Antonucci: “La fine dei lavori alla sala parto in coincidenza della campagna elettorale di Emiliano”

BRINDISI – “Con un tempismo magistrale, il direttore generale dell’Asl ha subordinato l’avvio del servizio di partoanelgesia al termine dei lavori di adeguamento di una sala parto, previsti per la fine di settembre, ossia dieci giorni dopo la data delle elezioni regionali. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva qualcuno, e queste coincidenze sembrano proprio un lavoro fatto col cesello da parte di un impiegato fedele per il suo datore di lavoro”, ad affermalo è la coordinatrice di Forza Italia Livia Antonucci.

“Pare, infatti, che il dottor Pasqualone voglia blindare la campagna elettorale di Emiliano che, da assessore alla sanità, prima ancora che da Presidente, è il principale responsabile politico dell’inadempienza della Regione nei confronti delle cittadine di Brindisi, rispetto al modello organizzativo del parto indolore votato dalla sua stessa Giunta – aggiunge Antonucci –  A tal proposito, ricordiamo che, nel 2017, la Regione ha stabilito che venisse attivata l’anestesia epidurale in tutti i punti nascita con più di mille parti all’anno. Nello stesso anno l’Asl Brindisi ha bandito un concorso per anestesisti – rianimatori, ma, dei 22 risultati idonei, nessuno ha preso servizio presso la nostra azienda sanitaria perché stabilizzati in altre ASL, principalmente a Bari. Oggi apparendiamo dal dr. Pasqualone, con un certo sgomento, che il problema della partoanelgesia a Brindisi, non è più legato al grave sottorganico degli anestesisti, ma alla conclusione dei lavori in sala parto, lavori cui non aveva fatto cenno quando, ad ottobre scorso, aveva garantito che il parto indolore sarebbe entrato a regime a gennaio 2020″.
Forza Italia si augura che la fine dei lavori in sala parto coincida con l’avvio del parto indolore, ” Anche se – conclude la forzista – il comunicato diramato dall’ASL è sapientemente fumoso su questo aspetto, e che lo stesso possa partire in sicurezza, nonostante all’ultimo concorso si siano presentati venti specializzandi ed un solo specialista. Insomma, sembra proprio che i medici non vogliano venire a lavorare presso l’ospedale di Brindisi, attratti da strutture di province limitrofe. Il perché di questa situazione è uno degli aspetti che avremmo voluto approfondire con il direttore generale al quale abbiamo chiesto un incontro una settimana fa e al quale non ci è stata fornita risposta. Noi, da parte nostra, rinnoviamo la richiesta di ricevere chiarimenti e rassicurazioni per le future mamme di Brindisi”.

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