In 300 dicono no al centro di accoglienza per minori: “Non basta l’ospitalità serve l’integrazione”

BRINDISI –  Dibattito sull’ipotesi di un nuovo centro di accoglienza per minori non accompagnati a Tuturano.Dopo la lettera inviata da una ragazza di 18 Giorgia Morelli che si rivolge a Lega e Fratelli d’Italia che avevano chiesto al sindaco di ritirare il bando di gara, oggi riceviamo e pubblichiamo una lettera di risposta firmata da circa 303 cittadini di Tuturano.

“Cara studentessa Giorgia, noi 303 sottoscrittori la nota con quale dichiariamo la contrarietà all’apertura di un nuovo centro accoglienza migranti a Tuturano abbiamo letto con interesse la lettera e vorremmo dire anche noi la nostra. Chiariamo che non abbiamo nulla contro gli stranieri in sé. Anzi, si renderà conto, proseguendo nella nostra lettera, che la bontà della nostra posizione riguarda anche loro. Già perché, da qualunque angolo si voglia guardare la questione, non riusciamo proprio a vedere il valore aggiunto, di questa imposizione.

Nonostante l’impalcatura sognatrice della sua lettera e dei suoi propositi, dobbiamo,  purtroppo e per fortuna, affrontare il discorso con i piedi per terra. Perché qui, nella nostra terra non mettiamo a tavola i sogni. Non bastano a saziarci. Il nostro pane quotidiano sono le difficoltà di una vita dura in un quartiere periferia della periferia di Brindisi: collegamenti assenti, vita di campagna, strade dissestate, polverose in estate, fanghiglia in inverno, nessun circolo o centro ricreativo, nessuno svago per i giovani. Potremmo continuare ma saremmo troppo prolissi. Crediamo sia sufficiente per chiederle: anche se li accogliessimo dopo che si fa? Lavoro, istruzione, famiglia, vita sociale… anche questi sono servizi che offrirebbe il comune? Cosa troverebbero e cosa farebbero in questa situazione i ragazzi che verrebbero qui? Cosa faremmo e cosa troveremmo noi residenti, in un gruppo di giovani che, giustamente, non avendo altro svago, bighellonerebbero per buona parte della giornata? E’ buona politica quella che sbandiera una solidarietà di facciata a vantaggio di non residenti, senza pensare che esistono brindisini con grossi problemi di occupazione, abbandono degli studi, vivibilità, arredo urbano, collegamenti inesistenti? Si è vero anche loro, i giovani migranti, vengono fuori da difficoltà di vita, ma sommarle e mischiarle a situazioni similari, è davvero la soluzione dei problemi? Oramai stanno uscendo sempre più spesso notizie di situazioni in cui i centri di accoglienza sono ricettacoli di violazioni di legge, sfruttamento del lavoro, prostituzione, insalubrità. Qui sarà diverso? Dove avremo questa certezza?

Per chi è abituato a vivere ad un metro sopra la vita media dell’uomo comune (siamo sicuri che non è il suo caso), è facile risolvere il problema con la parola “accoglienza” e sbandierarla ovunque. Ma la realtà della vita, con la sua durezza,  impone ben altre situazioni. Infatti, a Roma, i partiti che parlano di accoglienza hanno maggior consenso proprio nei quartieri tipo Il Parioli, (quartiere benestante di Roma). Sembra che Brindisi stia seguendo la stessa linea. Il vicino di casa, o di quartiere, non merita neanche di entrare nei sogni risolutori dei giovani. Mai nessuno a dire: “sogno una Brindisi in cui nessuno abbia bisogno di chiedere aiuto”.

Riteniamo ormai indispensabile far capire al Sindaco Rossi che le priorità della nostra comunità sono ben altre che continuare ad aprire centri di accoglienza migranti e bene fa il capogruppo di FdI nonché vicepresidente del Consiglio Comunale di Brindisi dott. Massimiliano Oggiano ad insistere nel contrastare tale politiche di accoglienza senza   reali e costruttive politiche di integrazione (vedi il dormitorio per migranti di via prov.le  S. Vito). La pervicacia con la quale questa Amministrazione Comunale insiste nel voler imporre scelte non condivise dalla stragrande maggioranza dei cittadini dimostra ancora una volta quanto la Stessa sia completamente scollegata dai bisogni e dalle necessità di noi brindisini tuturanesi.

Concludiamo dicendo che siamo veramente contenti che continuerai i tuoi studi all’università, e non vediamo l’ora di vederti qui, nel nostro quartiere, da neodottoressa, per insegnare anche a noi qualcosa di filosofia… se non avremo bisogno di andare nei campi.”

BrindisiOggi

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