Emergenza al Pronto soccorso del Perrino: mancano 18 medici, Oliva: “La politica intervenga subito”

BRINDISI – Non è più un’emergenza passeggera, ma un bollettino di guerra. L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brindisi lancia un grido d’allarme drammatico sulla situazione in cui versa il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Antonio Perrino”. I numeri fotografano una realtà impossibile da sostenere: a fronte di un organico previsto di 22 medici più un dirigente medico, oggi in servizio ce ne sono soltanto quattro.

Una carenza strutturale che rischia di trasformarsi in un vero e proprio crollo con l’arrivo della stagione estiva, quando il territorio brindisino registrerà il fisiologico e massiccio incremento di accessi dovuto al flusso turistico.

La crisi del “Perrino” si inserisce in un contesto regionale già fortemente compromesso. Solo pochi giorni fa, le cronache locali avevano acceso i riflettori sul Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, descrivendo turni scoperti, personale ridotto all’osso (appena 5 medici in servizio in alcuni turni) e tensioni crescenti tra i pazienti in attesa per ore.

Ma se Lecce è in piena emergenza, Brindisi si trova già oltre il punto di non ritorno. La distanza tra la pianta organica teorica, definita dal Piano Triennale del Fabbisogno di Personale, e la realtà dei fatti è diventata un abisso insondabile: 4 medici rimasti a coprire un servizio che ne richiederebbe 23.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Brindisi, il dottor Arturo Oliva, non usa giri di parole e fotografa la situazione con estrema durezza: «Non è più possibile garantire sicurezza, qualità e continuità assistenziale con numeri così drammaticamente insufficienti. I medici in servizio stanno lavorando oltre ogni limite umano e professionale. Con la stagione estiva questa situazione rischia di esplodere, mettendo a rischio la salute dei cittadini e la tenuta dell’intero sistema emergenziale.»

I rischi legati a questa scopertura di organico sono molteplici e immediati: aumento esponenziale dei tempi di attesa, anche per i codici più urgenti; riduzione della sicurezza clinica sia per i pazienti che per gli operatori, stress psicofisico e rischio burnout ai massimi storici per il personale rimasto in corsia.

Di fronte a una cronicità che logora il sistema da anni, l’Ordine dei Medici di Brindisi non si limita alla denuncia, ma avanza alla Regione Puglia e ai vertici sanitari richieste precise e non più rimandabili: interventi straordinari immediati per tamponare la carenza di personale nell’immediato; attivazione urgente delle procedure di reclutamento previste dal Piano Triennale; misure di incentivazione economiche e professionali per attrarre medici nei Pronto Soccorso pugliesi, ormai considerati “reparti di frontiera”. Un piano regionale coordinato che affronti in modo sinergico le criticità di Brindisi, Lecce e degli altri presidi della rete pugliese in forte sofferenza.

Il Pronto Soccorso del “Perrino” rappresenta il punto di riferimento sanitario fondamentale per oltre 400.000 cittadini e per le migliaia di turisti che si apprestano a invadere le coste salentine.

«Non possiamo permettere che il principale ospedale della provincia venga lasciato in queste condizioni – conclude il Presidente Oliva – La politica intervenga subito, prima che sia troppo tardi». La palla passa ora ai tavoli regionali: il tempo delle rassicurazioni, per Brindisi, è scaduto.