BRINDISI – La maggioranza al Comune di Brindisi ha i numeri e prende le distanze da Futuro nazionale, il partito del generale Vannacci che in questi giorni era riuscito a formare in consiglio comunale un gruppo di 4 persone poi diventate 2, con il ravvedimento in poche ore di due consiglieri. Sembrerebbe che la presa di posizione del sindaco sia arrivata dopo un incontro con il leader di Forza Italia Antonio Tajani, che avrebbe avuto mandato da Marina Berlusconi a prendere le distanze dal movimento di Vannacci in tutte le realtà . Intanto dal gruppo di Futuro nazionale sarebbe andato via dopo tre giorni anche Cesare Mevoli, ora sarebbero rimasti solo i consiglieri Nicola Di Donna e Tondi.
Questo il documento politico sottoscritto dalla maggioranza di Marchionna condiviso dalle segretarie dei partiti.
“La presenza nel Consiglio comunale di Brindisi del gruppo di “Futuro Nazionale” induce a rendere pubblico ciò che era intuibile da diverse settimane e che ora ha necessità di essere stigmatizzato alla luce delle affermazioni programmatiche emerse nel corso dell’Assemblea costituente di “Futuro Nazionale”. Il programma elettorale di questa Amministrazione, che ha riscosso i consensi, non trova rispondenza alcuna nelle linee enunciate da FN nel corso dell’Assemblea costituente. Questa è la strada tracciata e non vi possono essere deragliamenti. La maggioranza che governa Brindisi è il risultato di una coalizione politica e programmatica, che vede al suo interno Forza Italia, Fratelli d’Italia, Liste civiche, Lega e Pri. Essa basa le sue fondamenta su principi ispiratori, quali la transizione energetica, ambientale e digitale; la rigenerazione urbana, che guarda all’inclusione; l’accoglienza e la partecipazione; la sperimentazione degli spazi civici di prossimità dedicati alla partecipazione, alla coesione sociale e alla collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. Questa Amministrazione ha un rapporto proficuo col Governo nazionale e con l’Europa, attraverso un dialogo costante e costruttivo, proprio perché conscia dei problemi della sfida sottesa. Il programma che stiamo attuando non esclude alcuno: riguarda chi rischia di perdere il lavoro, chi studia e va via perché l’offerta formativa va ridefinita, chi intende tornare a condizioni più favorevoli. Queste è il nostro programma e su di esso abbiano ricevuto il consenso popolare. Da queste premesse è evidente l’impossibilità politica di collaborare con formazioni che non solo non hanno ricevuto alcuna legittimazione elettorale, ma propongono tematiche che sono fuori dal percorso politico dell’Amministrazione. presente documento è stato sottoscritto in accordo con le segreterie cittadine dei partiti movimenti”.
