“Ti devo far saltare in aria a te e alla tua casa”, arrestata una famiglia per atti persecutori e lesioni

LATIANO – “Infame, ti devo fare saltare in aria, a te e alla tua casa”.  Atti persecutori, insulti e anche minacce di morte sino all’aggressione fisica in piazza. Un’intera famiglia di Latiano, madre, padre e figlia, è stata arrestata per atti persecutori e lesioni personali. Le vittime fanno parte di un’altra famiglia, anche loro padre, madre e figlia. Le due famiglie sono imparentate. Gli arrestati erano convinti che i parenti avessero collaborato con le forze dell’ordine per far arrestare un loro congiunto.

Nel pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato  di Mesagne, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, nei confronti di S.M (29 anni), M.C.  57 anni e S.B. 65 anni, tutti di Latiano e indagati per i reati di atti persecutori e (la sola S.M.) anche di lesioni personali.

Contestate continue minacce, molestie, ingiurie e lesioni verso l’intero nucleo famigliare, fino ad arrivare ad una vera e propria violenta aggressione fisica nei confronti della figlia della famiglia vittima.  Un’aggressione  avvenuta in pieno centro a Latiano, nei pressi della villa comunale,  alla presenza di numerose persone. Un uomo è intervento anche per aiutare la ragazza. La donna ha riportato gravi traumi contusivi e distorsioni, è finita al Pronto soccorso con 10 giorni di prognosi.  Le vittime vivevano in uno stato di terrore e di costante ansia, l tanto da farle cambiare completamente le loro abitudini di vita. Le  persone offese, esasperate dalle continue vessazioni e impaurite per la loro incolumità (e per quella dei loro parenti), hanno così denunciato i fatti alla al Commissariato  di Mesagne. Gli agenti hanno attivato le indagini e ricostruito gli eventi e l’aggressione grazie ad alcune testimonianze e alla visione di alcuni video che confermavano la versione delle vittime.   Dalle indagini è emerso che, purtroppo, molte persone informate sui fatti e addirittura “spettatrici” di aggressioni sono rimaste totalmente indifferenti rispetto ai gravi fatti notati.

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