La maggioranza boccia lo smantellamento del nastro trasportatore proposto dai 5 Stelle

BRINDISI –  La maggioranza al Comune di  Brindisi boccia la mozione presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Roberto Fusco e Tiziana Strippoli, che impegnava il sindaco e la giunta ad attivarsi per ottenere lo smantellamento del nastro trasportatore del carbone della centrale ENEL di Cerano e la bonifica delle relative aree.

Una decisione che arriva dopo il “no” dello scorso giugno 2025 alla proposta di dichiarare il territorio comunale area denuclearizzata, segnando un altro momento di profonda frattura tra la politica cittadina e la prospettiva di un futuro industriale sostenibile.

Il nastro trasportatore – un’infrastruttura di oltre 12 chilometri che devasta la fascia costiera a sud di Brindisi – è da decenni il simbolo visibile dell’impatto ambientale del carbone. Con la Centrale che dal 31 dicembre 2025 non ha più alcuna autorizzazione a bruciare carbone, la richiesta di rimozione non apparse come una battaglia ideologica, ma come un passaggio logico ed economico obbligato.

Inoltre, sulla vicenda era già intervenuta l’Autorità Portuale, che ha espressamente chiesto e diffidato ENEL a rimuovere le strutture del nastro che occupano la banchina di Costa Morena, con l’obiettivo di liberare spazi strategici per nuove attività marittime e commerciali. “Non si chiedevano opere faraoniche né finanziamenti comunali. Si chiedeva semplicemente che il Comune di Brindisi facesse sentire la propria voce per avviare il ripristino dei luoghi.”

Per il Movimento 5 Stelle la proposta di smantellamento e bonifica non rappresentava solo un atto di tutela ambientale, ma anche un’opportunità economica concreta: i lavori di rimozione e ripristino avrebbero potuto garantire centinaia di posti di lavoro per anni, restituendo al contempo alla città ed al territorio aree preziose da destinare ad attività logistiche e portuali, allo sviluppo nautico, alla riqualificazione agricola.

La maggioranza di centrodestra ha scelto di arrestare l’iniziativa. Tra le motivazioni emerse nel dibattito, la volontà di non gravare ulteriormente di spese colosso energetico ENEL — un’argomentazione che ha sollevato forti polemiche, considerando i profitti generati dal colosso energetico nel territorio brindisino in oltre trent’anni di attività.

L’esito della votazione ha registrato 12 voti favorevoli alla mozione. Ai voti compatti dell’opposizione (Movimento 5 Stelle, AVS, PD, Attiva Brindisi, Impegno per Brindisi) si sono aggiunti quelli di quattro consiglieri della stessa maggioranza, che hanno scelto di votare secondo coscienza al di là delle logiche di schieramento, ritenendo prioritario l’interesse della città.

Tuttavia, i numeri non sono bastati a superare il muro del resto della maggioranza.

“La bocciatura della mozione evidenzia una netta contraddizione rispetto ai proclami sulla riconversione industriale e sulla transizione ecologica – dice il gruppo dei pentastellati -tanto decantati negli ultimi anni. Rifiutando di chiedere la rimozione dell’infrastruttura, il Comune rischia di rimanere spettatore silente di decisioni calate dall’alto, perdendo l’opportunità di guidare direttamente il riscatto economico e d’immagine della fascia costiera brindisina”.