Castello Alfonsino pronto per giugno ma non c’è alcun progetto per la gestione

Poseidone articolo

BRINDISI- (Da Il7  Magazine) Castello Alfonsino pronto per giugno ma non c’è nessuno progetto per la gestione. Proseguono a gran passo i lavori di ristrutturazione all’interno del Castello Alfonsino di Brindisi, interventi da 5milioni finanziati con fondi PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014/2020. I lavori, inseriti nel progetto di recupero e valorizzazione del “Castello di Mare” e “Opera a Corno” a Brindisi, sono stati affidati attraverso bando di gara alla “SAD DI REGA R. & C” che completerà l’opera entro giugno prossimo. impegnati nell’attuazione dell’intervento, sono l’architetto Doriana De Tommasi, Responsabile Unico del Procedimento, l’architetto Augusto Ressa, progettista e Direttore dei Lavori, e l’architetto Antonio Zunno, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Nel frattempo in questi sei mesi che ci dividono dal completamento dei lavori il Comune di Brindisi e la MIBACT, la Sovraintendenza ai Beni Monumentali, dovranno studiare un progetto con sostenibilità economica che consenta di rendere fruibile il Castello. La procedura di “federalismo demaniale” consente, infatti, al Comune di Brindisi di potere avere MIBACT, la Sovraintendenza ai Beni Monumentali l’assegnazione del Castello Alfonsino purchè sia in grado di sviluppare un progetto per la sua gestione. Un compito tutt’altro che semplice se si pensa che solo la manutenzione del bene costa un milione di euro l’anno. “E’ un bene importante- ha detto il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi- il Comune di Brindisi non si può accollare delle spese superiori al milione di euro l’anno per mantenere un bene simile. Bisogna capire che cosa fare. Ora a giugno finiranno i lavori della Sovraintendenza nel frattempo dobbiamo cercare di capire quale progetto di gestione per la struttura sapendo che occorre il coinvolgimento di privati. Ci vuole un progetto di sostenibilità economica”.

Il 18 aprile scorso il MIBACT presentando i lavori sottolineò proprio l’importanza di trovare un progetto per la destinazione d’uso del Castello Alfonsino e dell’Opera a Corno e in particolare la dottoressa Maria Piccareta della Sovraintendenza Beni Monumentali di Lecce disse : “Il castello e l’Opera a Corno resta nelle mani della sovaintendenza ma se il Comune di Brindisi è in grado di produrre un progetto serio potremmo anche parlare di gestione congiunta”.

La Sovraintendenza al momento ne ha la custodia e le gestione ma il Comune può tranquillamente compartecipare se riesce a disegnare una serie di attività da svolgere che vadano oltre il semplice contenitore culturale.

“La struttura può essere utilizzata anche per diverse attività, quindi parliamo tanto di attività culturali che attività turistico ricettive- sottolinea Rossi- non ci sono preclusioni in questo senso purchè siano attività che generino ricavi. Questa stessa situazione la si ritrova anche nel Tommaseo, il Comune ha una concessione di 99 anni ma bisogna trovare un progetto per dare una destinazione d’uso”.

Il Castello Alfonsino quanto l’Opera a Corno rischiano, quindi, una volta ristrutturati di restare inutilizzati. L’ultima volta che è il monumento è stato reso fruibile era il 2007, da allora gli unici ospiti della struttura sono stati i vandali e i ladri che hanno fatto razzia di ogni cosa. Se non si troverà un progetto serio per la seconda volta saranno stati spesi soldi inutilmente. Il MIBACT, la Sovraintendenza ai Beni Monumentali e il Comune di Brindisi sanno bene che si tratta di una corsa contro il tempo. Gli interventi progettati miravano alla rifunzionalizzazione degli ambienti attraverso opere mirate. I lavori, che si concluderanno entro giugno, sono partiti la scorsa primavera dalla messa in sicurezza delle aree e dagli interventi strutturali, in particolare il restauro dei paramenti murari oggetto di particolare degrado, ovvero:  il prospetto Nord dell’Opera a Corno e parte del prospetto ovest, oltre che i prospetti della corte interna del Castello Alfonsino; il ripristino rampa “Piazza d’Armi” e della pavimentazione in basole; il ripristino della rampa esistente lungo il fronte est dell’Opera a Corno, mediante diserbo e nuova pavimentazione, e il ripristino della Piazza d’Armi.  L’intervento si sta completando con le opere di parziale ricostruzione e consolidamento della muratura di contenimento già esistente. Per il  restauro dell’ex cappella il  progetto ha previsto il recupero e la sua valorizzazione mediante la realizzazione e il rifacimento delle finiture (intonaci, tinteggiature, pavimentazioni, serramenti, etc.) e degli elementi impiantistici.  Si sta realizzando persino pavimentazione in pietra. A questi interventi si è aggiunto anche la ricostruzione del “camminamento di ronda”, l’intervento consiste nella ricostruzione del camminamento crollato che collegava il Castello con il Forte. In particolare, si è previsto la realizzazione di un camminamento con struttura metallica a tubi e giunti. A tutto questo si aggiungeranno anche le istallazioni multimediali che serviranno a raccontare la storia del castello.

Una volta pronto la custodia del Castello sarà affidata h24 ad una postazione con guardiania per far si che la struttura non riceva visite sgradite. Negli anni passati proprio la mancanza di controllo e lo stato di totale abbandono ha consentito libero accesso ai vandali che hanno fatto razzia di qualunque cosa, danneggiando in modo irrecuperabile impianti e aree destinate alla fruibilità. In particolare sono stati sfilati tutti i cavi di rame dell’impianto elettrico, sono stati divelti i frutti costituenti i quadri elettrici, danneggiato irreparabilmente il gruppo di continuità, è stata distrutta e resa inutilizzabile la cabina di trasformazione che alimentava l’intero complesso, sono stati divelti i sanitari, la rubinetteria, la torre ascensore con il suo impianto, gli infissi in legno e molto altro ancora. Danni traducibili in migliaia di euro che ora sono stati inseriti nel capitolo di spesa dei lavori di restauro e valorizzazione del Complesso Monumentale del Castello Alfonsino e dell’Opera a Corno.

“In attesa di elaborare un progetto con sostenibilità economica- dice il sindaco Riccardo Rossi- la prossima estate, non appena i lavori saranno conclusi, cominceremo a utilizzare il Castello Alfonsino per gli eventi culturali. Faremo in modo che la città se ne riappropri e che possa usufruirne. Cominciamo da qui. Da questo tipo di iniziative, nel frattempo lavoreremo con il MIBACt per trovare una soluzione. Io penso una cosa: quando si parla di strutture così grandi e importanti dal punto di vista storico e architettonico dovrebbe essere lo Stato a occuparsene. Un Comune non può farsi carico di beni simili”.

Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

Non Solo Pane

3 Commenti

  1. però disubbidire fa “bene” per accogliere profughi. e i nostri concittadini dove li mettiamo? FATE BENE FRATELLI! TANTO PAGHIAMO NOI. O NO?

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