Dopo l’inchiesta della Dda il Ministero autorizza l’accesso ispettivo antimafia a Carovigno, nominata la Commissione

Poseidone articolo

CAROVIGNO – Il ministero dell’Interno dà il via libero alla commissione ispettiva antimafia al Comune di Carovigno dopo l’indagine della Dda su presunte minacce e compravendita di voti che avrebbero influenzato il risultato della campagna elettorale del 2018 che vide vincente la coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Massimo Lanzilotti. Il Ministero su segnalazione del prefetto di Brindisi Umberto Guidato ha autorizzazione l’accesso ispettivo antimafia all’interno del Comune. Questo organismo dovrà valutare se c’è stata l’influenza esterna della criminalità nella gestione della cosa pubblica. Subito dopo la notizia dell’indagine della Direzione direzione distrettuale  dantimafia di Lecce anche la parlamentare dei 5Stelle Anna Macina aveva presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per valutare l’opportunità di autorizzare al Comune di Carovigno un accesso ispettivo sugli atti dell’amministrazione comunale.

L’inchiesta sulla presunta compravendita di voti ha portato all’arresto di Andrea Saponaro, ritenuto dagli inquirenti il capo zona della Scu in questo paese, indagate inoltre altre 8 persone tra cui il sindaco Massimo Lanzilotti e il presidente del consiglio comunale Francesco Leoci. Entrambi si sono detti estranei ai fatti e all’oscuro dell’indagine, intanto hanno nominato come propri difensori gli avvocati Cosimo Lodeserto e Gianvito Lillo.

Della commissione ministeriale d’indagine fa parte un componente della prefettura della Bat come presidente, e due esponenti rispettivamente della polizia e dei carabinieri. La commissione lavorerà per tre mesi, con possibile proroga di altri tre mesi.

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