Ammazzato a 18 anni dalla mafia mai trovato il colpevole, la mamma: “Abbandonata da tutti, voglio giustizia”

FRANCAVILLA FONTANA –  (articolo da il7 Magazine)“Mio figlio ammazzato dalla mafia, io voglio giustizia”. Ucciso dai colpi di un Kalashnikov a soli 18 anni mentre era a lavoro per guadagnarsi pochi spiccioli da portare a mamma. Sì, perchè quando sei figlio unico e vivi a casa solo con tua madre i pochi soldi che vai a guadagnarti servono anche per mandare avanti la famiglia. Francesco Ligorio la mattina dell’11 novembre 2010 è stato ammazzato a colpi di Kalashnikov mentre si trovava sul camion insieme al suo datore di lavoro Nicola Canovari, con precedenti penali per droga e ricettazione. Un commando bloccò il mezzo pesante sulla statale 7 nei pressi dell’uscita Francavilla Est e sfondò il parabrezza a colpi di mitragliatore. Francesco morì sul colpo, Nicola si salvò. Francesco è morto per errore per i colpi erano indirizzari a Canovari.

“Voglio giustizia per mio figlio. Non mollo e lo farò fino alla morte”. Testa bassa, occhi pieni di lacrime, voce che trema. Mamma Mariangela cerca ancora la verità. Dopo quasi sette anni dall’omicidio di suo figlio per mano della mala questo resta un caso irrisolto. Uno dei tanti a Francavilla Fontana. Nessun colpevole, nessun indagine ancora aperta, nessun processo. Nessuno ha pagato per la morte del ragazzino di Francavilla Fontana. La signora Ligorio infatti oggi vorrebbe che la magistratura rivedesse il caso dell’uccisione di suo figlio.

“Sono stata abbandonata da tutti, mi ritrovo da sola a combattere e cercare la verità. L’unica che mi è stata vicina negli ultimi anni è l’associazione Libera. Don Ciotti mi ha assicurato che mi aiuterà a far luce sull’omicidio di mio figlio”.

Francesco Ligorio, infatti, dal 2013 è stato inserito nell’elenco di vittime per mafia. Ucciso a 18anni per errore. Francesco aveva una vita davanti a sé, amava sua madre, ma amava altrettanto la sua vita e aveva iniziato a lavorare proprio per cercare di crearsi un futuro. Ma Francesco non poteva sapere quello che sarebbe accaduto quella mattina. Non poteva immaginare che alzarsi alle 4 per andare a lavorare, salire su quel Fiat Iveco, sedere sul posto passeggero, poteva significare essere ammazzato senza pietà. Quella vita spensierata, i pensieri semplici, quelli senza responsabilità, quella adolescenza che si mischia con la voglia di diventare grandi Francesco non l’ha potuta vivere fino in fondo.

Mamma Mariangela dopo sette anni dalla morte del figlio non ci sta che non sia stata fatta giustizia. “Non è possibile che chi ha ammazzato mio figlio debba rimanere anonimo” dice. “Non è possibile che chi era con lui continui a fare una vita normale, si diverte, mi passa accanto e mio figlio invece non c’è più. Questa non è giustizia. Io continuo a vivere solo per avere giustizia per Francesco e lo farò fino alla morte”.

La donna che vive tuttora a Francavilla è una mamma coraggio. Senza un centesimo in tasca e da sola ha affrontato sempre tutto con umiltà con l’appoggio di suo fratello, sua cognata e suo nipote Francesco, omonimo di suo figlio. E’ proprio quest’ultimo che quattro anni fa ha dato vita, in nome di suo cugino, ad un’associazione per ricordare Francesco. La famiglia non ci sta che Francesco sia dimenticato da tutti, istituzioni e magistratura. Anche quest’anno l’11 novembre si svolgerà in piazza Umberto I a Francavilla Fontana un evento per ricordare Francesco Ligorio. Una serata fatta di musica e silenzio dove chiunque potrà raccontare e suonare un brano da dedicare al 18enne.

L’omicidio di Francesco Ligorio non è l’unico evento delittuoso avvenuto a Francavilla in quel periodo storico. La breve e sanguinosa guerra di mala nella città degli Imperiali è andata avanti per alcuni mesi. Ottobre, novembre e dicembre 2010. Tre omicidi: Vincenzo Della Corte prima, Francesco Ligorio poi e per ultimo Fabio Parisi. Tutti e tre uccisi a colpi d’arma da fuoco da killer senza scrupoli. Ottobre 2011, con l’operazione ‘Terminator’ da parte del Norm di Francavilla Fontana, il sequestro di armi, un vero arsenale, e con l’arresto di quattro persone, si pensò che le indagini fossero giunte ad un punto importante. Ma così non fù. Infatti, le perizie balistiche sui Kalashnikov ritrovate nelle campagne francavillesi non portarono a nulla, non erano – stando agli investigatori – le stesse armi utilizzate negli omicidi del 2010. Non sono mai state ritrovate né le armi né l’auto utilizzata dai sicari. Tutto ignaro. Tutto lasciato lì, forse, in un cassetto. Ma ancora oggi a Francavilla Fontana si continuano a trovare, tra la terra rossa e alberi d’ulivo, armi e kalashnikov.

Maristella De Michele (per il7Magazine)

 

 

 

Non Solo Pane

2 Commenti

  1. Ho assistito alla intervista. La mamma di Francesco Ligorio non ha detto di essere stata abbandonata da tutti.
    Ha evidenziato come deve ringraziare LIBERA per aver inserito il figlio nell’elenco ufficiale delle vittime innocenti di mafia e Don Luigi Ciotti per l’incoraggiamento che le ha dato in questi anni essenziale per andare avanti.

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