Brindisi batte Virtus Bologna, l’agonismo vince contro la tecnica

Tony Gaffney Happy Casa New Basket Brindisi - Segafredo Virtus Bologna Legabasket Serie A 2018/2019 Brindisi, 22/12/2018 Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

BRINDISI- È stata la partita della rabbia contro la ragione, della visceralità agonistica contro la tecnica, delle intuizioni contro le pianificazioni (i due alley-oop alzati per Gaffney sono un mix perfetto di delirio e incoscienza).
È stata inoltre, la partita in cui Adrian Banks ha ritrovato la serenità necessaria che garantisce la leggerezza del suo gioco, la padronanza delle situazioni e l’incisività delle azioni.
Giuste nel giusto momento. Vittoria casalinga per la Happy Casa Brindisi che supera la Segafredo Virtus Bologna, con il punteggio di (89-81).
Brindisi ritrova la vittoria in quella che gli americani direbbero una gara “pivotal” per il contesto emozionale in cui si giocava.
L’infortunio occorso a Wes Clark (lo stop sarà lungo), aveva gettato una lunga ombra sullo stato mentale dell’ambiente del team, che invece ha reagito come sono solite fare le squadre compatte, trovando le risorse necessarie in ambiti non solo prettamente tecnici.
Un plauso doveroso per coach Frank Vitucci, che ha manovrato i suoi uomini con cura e ha garantito cambi e rotazioni opportune per preservare freschezza e padronanza del campo.
Di fronte a questo scenario la Virtus Bologna non ha risposto, quasi soffocata di fronte alla foga agonistica dei giocatori brindisini, come ha ammesso Coach Sacripanti nella conferenza stampa post partita.
Di Banks si è già detto, ma superlativa è stata anche la gara di John Brown (20 punti e 31 di valutazione), su tutti e due i lati del campo, di Gaffney che è stato per molti minuti il collante difensivo della squadra, di Alessandro Zanelli che ha interpretato il suo ruolo senza timidezze e con la giusta dose di sfacciataggine (l’assist con la palla sbattuta a terra in verticale sulla veloce transizione offensiva è stata da applausi).
Il coraggio che anima le gambe e rende più lucido il cervello, Moraschini e Chappell hanno contribuito con punti preziosi risolvendo situazioni complicate.
È stato nel momento del primo vantaggio della Virtus (46-47) a metà del terzo quarto, che la Happy Casa Brindisi ha intuito la gravità della contesa, si è opposta all’eventuale abbandono delle forze e ha continuato a giocare comprimendo le geometrie difensive e liberando estro e talento in attacco.
È quinta ora la Happy Casa Brindisi, con 12 punti, a soli due di distanza si posiziona la Vanoli Cremona prossima avversaria nel giorno di Santo Stefano in un Palapentassuglia che speriamo di trovare più affollato rispetto a quello visto ieri perché la passione verso il team non può essere demandata.

Amedeo Confessore

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