BRINDISI – Una storia di ingegno, alta sartorialità industriale e riscatto territoriale . Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi è andata in scena la première del documentario «Un anno in Italia – In viaggio sul treno La Dolce Vita».
Il film, diretto da Raphael Tobia Vogel e prodotto da Clipper Media per Arsenale Group, racconta la nascita del treno La Dolce Vita Orient Express: un ambizioso progetto turistico e ferroviario ideato da Arsenale S.p.A. sotto la guida dell’imprenditore Paolo Barletta, nato per dare all’Italia un’icona del viaggio di lusso su rotaia.
Se il fascino del treno evoca le atmosfere della Dolce Vita felliniana, la sua spina dorsale è nata a Brindisi. Al centro della serata è emerso infatti il ruolo cruciale di CPL – Progresso e Lavoro s.c.r.l., la storica società brindisina che, forte di cinquant’anni di esperienza nel settore, ha curato la costruzione e la messa in servizio dei convogli. «È un’opera che documenta l’orgoglio italiano, perché questo treno rappresenta davvero l’Italia», ha dichiarato Paolo Barletta. «Un cantiere complesso il cui cuore pulsa qui, in Puglia. CPL è stata il collettore di un’Italia che si è unita per costruire carrozze meravigliose».
Il documentario mostra proprio questa complessa filiera: un viaggio di un anno tra stazioni, studi di design, cave di marmo e botteghe artigiane, dove l’ingegneria e l’intelligenza manifatturiera si fondono per dare vita a un’eccellenza esportabile nel mondo.
Il successo de La Dolce Vita ha spalancato ad Arsenale le porte del mercato globale. Nello stabilimento CPL di Brindisi è infatti attualmente in costruzione il Dream of the Desert, il primo treno di lusso saudita.
Il convoglio partirà per l’Arabia Saudita entro la fine dell’anno. Grazie al know-how sviluppato a Brindisi, sono già in cantiere nuove commesse per Egitto, Emirati Arabi e altri mercati internazionali.
«Il treno saudita avrà un cuore pulsante italiano perché costruito qui», ha ribadito Barletta, elogiando le maestranze di CPL come professionisti capaci di “rendere possibile l’impossibile”.
Dietro i numeri e i contratti industriali, la serata del Teatro Verdi ha fatto emergere il profondo valore umano del progetto. Il CTO di Progresso e Lavoro, Valerio Spinosa – sul palco insieme al CEO Antonio Spinosa – ha ricordato i momenti drammatici vissuti dall’azienda durante la pandemia, segnata dalla perdita a pochi mesi di distanza dei due storici fondatori (il padre e lo zio). «Il primo giorno in cui il treno è uscito dallo stabilimento ho pianto», ha detto Valerio Spinosa. «Venivamo da perdite durissime. Vedere quel cantiere completato è stata un’emozione immensa. È un capolavoro fuori da ogni standard di cui deve andare fiera tutta Brindisi. E per il futuro abbiamo già molti altri progetti in pentola».
