La giunta approva il piano per la sicurezza della falesia

BRINDISI- Ha ottenuto il via libera della giunta. C’è il progetto ed oggi anche la delibera. Tutta la documentazione del piano per la messa in sicurezza della falesia sul litorale nord di Brindisi sarà inviata agli uffici tecnici regionali così da poter bandire la gara d’appalto per i lavori. La giunta questa mattina ha approvato la delibera sul cronoprogramma e il gruppo di lavoro.

Una corsa contro il tempo, entro dicembre bisognerà aggiudicare i lavori per non perdere i 3 milioni di fondi Cipe previsti per questo intervento. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Brindisi, Pasquale Luperti, è fiducioso. “Ormai è tutto pronto- afferma il componente dell’esecutivo Consales– siamo convinti che entro la prossima estate le aree più pericolose saranno messe in sicurezza, ed entro il 2015 le opere saranno completate”.

Dall’ultima  perimetrazione effettuata dall’Autorità di bacino è emerso che 11 chilometri dei 14 del litorale nord di Brindisi è a rischio crollo e rientra nel livello Pg3 (il livello massimo di pericolosità)

Responsabile del procedimento l’architetto Teodoro Indini dell’ufficio Urbanistica del Comune di Brindisi.

Nel dettaglio il progetto  prevede di risagomare la falesia da Apani a  Punta Penna. Si creeranno due gradoni, per abbassare sino ad 1 metro e mezzo l’altezza della costa, che ora varia da 6 a 2 metri. Al di sotto di un metro e mezzo si è fuori dal livello Pg3. Si scaverà con delle ruspe, e il terriccio verrà buttato in mare, altro invece sarà posizionato ai piedi dell’ultimo gradone insieme a della sabbia così da allungare  la spiaggia. Il progetto ha ottenuto l’ok dei tavoli tecnici della Regione e riguarderà solo le aree demaniali.

L’assessore all’Urbanistica è convinto che una volta appaltati i lavori e con il cronoprogramma in mano si potrà passare a discutere del piano della costa così come richiesto dalla Regione Puglia.   Solo quando il  litorale sarà fuori dal livello più alto di pericolosità si potrà passare a redigere il famoso piano. Perché solo dopo che la falesia sarà messa in sicurezza si potranno programmare nuovi stabilimenti balneari e attività turistiche, e regolarizzare gli insediamenti esistenti.

Lucia Portolano

1 Commento

  1. E questo da’ il benservito a quanti credevano che il PUG fosse quasi alla dirittura di arrivo: prima della fine del 2015 non se ne prevede la ripresa in considerazione, ammesso che per quella data tutta la falesia della costa nord di Brindisi sia stata posta in sicurezza! Un’opera faraonica al di fuori delle nostreppossibilità! Quando tempo fa pubblicai una vignetta con uno scheletro appoggiato ad una clessidra che non avrebbe potuto scandire il tempo perché al posto della sabbia aveva blocchi di pietra e la didascalia recitava “Aspettava l’approvazione del PUG da parte del comune di Brindisi”,ci fu più di qualcuno che si risenti’ molto e da parecchi fui rimproverato di aver colpito la suscettibilità degli amministratori locali inmmodo sconveniente: gradirei conoscere ora la loro opinione, atteso che un programma così mastodontico richiederà chissà quanti anni, ammesso che parta….tra bandi di gara, affidamento, subappalti, varianti e autorizzazioni varie, ammesso che qualche solerte magistrato non voglia vederci chiaro per eventuali irregolarità e la regione approvi senza verifiche paesaggistiche, ambientali, carichi urbanistici, controllo di eventuali specie di uccelli che non vengano disturbati, e preziosa vegetazione che non venga danneggiata, perché ricordiamoci che lungo la costa nord di Brindisi esistono rarissime specie di uccelli che rischiano di dover cambiare rotta e luogo di nidificazione (chissà come fanno ora con gli aerei dell’aeroporto! ) e ancor più rare specie di piante sopravvissute all’estinzione del Pleistocene e del Mesozoico. Allora di cosa stiamo parlando? Del nulla, perché nulla si farà, e sonoramente prende per i fondelli chi ha promesso e detto che il piano è in attuazione, sul libro bianco dei sogni, sì. Poveri illusi!

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