Dalla porchetta di Ariccia alla carne di canguro australiana, arriva l’International Street Food

Poseidone articolo
BRINDISI- (Da Il7 Magazine) Dalla tradizionale porchetta di Ariccia  alla pizza fritta napoletana, dagli hot dog newyorkesi alla carne di canguro australiana, oltre 40 chef a lavoro nell’International street food  pronto a sbarcare a Brindisi dal 31 ottobre al 3 novembre. Si tratta di un evento  internazionale che in questi mesi sta girando per le più importanti piazze d’Italia e che a breve farà tappa anche a Brindisi. Organizzato dall’Associazione M.A.S., Manifestazioni Arte e Spettacolo, di Torino, l’International Street Food si svolgerà su piazza Santa Teresa, nel cuore del centro storico brindisino. “La manifestazione sarà aperta a tutti con lo scopo di far conoscere il cibo di strada, con un’attenzione particolare ai prodotti d’eccellenza del territorio nazionale e internazionale.
Durante la manifestazione, i visitatori potranno gustare una selezione dei migliori piatti delle nostre identità provinciali e regionali che meglio raccontano l’inventiva delle nostre
cucine, proposti dalle realtà locali più autorevoli, regione per regione. L’ampia scelta spazierà dal dolce al salato andando a toccare tutto il nostro stivale- spiega  l’organizzazione dell’evento- Ma non solo, la cucina italiana si confronterà con i sapori internazionali, che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare, integrandoli alla nostra tradizione culinaria. Parteciperanno i migliori food truck e stand itineranti italiani e stranieri che, con i loro mezzi allestiti per l’attività di preparazione e somministrazione, costituiranno la quinta scenografica dell’intero evento, tutto all’insegna del decoro e nel rispetto del contesto in cui ci si va ad inserire.
L’obiettivo della manifestazione è dunque quello di integrare alla componente culinaria molte altre forme di animazione ed intrattenimento, volte a soddisfare un ampio margine di età”.
Lo scorso 8 ottobre l’associazione M.A.S. , presentando il progetto, ha chiesto il patrocinio al Comune di Brindisi, che stando a quanto si riferisce non dovrebbe comportare alcun contributo o impegno di spesa da parte dell’amministrazione comunale. Benché, si sa, l’organizzazione della manifestazione richiederà necessariamente l’impiego di polizia locale, steward, e consumi vari.
 “La nostra intenzione è quello di creare una manifestazione offrendo alla Città un evento aperto a tutti con momenti di aggregazione- dice, ancora, l’organizzazione- conoscenza e valorizzazione del territorio come solo il cibo può unire”. L’International Street Food si dovrebbe svolgere nel periodo che va dal  31 ottobre  al 3 novembre 2019, secondo i seguenti orari:  il  31 ottobre dalle  18 alle  24, e l’ 1, il 2 e il 3 ottobre  dalle 12 alle 24. La location è piazza Santa Teresa, scelta per la sua centralità e per lo splendido affaccio sul porto.
“Gli operatori scelti saranno tra i migliori stand food truck itineranti italiani e internazionali che propongono prodotti e cibi di eccellenza. La selezione terrà conto delle esperienze e
dell’affidabilità nelle pregresse manifestazioni a cui hanno partecipato e in cui alcuni di loro si sono distinti per la bontà dei loro prodotti- spiega la M.A.S.-  Saranno inoltre selezionati per la reputazione che vantano all’interno del territorio d’origine. Altro criterio di selezione sarà dettato dalle caratteristiche originali e ricercate che contraddistinguono i mezzi scelti”.
Il Comune di Brindisi incasserà le quote delle imposte comunali dovute per l’organizzazione dell’evento.
Oltre a ciò, i circa 60 tra operatori commerciali e personale di staff, presenti durante l’evento, usufruiranno dei servizi della città ossia  alberghi, taxi, ristoranti, bar producendo direttamente un’economia sul territorio.
Come tutto questo si concilierà con la Circolare Gabrielli e con le misure di sicurezza richieste per lo svolgimento di una simile manifestazione, questo lo stabilirà la Prefettura con la Questura, così come prassi vuole.
Intanto l’International Street Food  continua a girare per la penisola italiana portando il meglio della cucina di “strada” dove il termine “strada” è tutt’altro che denigratorio ma è oramai nell’immaginario culinario un simbolo di buona gastronomia. Giornali e riviste, trasmissioni televisive, guru della gastronomia hanno consacrato il cibo “on the road” a nuova icona del terzo millennio . La cucina on the road viaggia sui “food truck”, i mezzi attrezzati, che rappresentano l’identità del ristoratore. Il food truck non è semplicemente il camioncino  itinerante dotato di cucina attrezzata per la preparazione e la vendita dei pasti. Nel food truck si preparano anche piatti gourmet da consumare tranquillamente passeggiando. Queste postazioni mobili possono avere dimensioni molto variabili, dagli autobus a due piani agli ape car,  ed è quasi sempre decorato con grafica e dipinti colorati; oltre al fatto di offrire pasti a vari livelli di prezzo, il suo successo è dovuto anche ai servizi di social networking che gli permettono di comunicare in tempo reale i vari spostamenti. Insomma è come avere un ristorante in miniatura, si fa per dire, dove la qualità è la parola d’ordine ed i prezzi sono adeguati alle proposte dello chef. Oggi i food truck sono regolati “dal commercio del dettaglio su area pubblica” . Tale attività può essere svolta su posteggio fisso o in forma itinerante. Serve un’autorizzazione di tipo A , se si tratta di commercio ambulante con posteggio fisso e viene rilasciata dal Comune competente per territorio ed è concessa per un preciso giorno in un certo mercato o fiera Serve , invece, un’autorizzazione di tipo B se si tratta di commercio ambulante in forma itinerante. In quel caso viene rilasciata dal Comune di residenza del richiedente, consente l’esercizio in forma itinerante in tutto il territorio nazionale, nelle fiere, nei mercati ma limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati dai titolari. Non vengono più concesse autorizzazioni temporanee e straordinarie. In presenza dei requisiti richiesti le autorizzazioni vengono automaticamente concesse. Insomma un’attività di ristorazione di ultima generazione senza contare che il food trucker si muove, è itinerante, offre l’opportunità di girare il mondo e toccare le diverse piazze  portando la propria cultura culinaria ma anche lasciandosi contaminare anche dai paesi che visita, proprio come accadrà a Brindisi nei prossimi giorni. L’International Street Food offrirà, infatti, a tutti i degustatori l’opportunità di conoscere piatti e soluzioni gastronomiche lontane dalla nostra cucina tradizionale. Novità di quest’anno, per i palati più audaci,  la carne australiana, la carne di canguro, zebra e coccodrillo  per i più tradizionalisti non mancherà la carne argentina o le pietanze più classiche della cucina ligure e siciliana.
Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

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