Cibi e bevande nei lidi, la Regione chiarisce: “Non c’è alcun divieto di introdurli dall’esterno, ma in misura consona”

Poseidone articolo

BRINDISI -Non vi è obbligo di utilizzo del punto ristoro dello stabilimento balneare per consumare cibi e bevande né vi è alcun divieto di introduzione dall’esterno di questi, in misura e modalità consone in ambito pubblico. Lo chiarisce la Regione Puglia dopo una richiesta inviata dall’Adoc Brindisi.

  Con nota del 4 agosto a firma del dirigente, Costanza Moreo, del Servizio Demanio Costiero e Portuale della Regione Puglia indirizzata all’Adoc, ai comuni costieri, ad ANCI ed alle associazioni di categoria dei balneari viene dato riscontro all’interpellanza inviata dall’associazione dei consumatori circa il divieto imposto dai gestori dei lidi balneari, di piscine e parchi acquatici di introdurre cibi e bevande nelle proprie strutture. “Una limitazione che se da una parte penalizza fortemente i consumatori dal punto di vista economico, in quanto obbligati a consumare  cibi e bevande ai prezzi praticati nelle strutture – afferma il presidente Adoc Brindisi Giuseppe Zippo – dall’altra danneggia, oltremodo, chi per motivi di salute come i diabetici non può farne a meno di portare con se farmaci, cibi e bevande salvavita in appositi contenitori frigo. Ed è proprio cogliendo l’appello di Monica Priore, simbolo della battaglia, per i diritti dei diabetici, da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione ed informazione sull’argomento, che l’ADOC di Brindisi si è fatta carico di un’iniziativa di coinvolgimento della Regione Puglia sull’argomento traguardando un importante risultato a vantaggio dei consumatori e dei diabetici in particolare attraverso il coinvolgimento di vari soggetti istituzionali. Alla disponibilità ad affrontare la problematica già manifestata dalla presidenza di Federbalneari Salento segue , quindi, la nota esplicativa sulla corretta applicazione dell’ordinanza balneare della Regione Puglia anche grazie alla sensibilità del  Consigliere regionale Mauro Vizzino”.

Nello specifico la Regione Puglia chiarisce, in sintesi, che non vi è obbligo di utilizzo del punto ristoro dello stabilimento balneare per consumare cibi e bevande né vi è alcun divieto di introduzione dall’esterno, in misura e modalità consone in ambito pubblico. Viene sottolineato, inoltre, che tale principio trova applicazione a maggior ragione nei casi di necessità dettate da ragioni di salute come l’introduzione di alimenti specifici e/o dispositivi medici di emergenza, con specifico riferimento al caso dei soggetti affetti da diabete.  Viene, inoltre, precisato nella nota che i regolamenti interni delle strutture balneari non possono discostarsi, categoricamente, da quanto previsto dall’ordinanza balneare vigente, dalla legislazione regionale e dai regolamenti comunali. “Esprimiamo piena soddisfazione per l’importante risultato raggiunto – conclude Zippo – auspicando l’applicazione di quanto sancito oltre una sensibilizzazione degli aderenti alle associazioni di categoria verso l’argomento. Invitiamo, inoltre, i consumatori a continuare  a segnalare eventuali situazioni irregolari nell’ottica di una crescita del territorio che passa inevitabilmente dalla tutela dei diritti dei cittadini specie dei più deboli”.

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2 Commenti

  1. Cosa cazzarola significa ” in quantità consone”? Consone a che ? A chi? Sembra come quando si fa una domanda e si aspetta una risposta affermativa. E ci si sente rispondere : assolutamente. Assolutamente che cosa? Assolutamente si? O assolutamente no? Il si ed il no, di per se stesse, sono già risposte forti, secche, precise, che non danno adito a dubbi.Non vi è bisogno di aggiungere altro….Ah, la nuova moda degli IGNORANTi, degli zotici che si atteggiano a persone culturalmente elevate….. e poi non sanno manco parlare…..

  2. Premesso che nel mio Lido MaldiVe del Salento non è mai stato vietato qualcosa a qualcuno nei limiti della decenza, chiedo alle associazioni che tutelano tutto lo scibile terrestre cosa pensano delle famiglie che arrivano in spiaggia con frigo e pacchi enormi e che ritengono normale occupare tavoli e sedie del ristorante dello stabilimento, anche su area privata, o che entrano nel locale per “scaricarsi dei rifiuti” rivenienti da acquisti fatti fuori.

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