BRINDISI – Sono passati 14 anni da quando Melissa Bassi non c’è più. Brindisi non dimenticherà mai quel giorno in cui la giovane studentessa morì a soli 16 anni, per quella maledetta bomba fatta esplodere fuori dalla scuola Morvillo Falcone da Giovanni Vantaggiato, che ora sta scontato l’ergastolo. Una ferita collettiva che non si rimargina, ma che si trasforma in energia civile e cura per le nuove generazioni. Oggi Melissa avrebbe avuto 30 anni, e lei resterà per sempre la figlia, la sorella, l’amica di ciascuno di noi.
Nella mattinata di oggi, martedì 19 maggio la città di Brindisi si è stretta attorno al ricordo di Melissa Bassi, alla presenza dei suoi genitori Rita e Massimo.
Davanti ai microfoni e alle telecamere dei giornalisti, il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha aperto la giornata manifestando la volontà ferrea delle istituzioni di non disperdere questo patrimonio di memoria:«Melissa è un simbolo che non verrà mai meno. Continueremo a sostenere queste iniziative e questo ricordo. Ricordiamo una ragazzina che si affacciava con molto entusiasmo alla sua vita e noi abbiamo il dovere non solo di commemorarla ogni anno, ma di portarla nei nostri cuori quotidianamente, perché lei ormai è un simbolo di quello che è la resistenza di questa città alla violenza, alla prevaricazione e alla follia».
Nel corso della cerimonia ufficiale, il primo cittadino ha voluto condividere una riflessione amara, legata a fatti di cronaca vicinissimi nel tempo. Sabato pomeriggio, infatti, la notizia di un dramma sfiorato a Modena a causa di un soggetto in stato di alterazione ha riaperto i cassetti della memoria:«La tragedia di Melissa mi è stata anticipata, sabato pomeriggio, quando ho saputo di un altro soggetto poco lucido, che ha seminato terrore e drammi nel centro di Modena. La prima idea, che mi è balenata in mente, è stata proprio quella di Melissa, perché ancora oggi, a distanza di quattrodici anni, non c’è una possibilità razionale di riuscire a comprendere le motivazioni, che hanno potuto muovere in maniera così drammatica e assassina una mano nei confronti di una giovane inerme».
Sebbene Melissa fosse originaria della vicina Mesagne, Brindisi l’ha sentita subito sua. Un legame sancito fin dai primi momenti con l’intitolazione del Parco del Cillarese proprio al “19 maggio”, giorno della fine della sua esistenza terrena.
Riprendendo le parole di Sua Eccellenza il Prefetto, Marchionna ha descritto Melissa come un emblema di resilienza, della capacità intrinseca dei giovani di questa terra di andare avanti e difendere la propria libertà, la gioia di vivere e la speranza nel futuro contro ogni follia distruttiva. «Per questo – ha concluso il sindaco – in questa città, Melissa non è mai morta e non morirà mai».
Il valore della memoria si misura anche dalla capacità di generare risposte concrete per la comunità scolastica. A conclusione della manifestazione, l’impegno promesso dalle istituzioni si è tradotto in un atto formale e tangibile: la firma di un importante protocollo d’intesa.
L’accordo punta a potenziare i servizi di supporto agli studenti e alle famiglie del territorio all’interno del polo scolastico, oggi rinominato IISS “Morvillo Falcone – Bassi”. Nello specifico, lo storico sportello per l’autismo denominato “Blue Heart” (attivo presso l’istituto) viene ufficialmente ampliato grazie alla nascita dello “Sportello d’ascolto sulla Sindrome di Tourette”, pensato come un presidio di inclusione e supporto psicologico per docenti, studenti e nuclei familiari.
Al protocollo d’intesa hanno aderito in modo corale le principali forze sanitarie, scolastiche e sociali della provincia:
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L’Istituto Superiore “Morvillo Falcone – Bassi” e l’Ufficio Scolastico Provinciale;
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La Provincia di Brindisi;
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L’Associazione Tourette Italia ETS e il Tavolo provinciale Autismo;
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La ASL Brindisi e l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Irccs “Eugenio Medea”;
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La Società Cooperativa Sociale Socioculturale.
Un modo concreto, coordinato e orientato al futuro per dimostrare che le scuole di Brindisi continuano a essere luoghi di vita, ascolto e accoglienza: l’esatto contrario di ciò che la violenza cieca di 14 anni fa avrebbe voluto imporre.
