Attori per una sera: gli studenti del professionale Ferraris in scena all’0831 con Waiting for Godot

BRINDISI – Andrà in scena mercoledì 15 gennaio, presso lo 0831 Space, in via Appia  98, alle ore 19.00, una performance teatrale di danza e recitazione sulla riscrittura del dramma di Samuel Beckett “Waiting for Godot…vite appese”, il dramma dell’assurdo attraverso il quale gli studenti dell’IISS “Ferraris De Marco”, attori e danzatori per una sera, aspettano un avvenimento che dà l’apparenza di essere imminente, ma che nella realtà non accade mai e in cui di solito chi l’attende non fa nulla affinché questo si realizzi.

Un epilogo inaspettato, questo, di un progetto che ha impegnato studenti in attività di lettura, rielaborazione, autobiografia e riscrittura di spaccati di vite note e meno note,  anche in lingua inglese, alla ricerca di risposte sui propri disagi esistenziali, sull’assenza di certezze, sul vuoto affettivo, sulla paura del domani, sulle motivazioni di riscatto che stentano ad arrivare, guidati con amorevolezza e professionalità da psicologi ed educatori appositamente reclutati dalla Scuola, nel tentativo di lavorare sul riscatto dai fallimenti del presente e sulla speranza nel domani

E l’attesa di Didi e Gogo, i due protagonisti, si fa il leit motiv di una generazione, quella dei nostri giovani, in cui il disorientamento esistenziale, l’analfabetismo affettivo,  la crisi di valori strappa “cielo di carta” di noi adulti che deleghiamo a terzi la nostra inadeguatezza.

Il coreografo Vito Alfarano, coadiuvato da Cassandra Bianco e il regista Maurizio Ciccolella, con l’aiuto regia Valeria Galasso, hanno stimolato il talento di “geni incompresi” a venir fuori, l’autostima sopita ad assumere dignità di fronte all’incertezza, l’accoglienza e l’inclusione sociale a trionfare  nell’amore della “famiglia allargata chiamata Scuola”, la nostra Scuola.

Uno spettacolo di danza e poesia, di attese e speranze, di tenerezze e devastanti verità che attendono ancora di essere svelate. E nell’attesa di Godot…le vite dei nostri giovani “restano appese” ad un albero spoglio”.

 

 

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