Gianfranco Pierri con il suo “Ruggero Flores da Brindisi” vince il primo premio Città di Mesagne

MESAGNE  – Un prestigioso traguardo per la storiografia e la cultura del territorio pugliese: il saggio RUGGERO FLORES DA BRINDISI. Templare, corsaro e ammiraglio” di Gianfranco Perri si è aggiudicato il primo premio per la Sezione Saggistica della XXII Edizione del Premio Letterario Nazionale “Città di Mesagne”.

La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 19 luglio, coronando un percorso di ricerca scrupoloso che riporta sotto i riflettori internazionali una delle figure più affascinanti, complesse e troppo spesso dimenticate del Medioevo mediterraneo.

Conosciuto nei libri di storia anche come Roger de Flor o Rutger von Blum, Ruggero Flores fu un uomo capace di spaziare tra ruoli apparentemente inconciliabili: templare, corsaro, condottiero e infine ammiraglio al soldo dell’imperatore bizantino Andronico II.

L’opera di Perri non si limita a tracciare la cronaca di una carriera fulminante a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, ma ne sviscera l’anima e l’eredità culturale grazie a un approccio metodologico rigoroso e innovativo.

La Giuria del Premio “Città di Mesagne” ha sottolineato il valore straordinario dell’opera, evidenziando come il lavoro di Perri superi i confini del classico saggio storico: «Sarebbe riduttivo ascrivere il libro di Gianfranco Perri alla saggistica o alla biografia storica. È arduo ricostruire il profilo inafferrabile di una leggenda come l’ammiraglio brindisino Ruggero Flores […] soprattutto quando la ricerca deve misurarsi con fonti lacunose e vagliare l’attendibilità di nuove acquisizioni.

Il ricorso a inedite fonti bizantine non concorre soltanto a rischiarare tanti dei numerosi anfratti ombrosi di una vicenda stupefacente […], ma consente una lettura multilaterale del personaggio, dunque, non inchiodata al mero punto di vista occidentale. La fulminante carriera […] viene ripercorsa con il rigore filologico e la maestria del narratore, intento a richiamare dall’oblio collettivo una figura storica che sarebbe errato ridurre a un antico capitano salgariano.

Di Ruggero Flores non affiora solo lo spirito guerriero dell’ultimo baluardo in grado di arginare l’orda turca, ma anche l’animo disincantato del pensatore rassegnato all’ineluttabile transitorietà delle glorie terrene e degli artifici della storia.»