Scu, dopo 30 scarcerazioni per la mancanza della motivazione nell’ordinanza, libero anche il presunto killer di Presta

LECCE- Manca la motivazione nell’ordinanza di carcerazione, libero anche il presunto killer di Antonio Presta.

Il tribunale del riesame di lecce dopo la scarcerazione di circa 30 indagati per mafia, droga ed armi, accoglie il ricorso del legale, Stefano Prontera, e libera Carlo Solazzo, accusato dell’omicidio di Antonio Presta,  figlio di un collaboratore di giustizia, ucciso il 5 settembre del 2012.

Annullata l’ordinanza di carcerazione anche per il fratello Pietro e per altri due indagati: Umberto Nicoletti e Floriano Chirivì, tutti arrestati nell’ambito dell’operazione Omega del 12 dicembre scorso.

Carlo Solazzo è accusato  di aver ucciso Antonio Presta, con l’aggravante della premeditazione e della finalità mafiosa  “al fine di agevolare l’attività della frangia operante in San Donaci e Cellino San Marco dell’associazione di tipo mafioso denominata Sacra Corona Unita cui egli apparteneva, mediante l’eliminazione di Presta il quale aveva sfidato il suo ruolo di vertice e il suo prestigio criminale entrando con lui in contrasto nel traffico di sostanze stupefacenti essendo per di più figlio di un collaboratore di giustizia”.

Solazzo, secondo l’accusa avrebbe premuto il grilletto contro Presta crivellandolo di colpi, ma la vittima morì per le lesioni alla testa riportate in una colluttazione.

L’ispettorato del  ministero della Giustizia sulla vicenda delle scarcerazioni brindisine  ha già avviato giorni fa accertamenti preliminari chiedendo informazioni alla procura generale di Lecce.

BrindisiOggi

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