BRINDISI – L’eterna lotta, quella che da sempre accompagna l’uomo tra paura e sogno, tra cadute e rinascita, tra tradizioni e innovazione, raccontata a suon di danza. Il ritmo incalzante e travolgente tra coreografie di hip hop, afro e moderna. Sul palco i ballerini della scuola di danza Studio19, diretti dal direttore artistico Danilo Chiarelli. Il viaggio tra i conflitti dell’animo umano con i testi e la voce di Marcello Biscosi. L’arte è andata in scena ieri sera al Nuovo Teatro Verdi. Uno spettacolo che ha travolto il pubblico presente, in uno stracolmo teatro pieno di ragazzi e ragazze di tutte l’età (soprattutto adolescenti). Ed è da qui che dovremmo partire per capire cosa tanti giovani ci chiedono e vogliono. La musica, l’arte, la danza, lo show attraggono, piacciono, coinvolgono. Ieri sera è stato un successo, un vero e proprio successo. Per tante ragioni. E non solo per la bravura dei ballerini e delle ballerine da più piccoli ai più grandi, per il preparato direttore artistico e per i testi coinvolgenti di Biscosi, ma perché questa scuola, con i suoi spettacoli, riesce da anni a catturare l’attenzione e la voglia dei ragazzi. Riesce a portarli a teatro, a pagare un biglietto per vedere lo spettacolo. Dovremmo partire da questo linguaggio per comprendere i giovani. E dovremmo conoscere e apprezzare quanta arte c’è in questa città. Studio19 è uno degli esempi, ma ce ne sono tanti. Lo stiamo vedendo in questi giorni dove i teatri cittadini, i palazzetti hanno ospitato i saggi di fine anno. Scuole di danza, scuole di ginnastica, scuole musicali che a Brindisi da decenni seminano e coltivano l’amore per l’arte, per lo sport. Tecnici e artisti bravissimi che mettono in scena spettacoli di alto livello. Ecco questa brindisina artistica, che lavora tutto l’anno in silenzio, tra il sudore delle palestre e delle sale prova, è un grande valore per questa città. E forse dovrebbe avere un maggiore protagonismo e piùopportunità, per contribuire a creare quella identità culturale che può permettere a Brindisi di evolversi.
Lucia Portolano
