Carenza di medici e Villa Castelli resta senza guardia medica, bisogna andare a Ceglie

VILLA CASTELLI – Non ci sono medici e un paese intero resta per due giorni senza un presidio sanitario. Accade a Villa Castelli dove ieri (sabato 28 marzo) e oggi (domenica 29 marzo)  è stato sospeso il servizio di guardia medica. La comunicazione è stata data su un foglio scritto a penna  i incollato sulla porta dell’ambulatorio. Niente guardia medica a causa della carenza dei medici, per chi avesse bisogno di assistenza deve recarsi a Ceglie Messapica. A denunciare sui social il problema è Carmela Biondi, residente a Villa Castelli: “Siamo nel 2026, è mai possibile che per sapere se un servizio medico è attivo dobbiamo arrivare davanti alla porta e trovare un foglietto scritto a penna? – scrive la donna –  Nell’era di internet e dei social, Comune e ASL dovrebbero avvisare i cittadini in tempo reale sui canali ufficiali. Non si può far spostare la gente inutilmente, magari con l’ansia di stare poco bene, per poi trovarsi davanti a una porta chiusa. Chi non può spostarsi? Continuano a scriverci di andare a Ceglie Messapica. Ma pensiamo a chi è anziano, a chi non ha la macchina o a chi non ha nessuno che lo accompagni. Il diritto a essere curati non può dipendere da questo.
Un servizio di base deve essere vicino alla gente, punto. I Pronto Soccorso sono al collasso è vero, ma se la Guardia Medica a Villa Castelli non c’è, la gente corre all’ospedale – aggiunge  – Io stessa il 15 marzo sono dovuta andare al Pronto Soccorso di Martina Franca. Così finiamo per intasare le emergenze vere perché sul territorio non troviamo risposte”. Carmela Biondi lancia un appello alla politica: “Spero davvero che questo problema diventi una priorità per chi ci amministra – conclude 
Non è una questione di colori politici, ma di rispetto per la comunità di Villa Castelli. Chiediamo solo trasparenza (sapere prima se il servizio c’è o no) e certezza (poter contare su un medico nel nostro paese). La salute è un diritto di tutti, non un “favore” da chiedere a qualcuno. Facciamoci sentire!”.