Asilo nido, nel bando l’indicazione che la tariffa può aumentare, Antonino: “Si continuano a penalizzare le famiglie”

BRINDISI – Questa volta mettono già la clausola nel bando così da evitare che non si possa fare nel corso dell’anno scolastico. Il Comune di Brindisi ha pubblicato il bando per l’iscrizione all’asilo nido comunale ed ha inserito nero su bianco che la tariffa mensile potrebbe cambiare in corso d’opera, praticamente ad anno scolastico già iniziato.  Critico il partito repubblicano su questa vicenda.

“Mentre in tutte le altre città di Italia le Amministrazioni Comunali si preoccupano di studiare le misure idonee a garantire il distanziamento sociale anche nelle strutture della prima infanzia in vista della riapertura degli asili nido – afferma il consigliere comunale del Pri Gabriele Antonino – a Brindisi la Giunta Municipale decide di adottare un avviso pubblico per quanti intendono usufruire del servizio impartendo apposite linee guida alla struttura competente in cui non si manca di sottolineare che il bando deve dare atto di un possibile aumento delle tariffe oggi in vigore”. Antonino ricorda le proteste dello scorso anno quando si tentò l’aumento durante l’anno

“E tanto in assenza della approvazione del bilancio di previsione e dei documenti propedeutici in cui vengono fissate le tariffe dei servizi a domanda individuale – aggiunge il consigliere di opposizione –  Per di più non si tiene conto della circostanza che ben 4 asili nido sono affidati in gestione a soggetti esterni il cui contratto è oramai in scadenza e non si ha notizia di proroghe o di approvazione del nuovo bando di gara. Insomma non si fa nulla per sostenere le famiglie stremate da mesi di lockdown! Senza considerare che molte di queste famiglie hanno visto peggiorare le proprie condizioni economiche in conseguenza della pandemia da COVID 19 e ben difficilmente potrebbero far fronte ad aumenti sconsiderati delle tariffe. Nulla, nel frattempo, è stato fatto per organizzare dei centri estivi per i quali le linee guida sono operative da tempo e che potrebbero rappresentare un valido supporto per quelle donne impegnate in attività lavorative e che hanno dovuto sopportare la fatica e lo stress di avere i bimbi in casa dovendo conciliare le esigenze lavorative con quelle famigliari”.

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