Carceri di Brindisi e Taranto allo stremo, la Cisl: “Non aspettiamo la tragedia”

BRINDISI – Un quadro drammatico quello dipinto dalla FNS CISL Taranto Brindisi, che solleva un grido d’allarme sulla situazione ormai insostenibile negli istituti penitenziari delle due città pugliesi. Tra carenze croniche di organico, violenze quotidiane e carichi di lavoro estremi, il sindacato chiede un intervento immediato del Ministero della Giustizia prima che la situazione degeneri ulteriormente.

Presso la Casa Circondariale di Taranto la tensione ha raggiunto livelli guardia. Nelle sole giornate del 20 e 21 agosto si sono registrate ben sette aggressioni ai danni degli agenti di Polizia Penitenziaria, coinvolgendo anche un Ispettore. I poliziotti feriti sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso locale, riportando in almeno un caso lesioni gravi con fratture riportate durante il servizio.
Per fronteggiare l’emergenza, il sindacato richiede l’invio immediato di almeno 30 unità di rinforzo. La sicurezza dell’istituto ionico non può più reggersi esclusivamente sul sacrificio personale e sulla disponibilità degli operatori in servizio.
Non va meglio alla Casa Circondariale di Brindisi, dove si assiste a un vero e proprio paradosso gestionale: l’apertura di un nuovo padiglione detentivo è avvenuta a invariata dotazione di personale. Senza l’adeguamento dell’organico e con il contestuale piano feriale estivo, la gestione della struttura è arrivata al punto di rottura.
Gli agenti rimasti sono costretti a sostenere turni fino a 24 ore continue, con la sistematica cancellazione dei riposi compensativi. Per Brindisi la FNS CISL sollecita l’assegnazione urgente di almeno 20 unità.
Chiede inoltre il blocco del ricorso sistematico a orari prolungati oltre i limiti di legge e misure concrete contro le aggressioni e garanzia dei riposi psicofisici.
“Non si può attendere una tragedia annunciata – spiega il segretario generale territoriale FNS CISL, Vincenzo Murri –  ribadiamo che la gestione della sicurezza nelle carceri pugliesi necessita di risorse concrete, non di ulteriori sacrifici da parte delle donne e degli uomini del Corpo”.