“Ecco perchè noi andiamo con Lecce”

ERA TUTTO GIA’ STATO SCRITTO A ROMA. NEL SALENTO LA POLITICA TACEVA. POI QUELLA RIUNIONE DELL’ESECUTIVO PROVINCIALE DEL PD DI BRINDISI ALLA PRESENZA DEI RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI E DELL’ASSESSORE REGIONALE DENTAMARO (PD). LA DECISIONE DI CHIEDERE A FERRARESE DI PRENDERE L’INIZIATIVA PROPONENDO UNA RESA MENO DOLOROSA DI BRINDISI A TARANTO ATTRAVERSO LA PROPOSTA DEL CAPOLUOGO A DUE TESTE. LA RIUNIONE IN PROVINCIA NEL CORSO DELLA QUALE, A PARTE LA SINTESI UN PO’ AFFRETTATA DEL PRESIDENTE FERRARESE, L’IMPALCATURA ROMANA (BR-TA E LE) AVEVA SUBITO LE PRIME FORTI SCOSSE (I SINDACI DELLA FASCIA SUD, IL SINDACO DI ORIA, IL SENATORE CURTO, IL SEGRETARIO CISL DE PASCALISIS, I SILENZI DI SINDACI DI CITTA’ IMPORTANTI).

IL GIORNO SUCCESSIVO, A BARI, NEL CONFRONTO CON LA REGIONE, IL NO DI TARANTO DAVA UN’ALTRA FORTE SCOSSA AL DISEGNO ROMANO.

LA PRESA DI POSIZIONE DEI 4 SINDACI DEL SUD BRINDISINO E’ STATO IL COLPO DI GRAZIA AD UNA SOLUZIONE IMPOSTA DAL FREDDO CALCOLO NUMERICO DEL GOVERNO CENTRALE E NON SAPUTA MODELLARE ALLA REALTA’ SALENTINA DALLA POLITICA INDIGENA.

LE DICHIARAZIONI CHE SI STANNO SUCCEDENDO IN QUESTE ULTIME ORE FANNO PRESUPPORRE CHE NELLE PROSSIME ORE LA POLITICA SALENTINA DOVRA’ ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’.

NEL VENTENNIO ERA STATA CANCELLATA UNA GRANDE PROVINCIA, LA TERRA D’OTRANTO E, ANCHE QUELLA VOLTA, A TAVOLINO ERANO STATE DISEGNATE TRE NUOVE PROVINCIE, BRINDISI, TARANTO E LECCE CON STRAPPI NON INDOLORI, SPECIE IN CERTE ZONE COME L’ATTUALE ZONA SUD DEL BRINDISINO. MA ALL’EPOCA C’ERA POCO DA DIBATTERE….

NEGLI ULTIMI 10 ANNI I PRESIDENTI DELLE TRE PROVINCIE AVEVANO RACCONTATO ALLE POPOLAZIONI SALENTINE DI UN GRANDE TERRITORIO, IL SALENTO O L’AREA IONICO SALENTINA, PIENO DI TANTE DIVERSITA’ E SPECIFICITA’ CHE, SE MESSE IN SINERGIA TRA DI LORO, POTEVANO COSTITUIRE UN’AREA GEOGRAFICA FORTE CON BENEFICI DIRETTI ED INDIRETTI PER TUTTI I TERRITORI.

QUESTA POTEVA ESSERE L’OCCASIONE GIUSTA. LA PROVINCIA DISEGNATA DAL GOVERNO MONTI AVRA’ MENO FUNZIONI AMMINISTRATIVE MA POTRA’ GIOCARE UN IMPORTANTE RUOLO DI GUIDA, DI COORDINAMENTO DELLE AMMINISTRAZIONI TERRITORIALI, DI INTERAZIONE CON I GOVERNI REGIONALI E NAZIONALI.

MI RENDO CONTO CHE, PER UNA CLASSE POLITICA CRESCIUTA FORSE TROPPO ALLA LUCE DEI RIFLETTORI DEI MEDIA E UN PO’ MENO IN PROSSIMITA’ DEI PROBREMI REALI, L’IMPRESA POTREBBE ESSERE UN PO’ COMPLICATA.

NOI SINDACI DELLA FASCIA SUD UN PRIMO PASSO LO ABBIAMO FATTO E LO ABBIAMO FATTO IN UNA DIREZIONE CHE NON FA A PUGNI CON LA STORIA DEI NOSTRI TERRITORI, SPERO CHE ANCHE I COMUNI CHE SONO A NORD DELLA FASCIA SUD…….FACCIANO ALTRETTANTO. PENSO CHE I LORO CITTADINI APPROVEREBBERO.

Domenico Serio

Sindaco di San Donaci

Non Solo Pane

4 Commenti

  1. Chiarisco, che il Salento ha una sua identificazione geografica ben precisa che non coincide con il Grande Salento. La confusione del Sindaco sta che con area jonico-salentina si intende BR-TA-LE che è diverso da quanto è stato deliberare dal comune di Sandonaci. Inoltre mi deve spigare cosa ha in comune Lui (quale cittadino di Sandonaci con cittadino di Crispiano. (Ovviamente oltre ad essere italiano)

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