Bufera Torre Guaceto, Erica Roma ritira la sua candidatura e Marchionna rimuove i Moderati

CAROVIGNO – Un passo di lato per “senso delle istituzioni” e per proteggersi da una tempesta politica diventata personale. A poche ore dal vertice decisivo che avrebbe dovuto ridisegnare la governance del Consorzio di Torre Guaceto, Erica Roma ha annunciato il ritiro della propria candidatura alla presidenza.
La decisione della candidata, indicata dall’amministrazione Lanzilotti, ha fatto saltare il tavolo previsto presso la sede di Carovigno tra i tre soci storici: i Comuni di Brindisi e Carovigno e il WWF. L’assemblea è stata ufficialmente rinviata alla prossima settimana, lasciando la gestione della riserva in un limbo burocratico proprio alla vigilia della stagione estiva.
Il ritiro non arriva nel vuoto, ma è il culmine di settimane di altissima tensione. Sullo sfondo resta il braccio di ferro per la modifica dello statuto, bocciata all’unanimità dal Consiglio comunale di Carovigno, mossa che ha cristallizzato le distanze tra i soci.
Mentre Carovigno perde la sua candidata, il Comune di Brindisi muove le sue pedine ed rimuove il rappresentante dei Moderati, toglie dal cda Giampiero Epifani e al suo posto designa l’ingegnere Tommaso Farenga, conferma invece Vito Birgitta. Una mossa che costerà ulteriori tensioni nella maggioranza di Marchionna.
Le motivazioni addotte da Erica Roma in una nota ufficiale sono durissime e aprono uno squarcio inquietante sulle dinamiche politiche locali. Pur rivendicando le competenze necessarie per guidare l’area marina protetta, Roma parla di un’esperienza segnata da attacchi pesanti.
“In questi mesi ho subito attacchi personali durissimi, pressioni, insinuazioni e forme di violenza psicologica che nessun essere umano dovrebbe mai sopportare. Non voglio che il mio nome diventi motivo di scontro o venga trascinato dentro logiche che nulla hanno a che vedere con l’amore per questa terra.”
La candidata ha spiegato di aver agito per “spirito di servizio”, scegliendo il ritiro per evitare che la sua figura diventasse un ostacolo al bene della riserva. Un atto di responsabilità che, tuttavia, lascia l’amministrazione Lanzilotti senza il suo nome di punta e sposta ulteriormente l’asse delle trattative verso il prossimo incontro.
Cosa succede ora?
Il rinvio alla prossima settimana sarà cruciale. Senza una presidenza definita e con i rapporti tra Brindisi e Carovigno ai minimi termini, il rischio di un’impasse gestionale per la Riserva di Torre Guaceto si fa concreto. Il WWF, terzo attore del Consorzio, è ora chiamato a un ruolo di mediazione difficile in un panorama dove le nomine sembrano pesare più dei progetti di conservazione ambientale.