Baby rapinatori applauditi, “Ragazzi il vero eroe è il poliziotto che vi ha fermato, emulatelo”

INTERVENTO / Come brindisino e come genitore sono rimasto colpito dall’episodio del “gruppo di adolescenti” che si è presentato fuori dalla Questura a di tifo per i due “aspiranti rapinatori” appena arrestati.

Voglio subito dire loro che il nostro tifo, sano, giusto, quello della comunità, va solo e soltanto nei confronti del poliziotto che “sventando” ha salvato tutti. Noi e i due minori.

L’eroe è chi non ci pensa due volte, a rischio della propria vita, ad intervenire, a sventare, a vincere.

Il vigliacco, il non-eroe, chi perde, è, invece, chi ha tutto il tempo per programmare una malefatta, una rapina – non chiamatela bravata – preventivando il rischio dell’incolumità o della vita di altri.

Ciò che, a mio avviso, rende ancor più grave l’episodio è la considerazione che qui non siamo in presenza di baby gang (connotata da  una situazione di disagio personale che trova nel contesto della banda la condizione per rafforzare la propria identità personale che non trova in altri contesti, a cominciare dalla famiglia) ma in presenza di partecipazione quasi spontanea, sentita, ad una protesta contro la forza pubblica, contro la legalità.

Un attestato pubblico – da parte dei balordi partecipanti -, vivo, da far vedere a tutti, di apprezzamento verso i non-eroi, i perdenti, di stima come a voler gridar loro – e a tutti noi – : “bravi, così si fa”.

No! Cari miei non-eroi, così si sbaglia, così si perde, così si va in galera, così non c’è futuro, così le mamme – e non solo – piangono. Così i papà, con tutte le loro colpe, non avranno il piacere di veder crescere i figli in casa.

Ora, sappiamo, che non sempre gli appartenenti di una baby gang provengono da contesti sociali disagiati. Spesso, invece, i protagonisti sono ragazzi di buona famiglia, malati di noia e benessere che cercano nella gang lo strumento per conquistare un dato status sociale.  Sono gruppi di ragazzini che, nelle scuole, taccheggiano e picchiano coetanei o i professori stessi. Lanciano sassi dal cavalcavia, commettono abusi sessuali di gruppo. Svuotano appartamenti e negozi.

A indurre comportamenti antisociali non è unicamente il fattore economico, la soglia dell’illecito scende. Minori ed adolescenti tendono a percepire la violazione delle norme meno grave rispetto al passato. La criminalità diventa una trasgressione ludica. Una filosofia dello sballo costi quel che costi che va a riempire il vuoto etico in cui fatalmente sono costretti a crescere.

La famiglia ha dunque il compito di correggere i comportamenti devianti dei figli. Bisogna allora ricostruire figure genitoriali credibili, educando innanzitutto i genitori all’educazione dei figli. Spesso, purtroppo, i genitori minimizzano l’atto violento, legittimando il ragazzo aggressivo per mascherare la sua negligenza.

Altro ruolo fondamentale è poi quello della scuola, un luogo di socializzazione primario nella crescita dei ragazzi. È qui che i ragazzi cominciano a misurarsi con il mondo adulto, a costruire le prime relazioni sociali, a conoscere l’altro, a sperimentare i primi successi e insuccessi. Tuttavia, spesso la scuola è distratta, incapace di leggere i bisogni reali dei ragazzi.

La lotta contro le baby gang riguarda tutto il sistema educativo e formativo del nostro paese, perché l’educazione è il primo passo fondamentale verso una giusta presa di coscienza individuale e comunitaria. I fatti di oggi confermano che i problemi vanno presi per tempo, soprattutto quando sembrano di piccola entità o comunque non tali da richiedere una riflessione energica e profonda.

Quindi, cari miei non-eroi guardate quel poliziotto che vi ha fermato ed emulatelo. Così diventerete eroi. I nostri eroi, gli eroi di mamma e papà!!!

Maurizio Salerno

 

 

3 Commenti

  1. DA ARRESTARE ANCHE I GENITORI..FINCHE’ NON AVREMO UNA POLITICA CHE TUTELA GLI OPERATORI DELLE FORZE DELL’ORDINE, LE VITTIME E NON AVREMO UN RICAMBIO DI GIUDICI MOLTO POLITICIZZATI POSSIAMO STARE A PARLARNE GIORNI INTERI, NON CAMBIERA’ NULLA..VINCE IL DELINQUENTE

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