Magliette rosse: Brindisi c’è, in tanti in piazza per i migranti

BRINDISI – In piazza con le magliette rosse anche a Brindisi. Hanno risposto in tanti ieri pomeriggio all’appello di Libera,  Anpi, Arci, Legambiente, Cgil, Migrantes, Solerin Coop Soc. Una manifestazione contro le politiche del ministro dell’Interno Salvini, per dire no alla chiusura dei porti, no ai centri accoglienza di tortura e criminali in Libia ,  e si al salvataggio delle vite umane.Una maglietta rossa che vuole essere il simbolo del colore delle maglie dei bambini morti in mare mentre fuggivano dai loro paesi in guerra o senza cibo e senza un futuro. “Possiamo dirlo, sì, possiamo dirlo – scrive Tea Sisto di Libera su facebook – Brindisi c’è e risponde. Dopo la terza manifestazione in un solo mese contro una politica disumana nei confronti sia degli stranieri che degli italiani, improntata alle disuguaglianze, allo sfruttamento e alla divisione tra poveri, Brindisi c’è sempre”.

2 Commenti

  1. Naturalmente auspico che coloro che hanno partecipato alla simpatica adunata si impegnino ad ospitare a proprie spese e come diceva Totò “con vitto alloggio lavatura e stiratura”, almeno un paio di immigrati o come dicono nei loro circoli “risorse”!

  2. Il giorno della solidarietà da indossare tramite magliette rosse? Io volevo pure metterla oggi una maglietta rossa ma dissentendo totalmente dalle motivazioni di questa sorta di protesta con modalità postmoderne e radical chic mi sono guardato bene dal farlo. Primo non vedo alcuna analisi del fenomeno migratorio, secondo non vedo alcuna autocritica sulle tante ruberie nella presunta solidarietà ai migranti, terzo non vedo alcuna critica al crimine di abbandonare a se stessi i migranti una volta usciti dal vari programmi di accoglienza (causa respingimento della domanda di asilo) facendoli diventare carne di porco per la criminalità. Trovo altresì riprovevole la totale chiusura ad altre situazioni. Perché nessuno protesta per la sanità ormai scesa sotto la soglia che l’OCSE considera minima? Perché nessuno parla dei terremotati abbandonati a se stessi? Perché i 5 milioni di italiani in povertà assoluta non meritano un gesto di solidarietà? Perché i 2,5 milioni di persone che mangiano alla Caritas e al Banco Alimentare non meritano una maglietta rossa? Perché non meritano una parola i 18 milioni di italiani a rischio povertà? Siete voi che dividete i dannati tra quelli meritevoli di solidarietà e quelli non meritevoli (avendo la colpa forse di essere italiani) e dunque siete voi che state creando l’Uomo Forte Salvini.
    Queste manifestazioni strumentali nei vari carrozzoni rosé che puntualmente si fanno quando il PD passa all’opposizione mi interessano quanto mi interessa la segnaletica stradale in Nuova Guinea Papuasia. Anzi, meno. Cari amici vi auguro buon divertimento. Voi state dalla parte dei buoni che la parte vi risulta adatta. Io al solito mi accomodo dalla parte del torto che intanto ci sono abituato.

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