300 euro per l’autorizzazione a costruire una villa a Rosa Marina, arrestato geometra

OSTUNI- Una stazione di servizio in pieno centro, a Martina Franca. Due uomini che si scambiano due anonimi plichi facendo finta di niente. In una delle due buste un “nulla osta paesaggistico” per la ristrutturazione di una villa a Rosa Marina e nell’altra la somma di 300 euro in banconote di piccolo taglio. Le forze dell’ordine che entrano in azione e ammanettano uno dei due. Dalle immagini fornite dalla Polizia di Stato, competente dell’operazione, pare di essere al cinema, alla proiezione di un film d’azione.

La stazione di servizio di Martina Franca, però, non faceva parte di un set cinematografico e i due protagonisti non erano attori: uno dei due, quello finito in manette, è un geometra, Marcello Giaffreda, di 58 anni di Ostuni, incensurato e dipendente della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Taranto. L’altro, anch’egli geometra, lavora per conto di un uomo, proprietario di una villa di Rosa Marina che ha bisogno di lavori di ristrutturazione.

Giaffreda è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di concussione dagli uomini della Squadra Mobile di Taranto e dal Commissariato di Ostuni. I poliziotti hanno lavorato a lungo per beccare Giaffreda. Le indagini, infatti, sono partite alcune settimane fa, quando il proprietario della villa di Rosa Marina si era rivolto al commissariato di Ostuni per denunciare l’illecita richiesta di Giaffreda che, per consegnare il documento necessario alla ristrutturazione, pretendeva 300 euro. Da quel momento i poliziotti di Taranto e Ostuni hanno cominciato un lavoro di appostamento e pedinamento che, in un primo momento, ha consentito di identificare Giaffreda e, successivamente, ha portato al suo arresto, avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 15.

Giaffreda, infatti, verso quell’ora, era partito da Taranto verso Martina Franca, accompagnato da uno studente universitario all’oscuro di quel che sarebbe successo da lì a poco. Lo stesso faceva il geometra incaricato dalla vittima della concussione, mettendosi in marcia da Ostuni. Entrambi erano seguiti da auto civetta della polizia, arrivate a destinazione, nel parcheggio dell’area di servizio, nel centro di Martina, insieme agli ignari protagonisti della vicenda. Al momento dello scambio delle buste, i poliziotti sono entrati in azione, ammanettando Giaffreda. L’apertura dei plichi ha confermato tutti i sospetti delle forze dell’ordine: in uno, quello preso in consegna dal geometra ostunese, c’era il nullaosta paesaggistico per la villa di Rosa Marina, nell’altro, quello ricevuto da Giaffreda, le 300 euro in banconote di piccolo taglio. Gli uomini della Polizia hanno trovato nell’auto e in casa del dipendente della sovrintendenza altre pratiche simili a quella oggetto della concussione. Il lavoro degli inquirenti, quindi, non è ancora terminato: bisogna verificare se Giaffreda, che intanto si trova nel carcere di Taranto, abbia effettuato in passato altri scambi come quello avvenuto nella stazione di servizio di Martina Franca. In questo, sarà utilissima la collaborazione dell’imputato, resosi disponibile alle forze dell’ordine immediatamente dopo il suo arresto.

Maurizio Distante

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