Torna il “Barocco Festival Leonardo Leo”, la musica che promuove la cultura

Poseidone articolo

BRINDISI- Ritorna con le ultime riserve d’estate il «Barocco Festival Leonardo Leo», giunta quest’anno alla XXII edizione, rassegna itinerante di appuntamenti dedicati al patrimonio di musica antica nel segno di Leonardo Leo, tra i maggiori esponenti della scuola napoletana del XVIII secolo con natali a San Vito dei Normanni. La finestra sul repertorio musicale dei secoli XVII e XVIII, diretta dal M.O Cosimo Prontera e curata dal «Centro studi e documentazione Leonardo Leo», è prodotta dalla Regione Puglia, con la partecipazione dell’assessorato regionale all’Industria Turistica e Culturale, dalle Città di San Vito dei Normanni e Brindisi, in collaborazione con la Città di Ostuni e la Provincia di Brindisi. Il Festival, dopo il prologo di Atrani con la messinscena in anteprima del dramma sacro leano «Dalla Morte alla Vita di Santa Maria Maddalena», uscirà quest’anno dal suo alveo provinciale e dalla tradizionale programmazione di fine estate per fare tappa, tra novembre e dicembre, anche a Bari, Matera e Potenza. Il programma della rassegna è scaricabile anche attraverso il QR code presente sul sito baroccofestival.it oltre che sui diversi coordinati promozionali. Tutti gli ingressi sono gratuiti.

L’edizione è stata presentata questa mattina nel salone di rappresentanza della Prefettura di Brindisi. All’incontro hanno preso parte il viceprefetto, Anna Rita Coluccia, il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, di San Vito dei Normanni, Domenico Conte, il vice sindaco di Ostuni, Antonella Palmisano, e il direttore artistico del Festival, Cosimo Prontera. Presenti anche tra gli sponsor il responsabile affari istituzionali per la Puglia di Enel, Angelo Di Giovine, il presidente Unitre, Clelia Leozappa, e il titolare della Gi.Com, Giuseppe Giove. Per le autorità militari il tenente colonnello Gianluca De Nicola, capo ufficio comando provinciale della Guardia di Finanza.

«La Prefettura di Brindisi – ha esordito Anna Rita Coluccia – è lieta di ospitare la presentazione di una tra le rassegne più qualificate e qualificanti della provincia, capace di promuovere il valore della cultura rendendo ciascuno protagonista del suo spazio e del suo tempo, fedele all’ideale di riconoscere l’universalità del linguaggio musicale».

«La cultura aiuta a rispettare il territorio – ha aggiunto Domenico Conte – e dunque quello in cultura e conoscenza rimane il migliore investimento per il futuro che un’Amministrazione possa fare. Mi auguro che il Festival divenga una realtà ancor più strutturata perché lo sviluppo di un territorio ha bisogno di saldarsi a una identità e questa di generare attenzione. Il Barocco Festival deve diventare l’evento-simbolo della nostra provincia che si staglia tra le province pugliesi più vivaci e propositive sul piano dell’offerta culturale».

«La cultura è un valore che va sostenuto coordinando gli attori e valorizzando le loro opere – ha osservato Riccardo Rossi –, specie se attraversano la storia e l’identità del territorio. Per la nostra Amministrazione la cultura ha un valore primario rappresentando una straordinaria leva di identità, riconoscibilità del territorio ed anche economia, e la musica in particolare è un codice universale che supera barriere e differenze: il Festival racconta del nostro passato e disegna il tratto della nostra comunità».

«Cultura significa avere coscienza delle proprie possibilità – ha sottolineato Antonella Palmisano – e il Festival ha il merito di mettere la bellezza dei nostri luoghi e la ricchezza delle nostre memorie al centro di un meraviglioso spot per il territorio. Il Festival è un’occasione non da custodire ma da condividere perché soltanto attraverso la condivisione si mette in moto un processo di sviluppo. Chi scommette bin cultura non sbaglia mai».

 

«Il Barocco Festival – ha spiegato Angelo Di Giovine – ha il pregio di consolidare il senso di comunità tra i centri della provincia che lo ospitano. È da più di un lustro che Enel è al fianco del Barocco Festival che quest’anno ha il merito di superare i confini regionali. Merito di due fattori: la passione del M.O Prontera che ha avuto la straordinaria intuizione di portare la musica alla gente, e poi il radicamento della rassegna nel territorio».

«La cultura è lo strumento che misura il grado di civiltà di un Paese – ha concluso Cosimo Prontera -: il Festival prova a muoversi sul doppio piano inclinato della memoria e del senso identitario. Risalire all’opera di Leonardo Leo significa viaggiare nel tempo tra rivoluzione e meraviglia. Ma ciò che ritengo fondamentale è sdoganarne la figura, che ha senz’altro un respiro internazionale, superando l’esclusivo rapporto al luogo d’origine».   

Si comincia giovedì 22 agosto alle ore 21, presso il Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, con l’esecuzione del dramma sacro settecentesco «Dalla Morte alla Vita di Santa Maria Maddalena» di Leonardo Leo, un momento storico per il Festival che restituisce alla città natale di Leo un rigo di storia della musica, ritrovato e riscritto: nel corso della conferenza, il musicologo Dinko Fabris ha ricostruito le dinamiche del ritrovamento della partitura che ha il significato di un pezzo di patrimonio storico-artistico restituito alla Puglia. Un percorso lungo e articolato che, dopo l’anteprima di Atrani, approda nel luogo che fu teatro della formazione del grande musicista, per questo un luogo speciale. L’opera “dimenticata” per tre secoli, per la regia di Stefania Panighini e la prima esecuzione moderna dell’orchestra baroque «La Confraternita de’ Musici», diretta al clavicembalo dal M.O Cosimo Prontera, mescola un episodio evangelico svelato nel finale con eventi fiabeschi e d’invenzione: fu rappresentata per la prima volta ad Atrani dal 20 al 26 luglio 1722 a conclusione dei festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena, celeste protettrice del piccolo borgo marinaro. Maddalena sarà interpretata dal mezzosoprano Agata Bienkowska, Livia dal tenore Gianluca Pasolini, Antuono dal basso caratterista Giuseppe Naviglio, il sopranista Paolo Lopez sarà Lico. La natura eterea di Angiolo e Materno sarà espressa da due contraltisti, Aurelio Schiavoni ed Enrico Torre, mentre il Demonio sarà impersonato dall’altro basso, Carlo Torriani. Presenterà la serata il giornalista Raffaele Romano.

«Ciò che hai ereditato dai padri – scriveva Wolfgang Goethe – conquistalo per possederlo». Così, la musica del Festival ricuce la storia dei luoghi nei quali è rappresentata, ne rielabora e intesse la narrazione attraverso un linguaggio comune che risale dal tempo e dalle memorie perpetuate: la rassegna approda nell’ex Chiostro di San Paolo Eremita, domenica 25 agosto alle ore 21, per compiere un viaggio nel Barocco musicale di Antonio Vivaldi e Georg Philipp Telemann dal titolo «L’Europa, l’Italia, Napoli». Protagonisti lo svedese Dan Laurin, uno dei massimi virtuosi di flauto dolce, e l’orchestra «La Confraternita de’ Musici», diretta dal M.O Cosimo Prontera. Antonio Vivaldi, personaggio poliedrico, eccellente violinista, impresario teatrale, compositore fertilissimo, fu considerato dai suoi contemporanei il più popolare compositore del tempo, mentre Georg Philipp Telemann fu, nel periodo di passaggio tra Barocco e Classicismo, il maestro più grande e attuale, che incarnava il modello di compositore moderno, in cui si riflettevano sia le inquietudini sia le diverse e promettenti nuove tendenze del periodo.

La XXII edizione della rassegna internazionale di musica antica prosegue martedì 27 agosto, alle ore 21, nella cornice del Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, con il concerto «Soy contento y vos servida» che l’ensemble «Contrarco Consort», diretto da Gianfranco Russo, dedica all’opera di Juan del Encina, pseudonimo di Juan de Fermoselle, autore considerato il padre del teatro spagnolo e uno dei cardini della musica rinascimentale. Seppe infatti coniugare la tradizione musicale – elaborata nell’ambito della chiesa e dell’università – con le influenze provenienti dalle diverse culture che avevano contribuito a creare la realtà storica spagnola e dalla musica popolare, dando luogo a un linguaggio musicale rinnovato.

Il Festival ripercorre un tema originale giovedì 29 agosto alle ore 21. Si torna a Brindisi, nel Chiostro del Palazzo Vescovile, per un viaggio ideale nell’arte dell’arco di Giuseppe Tartini, uno dei più grandi violinisti del Settecento – e forse di tutti i tempi. Il programma del concerto, eseguito dall’ensemble «L’Arte dell’arco» con solista Federico Guglielmo, ci offre un’immagine del virtuosismo lontana dallo stereotipo capace di suonare a velocità impressionante e di piegare il violino a ogni capriccio. L’arte dell’arco di Tartini, Veracini e prima ancora di Corelli è ricerca espressiva, esplorazione di colore, conversazione che ha bisogno di molteplici elementi, non solo dello sfoggio di bravura.

Il «Barocco Festival» sfoglia il suo programma e fa sosta a Ostuni, nel chiostro della chiesa dell’Annunziata, sabato 31 agosto alle ore 21, con un programma, dal titolo «Friend or Foe? (Amici o nemici?)», che mette a confronto due personalità, Leonardo Vinci e Leonardo Leo, che trovano alcuni punti di contatto: entrambi non vissero a lungo (quaranta anni Vinci, cinquanta Leo) ed entrambi provenivano dalla provincia del Regno, l’uno dalla Calabria, l’altro dalla Puglia. L’ensemble «Armonia antiqua», diretto da Luca Campana con soprano Marta Redaelli, eseguirà di Vinci alcune sinfonie dalle opere serie più importanti, mentre di Leo una sinfonia tratta dai manoscritti della collezione di musica strumentale di Dresda e un’aria dall’opera «L’Olimpiade».

Martedì 3 settembre, alle 21, il Festival si sposta nel porto vecchio di Brindisi (zona Sciabiche, porta Thaon De Revel), dove è atteso il ritorno di Rolf Lislevand, l’”apocalittico” tiorbista e liutista norvegese, con lo spettacolo «Alfabeti. Musiche dal Mediterraneo». Gli ormeggi degli “schifarieddi” faranno da speciale fondale alle esecuzioni del musicista di Oslo, che rievocano le atmosfere descritte da Eugenio Montale nel poemetto «Mediterraneo», la capacità del mare di rimanere sempre lo stesso pur mutando continuamente d’aspetto. Una prerogativa comune alla musica e alla sua infinita bellezza, alla capacità di parlare all’anima attraverso sfumature e colori che cambiano e si scambiano tra generi e interpretazioni. Condurrà la serata il giornalista Antonio Celeste.

«Leonardo|odranoel» chiude la programmazione “estiva” del «Barocco Festival» laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, sabato 7 settembre alle ore 21. L’«Ensemble Concentus» e la compagnia di danze storiche «Tempus Saltandi» ricreano la gioiosa atmosfera della musica, dei canti e dei balli di festa al tempo di Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla morte del genio che anticipò il futuro: nel programma musicale brani di vari autori dell’epoca e letture da fonti rinascimentali tra cui «Le vite» di Giorgio Vasari e il «Codice Gaddiano», nell’idea di far rivivere l’ambiente culturale e umano, la bellezza, gli sfarzi e lo splendore delle corti rinascimentali.

BrindisiOggi

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