Cgl organizza assemblea pubblica al Casale contro il razzismo

Poseidone articolo

BRINDISI – Dopo la decisione del consiglio comunale ad accogliere la richiesta del Ministero dell’Interno e mettere a disposizione una struttura per l’accoglienza dei minori non accompagnati, in città è stata avviata contro questa decisione una raccolta firme e sui social è partita una sorta di campagna per dire “no”. La Cgil di Brindisi contro qualsiasi forma di razzismo organizza nel quartiere Casale, dove insorge la struttura indicata dal Comune, un’assemblea pubblica.

“Da sempre la raccolta firme è stato uno strumento di alta Democrazia – si legge nel comunicato della Cgil a firma di Antonio Macchia – che ha permesso ai cittadini di sollecitare l’intervento Pubblico in materie a volte trascurate dalla politica o avversate dalla stessa, ma sempre condotta per principi nobili, costituzionalmente sanciti, se non universalmente riconosciuti. In questi giorni a Brindisi si fa un uso – abuso di questo nobile istituto di democrazia, che nel passato è stato utile strumento per il riconoscimento di diritti sino ad allora neppure sanciti, tanto è che si è inteso avviare una raccolta firme contro la decisione assunta lo scorso 31 agosto dalla Giunta del Comune di Brindisi”.

Il Comune, appunto, ha partecipato ad un Avviso del Ministero dell’Interno, dando la disponibilità a rendere la ex sede della Delegazione Casale un luogo utile alla ospitalità di minorenni non accompagnati e neo maggiorenni.

“Contestualmente – continua la Cgil – una schiera dell’opposizione ha gridato allo scandalo non per la scelta, bensì perché il luogo prescelto sarebbe il Casale, quartiere molto bello e composto da una popolazione di livello culturale medio alto, che abita in lussuosi appartamenti, se non proprio in confortevoli ville. Innanzitutto ricordo a me stesso che Brindisi ospita uno SPRAR fra i più importanti e strategici dell’intero territorio nazionale, quindi una richiesta in tal senso appare più che opportuna, necessaria, proprio per la funzione di città di frontiera e di accoglienza che da sempre Brindisi svolge”.

“Ma questo particolare evidentemente sfugge a coloro che si affannano nel voler evitare “contaminazioni” nel loro quartiere. Capisco che l’integrazione e l’accoglienza siano materie ostiche a chi vive arroccato nel lusso delle proprie residenze, semmai si può usare la prestanza di questi uomini e donne sfuggiti agli orrori del proprio paese per i lavori più umili, ma sempre a dovuta distanza! Bene, noi non abbiamo questi pensieri e mai ci rassegneremo a queste derive di conclamata xenofobia”.

Macchia sottolinea: “Come noi credo ci siano tanti abitanti del quartiere Casale che in questi giorni inorridiscono, ascoltando i vaneggiamenti dei loro vicini.  Proprio il quartiere Casale, così ben strutturato e tanto agiato potrebbe essere di reale aiuto nel creare opportunità di integrazione per ragazzini che non hanno famiglia e devono costruire dei punti di riferimento. Raccogliere firme per affermare la chiusura verso i ragazzi bisognosi di altre realtà è la negazione di ogni principio di solidarietà umana e civile, un esempio negativo per i propri figli”.

“Pertanto, nell’auspicare che gli stessi abitanti del quartiere Casale respingano queste iniziative xenofobe e fasciste, figlie di una politica anticostituzionale, invito  tutti coloro che non sentono di avere questo pensiero a partecipare ad una assemblea pubblica che terremo sul quartiere Casale nei prossimi giorni, ed in cui sarà possibile spiegare il ruolo dello SPRAR,  la funzione delle case di accoglienza  per minori non accompagnati e l’eventuale ruolo che tutti i cittadini del Casale potranno avere nella educazione ed orientamento dei ragazzi ospiti. In buona sostanza vi verrà data l’opportunità di aiutare in casa Vostra persone bisognose, conoscendo i minori per cui ci si adopera”.

“A tal proposito sin da adesso invitiamo tutte le associazioni, i sindacati ed i cittadini a condividere questa nostra iniziativa di civiltà ed a forte impatto democratico, impegnandoci a comunicare con ogni mezzo giorno ed ora della assemblea pubblica” concludono dalla Cgil.

BrindisiOggi

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