Articolo su canile comunale, la Lepa puntualizza: ” Non vorremmo essere fraintesi”

Poseidone articolo

 BRINDISI- La Lepa interviene sull’articolo pubblicato da BrindisiOggi lo scorso 28 febbraio:   “Degrado evidente e giallo sulle analisi delle acque, Consales rescinde il contratto per il canile”;  nel timore di essere fraintesa dai lettori  puntualizza quanto riportato nel servizio a proposito dell’intervento da parte della stessa.

Nell’articolo si legge: “Sull’argomento era intervenuta persino la Lepa che aveva giustificato le condizioni di salute dei cani con la loro età avanzata”.  La frase riportata è frutto di una intervista rilasciata dalla stessa vice presidente della Lepa, sezione di Brindisi, Francesca Lotito, nell’articolo pubblicato lo scorso 29 gennaio: http://www.brindisioggi.it/la-lepa-al-canile-comunale-cani-si-ammalano-perche-sono-anziani-ma-ce-di-peggio/

A questo proposito la Lepa scrive  quando segue: “E’ invece realtà che nel canile di Brindisi, oltre la metà dei cani ospitati (su circa 630) ha più di 9 anni e pertanto, questa parte è maggiormente sensibile alle patologie derivanti dall’utilizzo di acqua “non adeguata”. Ed è ulteriore realtà che la Le.p.a. non ha mai avallato le “latitanze” di enti e personaggi implicati nella vicenda. Al contrario!!!

Già, perchè da troppo tempo (sia sui quotidiani che sui social network) si tracciano chiaroscuri sulla Le.P.A. lasciando ombre e dubbi che sottendono a una vera e propria campagna denigratoria nei confronti proprio della associazione animalista che nulla gestisce!!!

Giova evidentemente serbar memoria che “il giallo delle acque” utilizzate presso il canile comunale di Brindisi era stato attenzionato proprio dalla Le.P.A., unitamente al dott. Cataldo Barletta (medico veterinario in servizio presso la struttura comunale), già in data 6.05.2014, allorquando veniva richiesta ed ottenuta, dalla scrivente, una riunione di coordinamento con i preposti dirigenti comunali ed il gestore. In quella sede la Le.P.A. otteneva diversi sopralluoghi ai fini della ” verifica del regolare funzionamento dell’impianto di depurazione all’interno dellla struttura, in quanto emergeva, in talune circostanze, la colorazione non limpida dell’acqua depurata in uscita dai rubinetti, impiegata per il lavaggio della pavimentazione”.

E di questo c’è tanto di documentazione!!!

Così come sono copiosi e documentabili i solleciti, sempre a firma della Le.P.A., aventi ad oggetto la medesima questione e le altre carenze strutturali (mancanza di un canile sanitario e di luoghi idonei di cura, recinzioni abusive, lungagini nella consegna dei risultati delle analisi cliniche ecc. – pertanto la Le.P.A. non ha mai sostenuto che “nessun cane è trascurato” come qualcuno ha scritto!!!) denunciate al Comune, alla ASL ed in ultimo, atteso che le stesse non venivano risolte, alla Procura della Repubblica di Brindisi ed al Ministero della Sanità.

Infatti, proprio la Le.P.A., non ritenendo “affidabili” le analisi delle acque eseguite dal gestore, richiedeva, in data 11 agosto u.s. al servizio vetrinario dell’ASL – Area C -, ulteriori accertamenti sulle acque, che venivano effettuati il giorno successivo.

Peccato che i risultati, sebbene richiesti più volte proprio all’amministrazione comunale, non ci siano mai stati forniti.

E peccato che chi siede nell’aula consiliare di questa città, non si informi adeguatamente prima di parlare.

Sapete com’è: “verba volant scripta manent”. E gli atti esistono. Sono in possesso della scrivente, del Comune, dell’ASL  e ciò che più conta della locale Procura della Repubblica.

Si sappia invece che la Le.P.A. è una associazione fatta di donne e uomini che amano gli animali e che fanno il possibile per tutelarne i diritti e la salute in modo assolutamente gratuito.

Per quanto sopra, la Le.P.A. non si è mai “lavata le mani” rispetto alle doverose contestazioni a tutela degli animali e tanto meno lo ha fatto con “le acque sporche del canile”.

BrindisiOggi

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