Bambino in carrozzina escluso dalla gita, non c’è l’assistente “fuori dall’orario di servizio”

Poseidone articolo

MESAGNE – Francesco (nome di fantasia), ha 11 anni, frequenta la V elementare della scuola Giovanni XXIII a Mesagne, il 28 maggio la sua classe andrà in gita a Taranto, ma lui non potrà esserci. Questa mattina è arrivata a sua mamma Melina Saracino la brutta notizia che per Francesco, che ha difficoltà motorie e vive in carrozzina, non è disponibile un assistente per la gita, perché si tratta di un’iniziativa fuori dall’orario di servizio. Così è stato risposto dalla cooperativa sociale che si occupa di fornire l’assistente di sostegno a Francesco. Ed ora chi lo dirà a questo bambino che lui all’ultima gita dell’elementari non andrà per colpa della burocrazia, per la spartizioni degli orari. Lui che ama stare con gli altri, vivace, sveglio, ed anche autonomo se non fosse che ha solo bisogno di un supervisore perchè non cammina con le sue gambe. L’ennesima lotta di Melina, questa mamma che da anni combatte contro le inefficienze di un sistema che si inceppa anche davanti agli elementari diritti. “Sono stanca – racconta la donna – lo scorso anno c’è stato il problema dell’autobus perché la scuola aveva scelto una ditta che non aveva mezzi con la pedana, e mio figlio è andato in gita con pulmino a sei posti. Quest’anno abbiamo risolto il problema pullman ma non abbiamo l’assistente. Ogni giorno c’è un ostacolo da superare, ma io non mollo. E’ difficile ma il mio bambino deve avere una vita come tutti gli altri”.  La gita è a Taranto con rientro alle 17 quindi si tratterebbe di poche ore rispetto all’orario scolastico. In questi casi è previsto un servizio straordinario ma a Melina non sono state date altre risposte. Questa mattina il suo sfogo su Facebook. L’ennesimo, in questi anni. “Lo vedete il suo sorriso? (in allegato c’è la foto di suo figlio) – scrive la donna – Vivo per vederlo acceso ogni giorno, ed ogni giorno c’è qualcuno che rende difficile il mio percorso affinché sia così…. È inconcepibile, nel diritto della totale integrazione che ogni santa volta ci si debba confrontare con dinieghi di assoluti diritti! Non si può sentire da una cooperativa “Socioculturale”che non è tenuta a mandare l’assistente ad una giornata di gita con il piccolo perché fuori orario, perché in queste affermazioni non c’è nulla, né di sociale e né di culturale, anzi la cultura in Tutto ciò è di basso livello! Questa storia deve finire… Per Francesco e per chi come lui… Sia chiaro, in gita con mio figlio ci andrei io, sarebbe più semplice psicologicamente anche per me, ma farlo sentire uguale agli altri, significa farlo sentire libero e perché ciò avvenga devo proteggerlo anche mettendomi nell’ombra ogni tanto. Dunque, era una buona giornata”.

Melina sarebbe disposta ad accompagnare lei suo figlio in gita, ma questo non lo farebbe sentire come gli altri. Le insegnati di Francesco voglio di fare di tutto affinchè lui viva questa esperienza e alla fine troveranno una soluzione.  La storia di Francesco è simile a quella di centinaia di bambini e ragazzi diversamente abili che frequentano le scuole in Italia. A commento del post di Melina Saracino ci sono infatti altre testimonianze di esperienze simili in altri luoghi.

Ed intanto il dirigente scolastico, Maurizio Fino, assicura che Francesco a casa non resterà e andrà in gita con i compagni: “Se non si troveranno altre soluzioni, la scuola si farà carico delle spese extra per l’assistenza”.

Lucia Portolano

4 Commenti

  1. Io sono una mamma di Mesagne sarei disposta ad accompagnare Francesco.Non conosco ne Francesco e ne la mamma.Ma a sentire questa storia e una cosa vergognosa.Come si fa a dire di no davanti a queste cose.E come sia possibile che non ci sia un assistente volontario per accompagnare Francesco?????Perché bisogna sempre aspettarsi il compenso economico!!!!!sarei lieta di accompagnare il piccolo Francesco

  2. Storie un poco strane per non dire troppo strane per un gesto dimostrativo è umano nei confronti del ragazzo non andrebbe in gita tutta la classe

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