“Ancora due possibili strade per salvare Castello Alfonsino”

BRINDISI- Quale futuro per il castello Alfonsino? Dopo la firma della convenzione tra Comune di Brindisi e l’associazione Mecenate 90 per individuare un piano di sviluppo per la struttura ormai  lasciata al degrado, il  sindaco Mimmo Consales e il consigliere regionale Pino Romano hanno incontrato l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente durante il quale è stata intravista anche la possibilità di alcuni finanziamenti. Due strade, due possibilità dopo che la struttura ne ha perse alcune negli ultimi anni.  Su questo tema riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento  del capogruppo Pd alla Regione Puglia, Pino Romano

pino-romanoSul futuro del Castello Alfonsino di Brindisi, un bene di monumentale importanza per la nostra comunità, dobbiamo mettere da parte i fronzoli e concentrarci su cosa è meglio fare. Per restituirlo alla collettività, occorrono azioni di recupero, quindi un restauro; progetti per la sua fruibilità, quindi una gestione efficace; e risorse che rendano possibile questi obiettivi, anche attraverso forme che vedano il pubblico collaborare con il privato. A questo scopo, infatti, è stato anche sottoscritto e presentato, qualche giorno fa, un protocollo di intesa tra il Comune di Brindisi e la Fondazione Mecenate 90. E’ proprio perché spinti dalla voglia di un riformismo concreto e credibile che io e il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, abbiamo incontrato l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, la cui esperienza e competenza in materia, sono indiscutibili nonché da tutti riconosciute. Come prima cosa, le abbiamo chiesto se la strada del protocollo di intesa con la Fondazione fosse quella giusta e l’assessore ci ha risposto che, con un bene di tale portata, non c’è alternativa a una gestione pubblico-privata. Ma nell’incontro abbiamo voluto approfondire ogni aspetto, per non lasciare intentata alcuna via. Quindi abbiamo interrogato l’assessore su chi possa intervenire per il restauro del Castello. E abbiamo chiesto se fosse possibile avere anche un finanziamento stralcio dei fondi Poin. La risposta, purtroppo, non è stata positiva. L’assessore ci ha infatti spiegato che il Castello Alfonsino con i Poin non c’entra nulla poiché questi fondi in Puglia riguardano solo i poli del Gargano e del Salento. Tra quest’ultimo, però, non è contemplata Brindisi così come non c’è tutta la provincia di Lecce. Una possibilità di avere un finanziamento dal Ministero del Beni e delle Attività culturali esisterebbe anche ma, nel caso del Castello Alfonsino, non è praticabile poiché il Ministero dovrebbe rendicontare l’opera entro giugno o dicembre 2015. Quindi i tempi non giocano a nostro favore. Allora all’assessore abbiamo chiesto quali possano essere le linee di finanziamento con cui lo Stato può rendere possibile una gestione pubblico-privata di questo bene così prezioso. E, premesso che l’Ente pubblico deve presentare una candidatura mediante avviso pubblico e presentando un progetto esecutivo e un piano di gestione credibili, l’assessore Barbanente ci ha spiegato che: il protocollo con la Fondazione Mecenate 90 va benissimo per accedere a due linee di finanziamento. La prima riguarda il Fondo di sviluppo e coesione, per la quale sono disponibili 35,9 milioni di euro; la seconda riguarda l’asse sei della nuova programmazione comunitaria 2014-2020, per il quale sono a disposizione 175 milioni di euro. In entrambi i casi le risorse sono ancora in fase di contrattazione con Bruxelles. L’incontro con l’assessore, dunque, ha portato all’apertura di due strade percorribili e l’impegno che abbiamo preso con Barbanente è di rivederci per capire quale sia la migliore. L’assessore come sempre ha confermato la sua disponibilità a patto che il Comune di Brindisi si doti di un progetto di restauro che quantifichi l’ammontare delle risorse; che sottoponga l’eventuale partecipazione di un privato; e che abbia un piano di gestione efficace. Il tutto seguendo procedure che siano, com’è ovvio, oggetto di bando a evidenza pubblica. Largo alle soluzioni praticabili e reali, dunque, e al bando le manifestazioni di interesse alla vicenda che portano solo a perdite di tempo inutili per tutta la nostra collettività.  

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*