BRINDISI – Un banale incidente stradale che si trasforma in un incubo a colpi di pistola. È lo scenario ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi che, nella mattinata del 27 aprile, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 30enne brindisino. Le accuse a suo carico sono tentata estorsione aggravata, porto e detenzione illegale di arma comune da sparo e tentate lesioni personali.
Tutto ha inizio il 6 aprile scorso. Uno scontro senza feriti tra la moto del 30enne e un’auto con a bordo due giovani. Sin dai primi istanti, l’uomo — che circolava con patente revocata — avrebbe mostrato un’aggressività fuori controllo. La pretesa era chiara: ottenere un risarcimento immediato in contanti o la firma di una constatazione amichevole (C.A.I.) con dati falsi, così da evitare i controlli delle autorità.
Il punto di rottura avviene il giorno successivo. Durante un incontro fissato nei pressi di una chiesa per tentare un accordo bonario, le vittime si sono rifiutate di sottostare alle richieste illecite. Di fronte al “no”, il 30enne sarebbe passato dalle minacce ai fatti: dopo essersi allontanato per recuperare una pistola, ha inseguito l’auto dei giovani esplodendo due colpi. I proiettili hanno centrato la targa anteriore e lo sportello del conducente, prima che l’aggressore tentasse un’ultima, pericolosa manovra per sbarrare loro la strada.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi, è stata fulminea. Gli inquirenti hanno incrociato diversi elementi probatori: Videosorveglianza: Le telecamere della zona hanno ripreso il passaggio dei mezzi, permettendo di identificare il casco e il motociclo dell’indagato. Perizie balistiche: Gli accertamenti sull’auto hanno confermato la traiettoria degli spari; un proiettile è stato trovato ancora conficcato nella portiera lato guida. Riconoscimento: Le vittime hanno identificato il presunto aggressore attraverso i fascicoli fotografici.
Nel convalidare la misura cautelare, il G.I.P. ha evidenziato la “spregiudicatezza” dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e già in regime di affidamento in prova ai servizi sociali. ”L’uso di un’arma in pieno giorno e in zone frequentate denota una totale indifferenza alle regole della vita civile”, si legge nell’ordinanza.
Per queste ragioni, ritenendo concreto il rischio di reiterazione, il 30enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Brindisi.
È doveroso ricordare che, nel rispetto dei diritti dell’indagato, il soggetto è da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
