Passo indietro di Edison: il deposito di Gnl non si farà

BRINDISI – Il progetto per la realizzazione del deposito costiero di Gas Naturale Liquefatto (GNL) nel porto di Brindisi non si farà. A comunicarlo ufficialmente è Edison, che dopo mesi di valutazioni ha deciso di fare marcia indietro, decretando lo stop definitivo all’opera.

 Edison  spiega di aver dovuto fare i conti con un quadro macroeconomico profondamente mutato rispetto a quando l’opera era stata concepita. I fattori determinanti che hanno spinto il colosso dell’energia a fermare l’investimento sono principalmente quattro: estrema volatilità dei mercati: Il contesto economico-finanziario e geopolitico attuale rende impossibile calcolare i ritardi e i rientri economici con margini di sicurezza accettabili., ritardi burocratici e autorizzativi: I tempi prolungati per l’avvio dei cantieri hanno finito per logorare la sostenibilità stessa dell’opera e lievitazione dei costi: Come diretta conseguenza dei ritardi e dell’inflazione sui materiali energetici, i costi di realizzazione sono aumentati a dismisura, modificando il profilo di rischio.  L’insieme di queste variabili ha reso l’investimento non più sostenibile per il Gruppo.

L’aspetto più singolare della vicenda è che Edison non rinnega affatto la validità tecnologica del gas liquefatto. Al contrario, l’azienda ha ribadito con forza la sua posizione: “Il GNL e il BioGNL sono combustibili alternativi indispensabili ad accompagnare la transizione energetica e la decarbonizzazione del trasporto pesante e marittimo.”

Nonostante il passo indietro sul deposito di Brindisi, Edison ha voluto rassicurare le istituzioni e il territorio: la Puglia non perde la sua centralità nei piani industriali del Gruppo. La regione si conferma un hub strategico dove la società continuerà a operare su tutta la filiera energetica.