità operative e carenze gravi in aree assistenziali critiche.

 Al DG della ASL BR chiediamo che vi sia chiarezza e trasparenza sui servizi attivati, rinunciando alla politica delle promesse e degli annunci, che creano ulteriore malessere organizzativo. Chiediamo una assunzione di responsabilità che vada verso la soluzione dei problemi, non verso la mera chiusura o non attivazione di servizi, cosa che non richiede particolari capacità manageriali che invece sono richieste ad un Direttore Generale e al suo management, che dovrebbero risolvere e non aggravare la già precaria situazione del servizio sanitario, in particolare pubblico, nel nostro territorio.

Ma le criticità gestione della ASL Brindisi sono molteplici: Il Piano Emergenza, sebbene continuamente richiesto, non risulta essere organico, che tenga conto delle risorse effettive esistenti, del piano di riordino, del modello per hub&spoke, della continuità assistenziale territoriale. Promesso da mesi ed anni, tale piano risulta essere frammentario, ospedalocentrico, incongruo e non risponde ai bisogni effettivi di salute della popolazione ed all’emergenza, che nel periodo estivo risulta aggravata nel territorio brindisino per le gravi carenze di partenza, sempre più accentuate negli anni.

 

Ma, più in generale i problemi sembrano non finire mai …in questi giorni è stata diffusa la nuova programmazione degli investimenti della ASL per il triennio a venire e siamo certi che si annunceranno nuove azioni senza che si siano portate a termine le incompiute di sempre, a cominciare – solo per fare qualche esempio – dal completamento della “piastra di Ostuni” comprendente opere edili del piano terra, primo e secondo piano, impianti tecnologici e condizionamento, sistema viabilità esterna , con lavori appaltati nel lontano 2006 il cui costo complessivo era di due milioni di euro, e successivamente con del n. 2201/2018 le stesse opere lievitavano ad un costo di ben dieci milioni di euro…;

per quanto riguarda invece l’ospedale Perrino di brindisi rileviamo che:

 

1)    il cappotto termico non è stato ancora completato;
2)     l’ufficio tecnico crollato un paio di anni fa non è stato ancora ricostruito;
3)     la ristrutturazione del Pronto Soccorso non è mai partita;
4)    la ristrutturazione della U.O. di rianimazione –  iniziata 3 anni fa –  non è stato ancora           finito il primo lotto, con la conseguenza che una parte della rianimazione giace al posto della subintesiva della neurochirurgia e non parte la ristrutturazione del secondo lato della rianimazione e dell’UTIC;

5)    il Centro grandi ustionati iniziato all’epoca in cui il Direttore di tale U.O.C. era il dr.Marasco con Direttore Generale la dr.ssa Paolo Ciannamea, non è stato ancora completato.

6)      la ristrutturazione anatomia patologica è stata avviata?

 

Per quanto riguarda, invece, i lavori di Francavilla Fontana sono ancora in fase di completamento dopo ben 12 anni di attesa. A tal proposito è bene sottolineare che gli stessi lavori hanno avuto un aggravio di spesa, con evidente spreco di denaro pubblico, per un importo di circa euro 950.000, rispetto agli importi aggiudicati, a causa del ritardo da parte della ASL nella consegna dei locali oggetto dei lavori.

 

Per la maggior parte dei lavori, invece, annunciati e che dovrebbero determinarsi, si tratta di studi di fattibilità tecnica-economica o di progetti preliminari che occorre trasformarli poi in progetti definitivi ed esecutivi, sempre dopo aver acquisito i relativi finanziamenti.

E’ opportuno anche rilevare che la ASL BR non ha ancora una ditta a cui affidare i lavori manutentivi di ordinaria e straordinaria manutenzione.

Quanto sopra rappresentato non è altro che la punta dell’icerberg di una serie di problemi che attanagliano il sistema sanitario della nostra provincia che colpiscono soprattutto i ceti meno abbienti, gli anziani, le fragilità, il disagio sociale, tutte quelle fasce di popolazione che non trovano risposte immediate ed adeguate nell’ambito del sistema sanitario pubblico.

Nei prossimi giorni parleremo ancora del sistema sanitario provinciale…!

 

Il Segretario Generale

Antonio Macchia

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