Sale scommesse a 500metri dai luoghi sensibili a dicembre scade la proroga: rischio chiusura per 800 agenzie in Puglia

BRINDISI – Entro dicembre tutte le sale scommesse e le attività con apparecchi di gioco in Puglia che distano meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto e impianti sportivi dovranno chiudere. Il 20 dicembre prossimo scade infatti la proroga che era stata data a queste attività dalla legge approvata nel 2013. L’attuale norma dispone almeno 500 metri di distanza tra sale e apparecchi da gioco e luoghi sensibili. Il testo originario disponeva l’immediata applicazione del “distanziometro” per le nuove attività, mentre per quelle già esistenti troppo vicine ai luoghi sensibili concedeva cinque anni di tempo – in scadenza il 20 dicembre 2018 – prima dello stop definitivo.

Il gioco patologico è un fenomeno dilagante che colpisce dai minori agli anziani. Gente che si gioca tutte le pensioni, e padri di famiglia che sperperano gli stipendi.

Aperto il dibattito politico all’interno del consiglio regionale pugliese, la discussione sulla proposta di modifica della legge contro il gioco patologico è  stata rinviata al 30 ottobre. “Ricordiamo che i centri scommesse –  dicono i consiglieri regionali 5Stelle – hanno avuto ben 5 anni per adeguarsi alla normativa e chi non lo ha fatto non può sperare in una eterna proroga”. Gli operatori del settore sono invece sul piede di guerra. “Se dovesse restare questa norma saremo costretti a chiudere tutti e sarebbe incentivata il gioco irregolare clandestino”, affermano i titolari dei centri scommesse. I gestori evidenziano che l’emendamento approvato a fine settembre dalla Commissione sanità prevede invece che il termine stabilito dalla norma venga prorogato «alla data di emanazione del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico». La norma pugliese, cioè, dovrebbe entrare pienamente in vigore solo quando sarà approvata una legge quadro nazionale che faccia chiarezza sulla collocazione dei punti di gioco. Gestori e dipendenti delle sale giochi sono pronti a scendere in piazza: “con le disposizioni attuali – spiegano – l’80% delle sale giochi presenti sul territorio, tra cui 800 agenzie di scommesse (l’87% del totale), sarà obbligato a chiudere, mettendo in pericolo 6mila imprese e 20mila posti di lavoro”.

Intanto su questo tema è stato organizzato a Brindisi per il 24 ottobre prossimo a palazzo Nervegna un convegno in collaborazione l’Università di Bari, Confcommercio e Regione Puglia  dal titolo Gambing patologico e responsabilità sociale. Sfida delle prevenzione e possibilità di trattamento.

BrindisiOggi

 

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